Stormzy

Heavy Is The Head

2019 (#Merky) | grime

I could never die
I’m Chuck Norris
Fuck the government
And Fuck Boris
(da “Vossi Bop”)

Un solo album e Stormzy è assurto al ruolo di superstar, un solo album e Stormzy è finito sul Pyramid, il palco principale del Festival di Glastonbury, quello destinato a pochi e selezionatissimi eletti. Lo si può trovare sulle copertine dei magazine, a testimonianza di quanto stia diventando un protagonista assoluto della propria generazione, ed è da tempo fra le voci più autorevoli per comprendere e analizzare il nuovo rap anglosassone. L’attesissimo secondo atto, “Heavy Is The Head”, è il disco di un artista che nel frattempo è diventato ricco, perdendo inevitabilmente (per sua stessa ammissione) parte della propria rabbia. Un disco furbo, costruito - molto bene - per conquistare un successo di grandi dimensioni.

Banksy si è infatuato della sua musica, ha disegnato il giubbotto antiproiettile con l’effige della Union Jack che ha indossato a Glastonbury e ha ideato l’iconica copertina del disco, esposta in tempo reale presso la National Portrait Gallery. Ma quando – durante l’ascolto - fanno capolino l’autotune e un duetto spaccaclassifiche con Ed Sheeran, (“Own It” è la terza collaborazione fra i due) appare chiaro l’intento di monetizzare quanto più possibile.
Potrebbe anche non esserci nulla di male in tutto questo, se non il fatto che Stormzy sia ancora molto giovane (classe 1993) e arrivando da Croydon, borough esteso e problematico in South London, non esattamente il posto migliore in cui crescere e vivere, ci saremmo aspettati un risultato mediamente più incazzato, da un personaggio che tuttora, almeno nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa (recentissima l’accusa di razzismo rivolta al popolo inglese), continua a porsi “contro”.

La rabbia c’è ancora, le invettive ci sono, particolarmente forti contro Boris Johnson nella super-hit “Vossi Bop”, ma l’atmosfera risulta edulcorata dalla presenza di tracce che tendono a mediare, lasciando che il lato romantico e l’analisi interiore equilibrino il mood complessivo. E’ un album pensato per arrivare a tutti, nel quale il trade off fra essere un fenomeno iper-adorato di nicchia (come gli Idles sul versante white rock) o diventare una superstar idolatrata dalle masse ha fatto propendere l’ago della bilancia verso la seconda opzione.
La pesante corona che Stormzy pone sul proprio capo è indossata come se si sentisse il migliore, senza alcuna vena ironica. I testi sono a tratti fortemente autocelebrativi, con riferimenti a Glasto, alle copertine dalle quali emerge la sua statuaria e atletica fisicità, ai riconoscimenti conseguiti (in primis due Brit Awards e una nomination al Mercury Prize) e alle apparizioni più prestigiose.

When Banksy put the vest on me
Felt like God was testin’ me
(da “Audacity”)

In “Wiley Flow” (omaggio a Wiley, uno dei pionieri del grime, che lo ha spesso supportato durante l’ascesa verso il successo) Stormzy si proclama “il più grande di tutti i tempi”. Il disco cerca di dimostrarlo, mostrando una buona varietà di atmosfere: dall’epicità dell’iniziale “Big Michael” agli elementi gospel di “Crown”, fino al lato più vulnerabile, mostrato senza filtri in “Lessons”, dedicata all’ex-fidanzata Maya Jama, dove Stormzy sembra confermare le proprie responsabilità sulla fine della storia, interrotta lo scorso agosto, si vocifera come conseguenza di un tradimento.
A conferire ulteriore grandeur ci sono i numerosi featuring: il rapper di Tottenham Headie One su “Audacity”, Tiana Major9 su “Rainfall”, ma soprattutto H.E.R. che dona morbidezza r&b su “One Second”, conversazione a due sulle distorsioni che i media imprimono alle dichiarazioni dei personaggi famosi, specie quando si tratta di opinioni politiche.

“Heavy Is The Head” è stato ben accolto dalla critica, sia nel Regno Unito che nel resto del globo, nelle chart inglesi è volato direttamente al secondo posto, spodestando tutti i Christmas Album possibili e immaginabili, eccetto quello di Rod Stewart, saldamente in vetta. Ma nel 2019 abbiamo percepito come più stimolanti almeno altri due lavori inglesi della medesima area, entrambi esordi: quello di Slowthai (il più punk-rock dei rapper albionici) e quello firmato dalla molto promettente Little Simz.
In “Top Boy” Stormzy dichiara di non essersi svenduto al mainstream, ma la scelta di equilibrare protesta e intimismo, unito a determinati atteggiamenti da rockstar, stridono in una Londra nella quale le problematiche sociali stanno esplodendo, gli accoltellamenti sono all’ordine del giorno e i rischi del terrorismo si respirano ovunque.

Ma il fenomeno Stormzy oggi è importante per l’intera industria inglese dell’entertainment, tanto quanto una Adele o un Ed Sheeran: in tempi di isolazionismo post-Brexit, con un mercato che rischia di essere boicottato dall’estero, il Regno Unito punta anche su di loro per mantenere alto lustro, pil ed esportazioni.
Old England spera di potersi confermare ancora come nazione in grado di segnare una via da seguire, non ci sta a lasciare che sia soltanto l’America di Trump a ricoprire il ruolo di guida mondiale. Boris Johnson ha stravinto le General Election in contemporanea con la pubblicazione di “Heavy Is The Head”, l’uscita dall’Unione europea ora è davvero a due passi, vediamo quali scenari ci riserverà il prossimo decennio, oramai alle porte…

Nigga, you can’t test me, I’m the G.O.A.T. *
Rolex collections lookin’ dope
(da “Wiley Flow”)

*acronimo che sta per “Greatest Of All Times”

(28/12/2019)

  • Tracklist
  1. Big Michael
  2. Audacity (feat. Headie One)
  3. Crown     
  4. Rainfall (feat. Tiana Major9)           
  5. Rachael’s Little Brother
  6. Handsome            
  7. Do Better               
  8. Don’t Forget to Breathe (feat. YEBBA)
  9. One Second (feat. H.E.R.)
  10. Pop Boy (feat. Aitch)
  11. Own It (feat. Ed Sheeran & Burna Boy)    
  12. Wiley Flow
  13. Bronze  
  14. Superheroes      
  15. Lessons                
  16. Vossi Bop










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