Al quarto disco in cinque anni, i Circa Waves da Liverpool non fanno nulla per velare il significato dell’opera, per insaporirlo con un po’ di sano mistero fine a titillare la curiosità, l’intelletto di chi si addentra in queste canzoni. Una bella clown, antico e chiaro simbolo di dualità, sbuca dalla copertina in bianco e nero. Mentre il titolo è ancora più palese: “Sad Happy”. A fare da proverbiale “spiegone” per i fan meno svegli ci pensa una tracklist ripartita in due sezioni, la prima intitolata “Happy” (pubblicata qualche mese fa come Ep) e la seconda “Sad”. Più facile di così, si muore.
Semplicità e cristallinità che ben si addicono all’indie-pop a presa rapida della giovane band, uno degli ultimi esemplari di successo di una seconda generazione di wannabe Arctic Monkeys & C. (Two Doors Cinema Club, Bombay Bicycle Club). Successo ovviamente circoscrivibile al solo Regno Unito, unico scenario accogliente (oggi come oggi) per questo genere di canzoni, dove “Sad Happy” ha raggiunto infatti il quarto posto in classifica. Tra synth gioviali e handclapping, la title track (e “singolone”) ha un discreto potenziale da sfondamento. Vale lo stesso per “Jacqueline” e “Be Your Drug”, che attirano l’attenzione con le chitarre più toste del pacco. Facile anche ritrovarsi a fischiettare “Battered & Bruised”, pezzo che ruba tempi e dinamiche al tormentone di Peter John And Bjorn.
La scaletta, anche piuttosto lunga, non brilla per creatività compositiva o fantasia degli arrangiamenti, che al massimo si prendono il rischio di scambiare il ruolo di protagonista tra la chitarra e il sintetizzatore. I ritmi sono certamente briosi, le melodie canticchiabili, ma l’andamento è piatto, tanto da far sembrare le inevitabili ballad “Sympathy” e “Birthday Cake” due colpi di scena.
Pur piacevole, a meno che siate accaniti cultori dell’indie-pop-rock inglese, “Sad Happy” è un disco trascurabile.
10/04/2020