Tra le più grandi influenze degli Archaeas troviamo il
cult movie giapponese Wild Zero (1999), che vede la band locale
Guitar Wolf alle prese con un’invasione di zombi, in aiuto di un’eroina transgender. Una storia fonte di ispirazione per Violet, musicista trans in quel del Kentucky; un po’ come avviene nel film – visione consigliata agli amanti delle commedie horror stravaganti – non sono tanto le tematiche
gender a caratterizzare il “messaggio” degli Archaeas, quanto il senso di liberazione che deriva dallo sconfiggere i propri “nemici mentali”, con la forza del rock’n’roll.
E’ proprio la Goner records, licenziataria del debutto dei Guitar Wolf (“Wolf Rock!”, 1993), a pubblicare l’esordio
self-titled degli Archaeas; il catalogo dell’etichetta di Memphis, Tennessee, è più che indicativo delle fonti di ispirazione di Violet e della sua band:
Oblivians,
Reatards e
Ty Segall sono i primi nomi che balzano all’occhio.
Le distortissime chitarre degli Archaeas e la voce roca di Violet si orientano però verso una formula ancora più “heavy”, dando vita a un sound post-atomico senza cali di tensione.
Un assalto sonoro che si dipana lungo tracce
proto-metal (“Trapped”, “Reality Commander”), punk rock steroideo (“Absent Mind”, “Witch”) e passaggi
misfits-iani (l’
anthemica “TV Scream”). La folgorante
title track, posta in coda, chiude il
debut-album dopo meno di mezz’ora, invogliando a pigiare nuovamente il tasto
play.
Tante forme diverse di rock’n’roll convogliano l’energia di questa nuova eroina del punk e dei suoi efficaci sodali Chase Archaea e Chyppe Archaea-Crosby, in un esordio coeso destinato, oltre che ai fan delle sonorità
garage, a quelli di Plasmatics,
Amyl And The Sniffers e in generale delle
riot grrrls aliene ai compromessi.
20/12/2020