Elodie

This Is Elodie

2020 (Universal) | pop, urban

In una delle edizioni di Sanremo più anonime da anni a questa parte, non sorprende che la canzone più in vista sia stata nuovamente frutto della premiata ditta Mahmood-Dardust. Forse non avrà l'impatto di "Soldi", che lo scorso anno fu una vera boccata d'ossigeno per il palco dell'Ariston e per tutte le radio italiane, ma il pezzo in questione, parliamo naturalmente di "Andromeda" di Elodie, ha dimostrato che anche per quest'anno il resto del pop italiano può starsene seduto a prendere appunti.

Da dove cominciare? Un sample vocale da grido fa capolino subito in apertura, seguito da una melodia R&B fin dentro le vene, elegante e sensuale, quindi uno stacco di fiati bombati degno della Beyoncé più hip-hop e un ritornello che esplode in una festa di violini e tastiere house. Il pop urbano italiano oggi ha un suono, ed è quello di questa canzone. Chiuso. Il comprensibile entusiasmo per il brano rischia però di distogliere l'attenzione da chi quel brano l'ha interpretato, portato in gara, fatto suo. Dopo un paio di tormentoni estivi e un curriculum passato per i talent show più noti, nel momento in cui ti capita in mano una canzone scritta e prodotta così, un successo già annunciato, la domanda che sorge spontanea è una sola: chi è davvero Elodie Di Patrizi?

L'impressione è che non lo scopriremo questa volta, almeno non fino in fondo, nonostante già dal titolo - "This Is Elodie" - la cantante italo-francese tenga a sottolineare il carattere fortemente personale di questo suo nuovo e terzo album. Di certo, al di là dei numerosi grossi nomi che hanno contribuito a dar forma al disco, un leit-motiv che unisce questi diciannove brani si percepisce, ed è rappresentato dal gusto di Elodie. "This Is Elodie" è un condensato del mondo che l'ha concepito, cioè quello dell'urban italiano più in vista, di cui negli ultimi due anni la cantante è diventata non per caso un nome di spicco. È un volto credibile e interessante, ha dalla sua una peculiare voce dalle tinte black e di certo la forte vicinanza al mondo del rap non fa che darle credito.

Non so se questo disco possa rappresentare appieno lo stato dell'arte dell'urban mainstream italiano, ma di certo ne possiede i connotati. Abbiamo i produttori più cool del giro (Dardust, Big Fish, Zef, Takagi & Ketra), alcuni dei rapper più grossi (Guè Pequeno, Marracash, Fabri Fibra), nuovi talenti (Margherita Vicario, Ernia, Lazza) ed ex-star dei talent (Michele Bravi, The Kolors), tutti in rotazione a dar man forte alla voce e alla personalità di Elodie. Senza ovviamente tralasciare l'inconfondibile penna di Mahmood (un suo pezzo, ormai, lo si riconosce alla prima linea vocale).
Le canzoni tengono sì e no, ma i beat dettano il passo con varietà e gusto e i rapper in parata non appesantiscono, anzi rinvigoriscono spesso le canzoni (menzione d'onore per Gemitaiz e Marracash, ispirati nei rispettivi pezzi): al centro di tutto c'è Elodie, che pur raccontandosi con parole di altri, abbraccia tutte queste influenze e prova a dar loro un volto che le accomuni, completando un disco che ha il pregio di scorrere leggero e godibile per gli oltre cinquanta minuti della sua durata.
L'album comprende anche i "vecchi" successi in salsa tropicale "Nero Bali" e "Margarita", mentre non si contano le nuove possibili hit, ma di certo non è azzardata una scommessa su "Lupi mannari" e il suo compromesso di ritmo esotico e ritornello arioso. Completano il quadro una manciata di citazione furbe e colte in sede di produzione, come i synth rubati a Robyn in "Apposta per noi", e il buon singolo in coppia con Fibra "Mal di testa", col suo piglio sbandato e sornione.

Fatta eccezione per il pezzo sanremese, però, a disco concluso non emergono altre canzoni che, benché gradevoli, siano in grado di cambiare le carte in regola. L'album di Elodie funziona, sì, ma in una dimensione ancora perlopiù italiana, accomodante. Se è vero che è giunto il momento di misurarsi con i fuoriclasse che stanno là fuori, oltre l'Italia, Sanremo e Radio Deejay, manca ancora quella punta di coraggio necessaria per rompere gli schemi pre-impostati dell'orecchiabile. Non è così lontano quel momento. Dai producer agli artisti, la "scena" finalmente c'è, il potenziale pure.

(07/02/2020)



  • Tracklist
  1. Andromeda
  2. Non è la fine (feat. Gemitaiz)
  3. Vocale #1
  4. Margarita (feat. Marracash)
  5. Lupi mannari
  6. Mal di testa (feat. Fabri Fibra)
  7. Sposa (feat. Margherita Vicario)
  8. Vocale #2
  9. Vado a ballare da sola (feat. Lazza)
  10. Apposta per noi
  11. Superbowl
  12. Diamanti (feat. Ernia)
  13. Lontano
  14. Vocale #3
  15. Nero Bali (feat. Michele Bravi, Gué Pequeno)
  16. Rambla (feat. Ghemon)
  17. Pensare male (feat. The Kolors)
  18. Niente canzoni d'amore
  19. In fondo non c'è






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