Fast Animals And Slow Kids

E' giÓ domani

2021 (Woodworm) | alt-rock

E arriva quel momento in cui percepisci di esser diventato adulto: sia anagraficamente, perché ormai hai scavallato i trenta e un mondo di nuove responsabilità ti si schiude davanti, sia artisticamente, perché la tua fanbase è cresciuta, si è consolidata nel tempo e i “quattro gatti” di dieci anni prima sono diventati i “qualche migliaia” che possono riempire un palazzetto. Nuove responsabilità, ma i Fast Animals And Slow Kids, da Perugia con orgoglio, hanno sempre dimostrato di sapersene far carico, alla luce di tutto ciò che è accaduto dalla deflagrazione nucleare della doppietta “Cavalli”-“Hybris” in poi, quando il mondo là fuori iniziò a rendersi conto della loro esistenza.

Avrebbero potuto vivacchiare di rendita, imporsi nell’immaginario nazional-popolare come la band che sapeva rifare meglio di tutti gli anni 90, perseverare sull’incredibile capacità di generare un impatto in grado di togliere il fiato, e invece no, hanno scelto di sterzare, con gradualità, evitando di generare scossoni indigesti, proponendo lavori non sempre in linea con le aspettative dei fan, a tratti spiazzanti, ma adeguati a confermarli, nel 2021, come una delle poche formazioni alt-rock simbolo della loro generazione. A dimostrarlo, ecco undici nuove tracce raccolte in un contenitore dal titolo profetico, “E’ già domani”, perché immobili non si può restare, mai.

Si parte con i morbidi arpeggi di una chitarra acustica, suoni artigianali, d’altri tempi, sui quali s’accomoda la voce di Aimone Romizi, perfetta nel ricamare una narrazione che non cela l’ambizione di voler rappresentare con grande sincerità gli eterni ragazzi della sua età. L’energia c’è sempre: da “Stupida canzone” emerge quella sana vivacità che tutti si aspettano da un lavoro dei Fast Animals And Slow Kids, così come si scorgono tutti i classici ingredienti tipici del loro viscerale approccio: grinta da vendere, l’urgenza di comunicare, l’andatura epica, la capacità di raccontare storie universali, e quei ritornelli killer che sanno come far sentire un ragazzo (ma anche quelli un po’ più grandicelli) al centro del mondo. Ma se state cercando la scossa tellurica di “Nervi” o le invettive di ”Troia”, beh, questa volta avete sbagliato indirizzo.

Oggi i FASK ci tengono a dimostrare con decisione di essere un’entità diversa. La produzione di “E’ già domani” li rende più “radiofonici”, termine che vuol apparire tutt’altro che dispregiativo. Una direzione “pulitina” impressa da chi vuole almeno provarci a vivere della propria arte, ma senza rinnegarsi, schivando qualsiasi cliché, evitando di scrivere sempre lo stesso disco. Le novità passano anche attraverso collaborazioni inattese (quella già nota con Willie Peyote in “Cosa ci direbbe”), qualche interferenza wave (l’incipit di “Come un animale”) e l’arrotondamento degli spigoli in brani che meriterebbero ampi spazi nelle playlist dei network radiofonici (“Portami con te” appare esemplare in tal senso).

E’ il perfezionamento della rotta tracciata con “Animali notturni”, e la “botta” di queste canzoni dal vivo sarà senz’altro micidiale. Li ho incontrati, di recente, a Torino, Aimone e Alessandro (Guercini, il responsabile delle chitarre), in quei pazzeschi giorni del TOdays: non erano là per esibirsi, ma partecipavano a un panel, seguendo però con estrema attenzione i concerti dei colleghi. Li ho trovati spiazzanti anche di persona: veri, disponibili, acuti, con una visione ben chiara in testa, trasudano una lucidità che dall’altro lato del palco (quello del pubblico) si può soltanto immaginare. Giunti al non proprio scontato traguardo del sesto album, possiamo riconoscere ai FASK un posto fra le grandi band italiane di sempre. E mentre lo scriviamo, è chiara la sensazione di essere ancora all’inizio di una bellissima storia…

(17/09/2021)

  • Tracklist
  1. E’ già domani
  2. Stupida canzone
  3. Cosa ci direbbe
  4. Lago ad alta quota
  5. Fratello mio
  6. Senza deluderti
  7. Come un animale
  8. Rave
  9. Un posto nel mondo
  10. In vendita
  11. Portami con te
  12. E’ già domani ora


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