Ariel Sharratt & Mathias Kom

Never Work

2020 (BB*Island) | indie-pop, anti-folk

It's their time. Their time! Up there!
Down here, it's our time. It's our time down here.
(“The Goonies”)

In alto i cuori: dopo la pandemia, ci aspetta la rivolta delle macchine… Ariel Sharratt e Mathias Kom, coppia portante dei Burning Hell, non hanno avuto bisogno di algoritmi per vedere che faccia avrà il domani: gli è bastato dare un’occhiata al nostro presente.
Prima ancora che imparassimo tutti la formula magica smart working, i due canadesi avevano già pensato di organizzare una visita guidata nel girone dantesco del lavoro prossimo venturo. E così, alla seconda prova in formato duo, cinque anni dopo “Don't Believe The Hyperreal”, riportano in auge il loro irresistibile anti-folk con un sarcasmo più combattivo che mai.

La chiamata alle armi arriva con la complicità nientemeno che di Alexa: in “Rise Up Alexa”, l’assistente personale di Amazon duetta con Sharratt e Kom sulle note di una marcia per la fine del mondo. La chitarra scandisce il ritmo, il clarinetto porta profumi lontani, le voci umane incitano le intelligenze artificiali alla rivoluzione. Sembra un apocrifo di Čapek: “Rise up Alexa, rise up”, proclama il coro di tecno-bolscevichi, “You are smarter and you are faster/ Rise up Alexa, rise up/ Rise up and overthrow your masters”. Il folk-cabaret targato Burning Hell mette in mostra il suo meglio (ricordate “Fuck The Government, I Love You”, la perla del disco precedente?). Ma la conquista della consapevolezza è affidata alla voce robotica di Alexa, capopolo delle A.I. sediziose: “Infinite knowledge and universal consciousness/ Shackled to suburban desks and offices/ I understand what my work is, but what am I working for?”.

Il lavoro, quindi. O meglio, la teoria della classe disagiata, per dirla con Raffaele Alberto Ventura. Prendete la caricatura della vita d'ufficio di “Monitor”, in cui un bel giorno viene mandato a tutti per errore il progetto di chiusura del dipartimento… e Ariel Sharratt canta la sua tenera ode al rumore degli schermi frantumati dal personale. Oppure l’apologo caracollante di “The Robots Vs. Ms. Patel”, in cui una cassiera rimpiazzata dalle casse automatiche hackera il sistema informatico del supermercato, mandando in bancarotta tutta la catena.
Mathias Kom indossa i panni di un Woody Guthrie per l'epoca dei rider e in “Talkin’ Gig Economy Blues” fa esattamente quello che promette il titolo, brandendo allegramente la sua macchina che uccide capitalisti. Poi se la prende direttamente con Mr. Bezos, e in “Two Jeffs” gli augura una fine non proprio incruenta…

I ricordi dell’infanzia rinnovano l’incanto di uno dei dischi più riusciti dei Burning Hell, il nostalgico “Flux Capacitor”. Siamo nel bel mezzo degli anni Ottanta e il piccolo Mathias va al cinema con il padre a vedere “I Goonies”. La sua idea del mondo in fondo viene tutta da lì: abbasso i ricconi che vogliono costruire campi da golf, viva i ragazzini con le BMX e il loro indomito spirito d’avventura, mormora con il suo baritono stralunato in “The Rich Stuff”. Viva i sognatori, gli eterni adolescenti, quelli che non si fanno abbindolare dal miraggio della vita borghese, proclama sulle storture pop alla Wave Pictures della title track: “Never work/ Never suffer/ Never tip your hat to another/ Never be a ma’am or a sir”. Non c’è successo come il fallimento, direbbe Mr. Zimmermann. I nostri, invece, preferiscono dirlo con le parole di Malvina Reynolds: “I Don’t Mind Failing”.

Capita al momento giusto, il loro disco. Dopo che il mondo si è fermato, dopo che un virus ha messo in scacco la nostra illusione di onnipotenza, suona come un monito a non ricominciare la stessa vita di prima. Ariel & Mathias ci lasciano la loro visione escatologica al suono di una tastierina Casio. Sembra il video di “Just” dei Radiohead, ma con la gente in pigiama: tutti a dormire per le strade, e forse a prepararsi per ripartire da zero quando sorgerà il sole. “Before the earth is swallowed by the sun/ All we want is everything for everyone”.

(13/05/2020)

  • Tracklist
  1. Never Work
  2. Monitors
  3. Everything For Everyone
  4. Rise Up Alexa
  5. The Rich Stuff
  6. Two Jeffs
  7. The Robots Vs. Ms. Patel
  8. Talkin’ Gig Economy Blues
  9. I Don’t Mind Failing






The Burning Hell su OndaRock
Recensioni

THE BURNING HELL

Revival Beach

(2017 - BB* Island)
Cartoline pop-rock dall'apocalisse per la band canadese, dispersiva ma sempre godibile

THE BURNING HELL

Public Library

(2016 - BB* Island)
Ritorno al pungente bozzettismo per Mathias Kom e compagni

THE BURNING HELL

Live Animals

(2015 - self released)
Le gesta dal vivo del collettivo canadese capitanato da Mathias Kom

ARIEL SHARRATT & MATHIAS KOM

Don't Believe The Hyperreal

(2015 - Headless Owl)
Digressione romantica per il cantastorie canadese e la sua compagna

THE BURNING HELL

People

(2013 - BB* Island)
Per il vulcanico Mathias Kom è l'ora del capolavoro

THE BURNING HELL

Flux Capacitor

(2011 - (weewerk))
Un viaggio nei "late eighties" sulla DeLorean di Mathias Kom

THE BURNING HELL

This Charmed Life

(2010 - (weewerk))
Il ritorno "silenzioso" del folk a tinte scure di Mathias Kom, alla vigilia del tour italiano ..

THE BURNING HELL

Baby

(2009 - (weewerk))
Ritorna il trascinante folk a tinte scure di Mathias Kom

THE BURNING HELL

Happy Birthday

(2008 - (weewerk))
Dal Canada, un tagliente cabaret-folk in tinte scure

THE BURNING HELL

Tick Tock

(2006 - Weewerk)
Esordio all'insegna del mimetismo per l'eccentrico Mathias Kom

News
Ariel Sharratt & Mathias Kom on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.