Dopo aver riletto il pioniere Goldie in occasione del Record Store Day, la punta di diamante della Hyperdub conferma il suo ritrovato attivismo e si ripresenta alla sua maniera, sganciando a sorpresa il presente Ep da due tracce, intitolato “Subtemple”. Come da consuetudine, anche in questa nuova produzione il musicista londinese punta tutto sulla sostanza, senza badare minimamente alla propria “immagine”, così come a cover ammiccanti e altre diavolerie con fini meramente promozionali. Il suo intento è semplicemente diffondere la propria musica. E, a conti fatti, Bevan continua a rimanere nell’ombra, “fregandosene altamente” delle varie prassi.
A ogni modo, in queste due tracce “spunta fuori” il Burial più desolato. Il misterioso producer della scuderia di Kode9 non fa sconti nemmeno a se stesso. Visti i risultati, il suo stato d’animo di recente deve aver subito un annientamento, qualche colpo profondo. Ovviamente è un’ipotesi, perché nulla trapela all’esterno sul suo conto. Sia l’introduttiva title track, sia la successiva “Beachfires” alimentano un disagio fortissimo, e mettono in luce un climax tanto tetro, quanto estremamente melanconico. È ben presente quindi un continuo “defilarsi dal mondo” messo in scena con la solita ricetta.
Si susseguono una dietro l’altra voci a intermittenza, frattaglie da cinema horror, rumori urbani, conversazioni prese da qualche angolo remoto della sua Londra, e suoni talvolta impossibili da decifrare. In questo schema depressivo, il cui orientamento sonoro giunge a destinazione solo a tratti, spuntano qui e là un orologio a tic tac e poche note al piano che fungono da metronomo e da “melodia” all’insieme. Un insieme comunque nerissimo, da cui traspaiono per l’ennesima volta un immane distacco e la proiezione di un isolamento talvolta eccessiva.
03/11/2017
Il primo Lp di un impenetrabile producer inglese
Il misterioso produttore londinese aggiorna la sua visione del dubstep
Tre succulente tracce nell'avvincente Ep di sua maestà William Bevan, aka Burial
Cassa dritta, ali spiegate e un'oscura speranza nelle tre tracce del genio inglese
Secondo Ep in questo 2012 per l'acclamato produttore londinese
L'improvvisa celestialità nel settimo Ep dell'acclamato produttore inglese
L'ennesimo Ep del misterioso e acclamato producer della Hyperdub
Sterzata deep house per William Bevan, con il sostegno adrenalinico di sua maestà Kode9
Tanta cattiveria e selvaggina hardcore nel terzo Ep dell'anno del produttore inglese
Il capolavoro assoluto del genere dubstep e della musica elettronica del nuovo millennio
La prelibata cernita dei singoli rilasciati negli ultimi due lustri dal producer londinese
Altre due tracce nell'ennesimo Ep del dj-producer inglese, tra alti(ssimi) e bassi
Il deludente ritorno del producer inglese, tra rumorismi, vapori assortiti e voci notturne
Nuovo Ep da tre tracce per il producer inglese, in una lenta e sfuggente catarsi spirituale
Cambio di casacca per William Bevan, tra assalti frontali in stile rave anni 90 e passi break dance
Il ritorno ancora una volta a due tracce del producer inglese, tra epiche ascese e pause improvvise
Una trama di ipertesti in un disco in cui il passato affiora ovunque
Secondo lavoro per il collettivo di Montréal in un calcolato caos musicale
L'ex Hype Williams trasforma l'errore in metodo e sfiora il rumore catartico
Giunge dall'Indonesia una delle migliori proposte soul dell'anno
L'ottavo disco della popstar americana, tra rinnovate prese di coscienza e nuovi tentativi di fuga
Un rituale sabbatico, un folk destrutturato, l'apocalisse
Il disco che consacra la formazione galiziana tra i migliori interpreti shoegaze
La musica di cui ha bisogno l’America nell'era di Donald Trump