Deep Purple

Whoosh!

2020 (Edel/earMUSIC) | hard-rock, blues-rock

L'estate 2020 vede arrivare "Whoosh!", ventunesimo album in studio per i Deep Purple (quinto per la cosiddetta formazione "Mark VIII"), un gruppo che con questo nuovo lavoro può vantare il primato di aver pubblicato dischi durante ben sette decenni differenti.
"Whoosh!" è, com'è scontato che sia, un disco di genere, in linea con i canoni del gruppo, impostato su un songwriting robusto (tra momenti più o meno nostalgici) e su un suono valorizzato grazie alla produzione di Bob Ezrin. 

Un po' come i suoi immediati predecessori, il disco scorre agevolmente senza cadute, guidato dall'esperienza, dalla dedizione e da una premura manieristica, curato negli arrangiamenti, sebbene ovviamente non con la carica innovativa e l'ardore di quarant'anni fa.
La prima metà dell'album è quella più legata alle atmosfere tradizionali degli inglesi, incentrata soprattutto sui duetti di chitarra e hammond, ma con la voce di Ian Gillan che ormai da anni assume spesso un ruolo più contenuto e groovy.
Nella seconda metà, le tonalità si fanno relativamente più cupe e gli umori più variegati, comunque senza sfociare nel melodrammatico. Ed è proprio in questa seconda parte che si concentrano le idee più interessanti.

Tra i brani più incisivi sono da segnalare l'incalzante "No Need to Shout", il boogie-woogie scanzonato di "What The What", la cavalcata tradizionale "The Long Way Around" (con quello che forse è l'assolo più godibile di Steve Morse nel disco assieme a quello dell'iniziale "Throw My Bones"), la cupa "The Power Of The Moon", la conclusiva "Dancing In My Sleep" con i suoi effetti elettronici contenuti ma taglienti. Da notare anche lo scanzonato AOR di "Nothing at All", con uno dei ritornelli più cantabili, e poi "And The Address", una rivisitazione del brano strumentale di apertura dello storico album d'esordio "Shades Of Deep Purple" - della cui formazione è rimasto solo Ian Paice e di cui viene ripreso anche il font del nome del gruppo sulla copertina.

Concettualmente, gli inglesi tengono a sottolineare che vogliono affrontare tematiche più impegnate rispetto agli anni della giovinezza e si ricollegano al precedente "Infinite". Titolo e copertina sembrano citare uno dei momenti salienti degli ultimi film degli Avengers, ma con un chiaro riferimento all'impatto ambientale e alla fragilità umana. Ian Gillan imbastisce un confronto tra la natura transitoria dell'umanità e la carriera del gruppo, mentre Ian Paice in un'intervista al Corriere della Sera racconta che "[il nome] indica il rumore di qualcosa che scivola via veloce, in questo caso può essere il tempo, per noi che facciamo musica da 50 anni ma ci sentiamo come se avessimo iniziato ieri, ma può essere anche l’umanità che se non stiamo attenti rischia grosso. [...] Stiamo distruggendo la casa in cui abitiamo e se non facciamo qualcosa il pianeta magari sopravviverà, ma noi no".

Il disco è sicuramente consigliato ai fan del gruppo inglese, che troveranno un hard-rock onesto e certosino, con pezzi formalmente impeccabili, giochi di note trascinanti e ritornelli memorabili. Il risultato è alla fine divertente e scorrevole; da questo punto di vista, è sicuramente uno dei lavori più riusciti e ispirati pubblicati dal gruppo in questo secolo.
Se però ci fossero ascoltatori che ritenessero l'hard-rock morente, perché portato avanti solo da gruppi di "dinosauri" (i Deep Purple sono ormai quasi tutti ultrasettantenni!) o comunque annoiati dalle formazioni storiche che pubblicano nuovi lavori di maniera, li invitiamo in ogni caso a dare qualche chance in più al genere, che anche in tempi più recenti ha saputo proporre uscite valide con nomi meno noti. Qualche esempio: "Revolution Come... Revolution Go" dei Gov't Mule (2017), "Excerpts From A Future Past" degli Hällas (2017) o "Earthrocker" dei Clutch (2013).

(12/08/2020)

  • Tracklist
  1. Throw My Bones
  2. Drop the Weapon
  3. We're All in the Same Dark
  4. Nothing at All
  5. No Need to Shout
  6. Step by Step
  7. What the What
  8. The Long Way Round
  9. The Power of the Moon
  10. Remission Possible
  11. Man Alive
  12. And the Address
  13. Dancing in My Sleep
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