Bryce Dessner, Katia And Marielle Labéque

El Chan

2019 (Deutsche Grammophon) | post-minimalismo

Approdare alla Deutsche Grammophon - storica etichetta leader mondiale delle pubblicazioni dedite alla musica classica - è di certo un riconoscimento di primissimo rilievo per musicisti cresciuti nell'ambito della musica pop-rock, seppur intimamente legata alla musica da camera, come l’americano Bryce Dessner (National, Clogs). Riconoscimento già avuto ad esempio per il più noto compositore di modern classical Max Richter nel 2012 con “Recomposed By Max Richter: Vivaldi - The Four Seasons” e proprio da Dessner con “St. Carolyn By The Sea / Suite From ‘There Will Be Blood’” nel 2014. Dessner non è nuovo a queste incursioni nel mondo della musica classica del 900, anzi il suo curriculum odierno può tranquillamente definirsi impressionante, come si può notare dalla sua discografia con le autorevoli collaborazioni con Steve Reich ("Double Sextet/2×5” del 2010) o David Lang (“Death Speaks” del 2013).

La nuova proposta Deutsche Grammophon “El Chan” contiene tre opere ambiziose (“Concerto For Two Pianos”, “Haven”, “El Chan) che mostrano come il musicista Dessner vada ben oltre il ruolo di leader di una band indie. La scelta delle fenomenali sorelle Katia e Marielle Labèque al piano in collaborazione con l’Orchestre de Paris, rende i tre movimenti di “Concerto For Two Pianos” un imponente inno alla bellezza che spazia dalla magniloquenza alla pacatezza, ispirandosi alla musica classica del 900 come anche alle bizzarrie più evolute di Frank Zappa, ai crescendo massimalisti di Glenn Branca, ai ritmi percussivi di Edgar Varese fino alle citazioni abbastanza esplicite a Olivier Messiaen. Una trilogia superba che - tra vorticosi assoli di piano, archi e fiati - trova, in particolare nei grandeur finali, un equilibrio difficoltoso tra la musica classica e la più moderna avanguardia.

Se è la grandezza a colpire fino ad adesso, con "Haven" ci si trova invece decisamente più prossimi alla classica scuola minimalista legata a Steve Reich. Una composizione di otto minuti per due piani e due chitarre stracolma di brevi pattern ripetitivi in continuo cambiamento e sovrapposizione, con una serie di incessanti variazioni sonore che denotano una capacità di scrittura decisamente al di sopra della media per qualunque musicista legato al pop indipendente. Dessner sembra far capire a chi ancora ne dubita quanta vitalità può essere presente dentro l’avanguardia del 900 e in particolare al minimalismo americano, con un’opera davvero meritoria e disvelatrice.

“El Chan”, che dà il titolo all’album, è una complessa composizione scritta per due piani divisa in sette brevi parti. Dedicata al regista del film “The Revenant” Alejandro González Iñárritu - film dove Dessner ha partecipato, insieme ad Alva Noto e Ryuichi Sakamoto, alla colonna sonora - “El Chan” raggiunge molto spesso momenti di difficoltà di esecuzione ai limiti (“Four Winds” o “Coyote”) ma sopratutto incanta per una libertà compositiva che fa sinceramente sperare che questo possa essere un punto di partenza per una nuova alba della musica classica contemporanea.

(26/05/2019)



  • Tracklist
  1. Concerto For Two Pianos: First Movement
  2. Concerto For Two Pianos: Second Movement
  3. Concerto For Two Pianos: Third Movement
  4. Haven
  5. El Chan: El Charco Del Ingenio
  6. El Chan: Points of Light
  7. El Chan: Four Winds
  8. El Chan: Ballade D'allende
  9. El Chan: Coyote
  10. El Chan: Pool Of El Chan
  11. El Chan: Mountain






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