Yo La Tengo

We Have Amnesia Sometimes

2020 (Matador) | drone, post-rock, ambient

Con la band di Hoboken, New Jersey, ci eravamo incontrati, l'ultima volta, ai tempi di "There's A Riot Going On" (2018), album in studio numero quindici. Questo è un capitolo atipico, che pare quasi scorretto inserire nel computo ufficiale, non solo perché etichettabile più come Ep che come album vero e proprio, ma soprattutto perché avulso completamente dallo svolgimento della loro carriera. D'altronde, "We Have Amnesia Sometimes" è un esperimento nato per raccontare una situazione eccezionale, quella dell'inaspettata e spaventosa ondata pandemica del 2020.

Verso la fine di aprile, in piena esplosione del contagio, la band riesce a riunirsi nella sua Hoboken, piazza un microfono in mezzo alla stanza e inizia a suonare in libertà. Di queste session, durate una decina di giorni in totale, rimangono cinque brani estesi e astratti. Più che canzoni, sono esplorazioni sonore intorno ad alcune idee rock, dove però il termine deve essere inteso in senso assai ampio, così da ricomprendere la psichedelia più vaporosa, il kraut-rock più mistico, il post-rock più ambientale e dronico. "James And Ira Demonstrate Mysticism And Some Confusion Holds (Monday)" è un'allucinazione chitarristica che sospinge verso mondi incorporei, una sorta di elevazione spirituale che richiama alla mente il minimalismo di Terry Riley. "Georgia Thinks It's Probably Okay (Tuesday)" porta alla luce la dimensione meditativa del drone assordante dei Sunn O))), interpolandolo con i Tangerine Dream.

"James Gets Up And Watches Mourning Birds With Abraham (Wednesday)" è un malinconico quadretto post-rock, dove è decisamente più chiara la dimensione ritmica, ma permane comunque una componente psichedelica, come se a una goccia di Beatles altezza "Tomorrow Never Knows" si fosse miscelato il catartico post-rock dei Silver Mt. Zion. Quando interviene la batteria in "Georgia Considers The Two Blue Ones (Thursday)" ci si sente ancora di più al cospetto di una jam di psych-rock, impressione confermata dai numerosi cenni al raga-rock della chitarra.
Nel complesso di un senso di incredulità, fragilità e introspezione che la scaletta suggerisce, la conclusiva "Ira Searches For The Slide, Sort Of (Friday)" è l'ideale compimento del percorso: 9 minuti abbondanti dove flebili strimpellii di chitarra si intrecciano a droni minacciosi e ascensioni dal sapore mistico.

Raccontare l'esperienza del Covid-19 è un elemento caratteristico di quest'annata musicale e probabilmente un censimento attento già elencherebbe decine di titoli sul tema. La via di un'astrazione più o meno marcata, come condiviso anche dai Nine Inch Nails di "Ghosts V-VI" è una soluzione funzionale a raccontare un momento di smarrimento, incomprensione e fragilità.
Certamente, pubblicare brani astratti e completamente strumentali aiuta anche ad abbreviare di molto i tempi di lavorazione, rendendo opere come questa degli instant-album che interpretano quasi in diretta la realtà, ma che non è facile capire come possano resistere alla prova del tempo. Anche gli Yo La Tengo hanno voluto partecipare a questo racconto in divenire, pubblicando un lavoro che probabilmente rimarrà un unicum nella loro discografia e che, pur percorrendo stili e soluzioni ben conosciute agli appassionati del rock più astratto e immaginifico, non manca di riflettere la disorientante fragilità di questo strano anno 2020.

(08/09/2020)



  • Tracklist
  1. James And Ira Demonstrate Mysticism And Some Confusion Holds (Monday)
  2. Georgia Thinks It's Probably Okay (Tuesday)
  3. James Gets Up And Watches Mourning Birds With Abraham (Wednesday)
  4. Georgia Considers The Two Blue Ones (Thursday)
  5. Ira Searches For The Slide, Sort Of (Friday)


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