Darkher

The Buried Storm

2022 (Prophecy Productions) | dark-folk, doom

Giunta al suo terzo lavoro dopo un Ep e un Lp, la musicista britannica Jayn H Maiven può ormai essere considerata una protagonista di primo piano della scena dark contemporanea come musiciste del calibro di Chelsea Wolfe, Anna Von Hausswolff o Zola Jesus. Il suo progetto Darkher ha ormai trovato un punto di equilibrio perfetto tra dark-folk, doom e dark-ambient capace di rinnovare sin dall'Ep d'esordio del 2013 ("The Kingdom Field") una capacità visionaria e comunicativa fatta di lente atmosfere lugubri che si alternano a improvvisi crescendi doom. Un lento avanzare di arpeggi di chitarra e violoncelli ritmato da una controllata ma martellante batteria, che crea un'atmosfera ipnotica che - in particolare negli spettacoli dal vivo - porta nell'ascoltatore una tensione continua.
"The Buried Storm", pubblicato dopo ben sei anni dal precedente "Realms" (2016), mostra una musicista più matura, alla ricerca di sonorità più intime e testi poetici ed enigmatici.

"Sirens Nocturne" dà inizio all'album con un bordone dark-ambient su cui si inseriscono archi e un canto sussurrato che diventa nel finale quasi un'invocazione religiosa. Il brano va avanti sostanzialmente senza cambiare per più di quattro minuti, divenendo di fatto pura atmosfera dark.
L'incipit di "Lowly Weep" è da tipico brano di Jayn H Maiven. L'introduzione lenta con il violoncello fa da base su cui si costruisce un crescendo inesorabile che culmina nel finale doom lento e martellante. È questa la tipica formula del progetto Darkher, che si ripete anche in altre tracce, le migliori dell'album. Tra queste, "Love's Sudden Death", maestosa e macabra allo stesso tempo, capace di coniugare le sonorità elettriche di Chelsea Wolfe e il tono da ballata lugubre di Marissa Nadler. Dello stesso tenore, ma per certi versi un vertice tragico, è "Immortals", sintesi assoluta della poetica oscura di Maiven, maggiormente melodica nella prima parte fino a un’imperdibile chiusura a metà tra dark e crescendo post-rock di chitarra e archi.

Gli altri brani sono più prossimi al dark-folk, ma lo fanno con uno stile riconoscibile ("Where The Devil Waits", "The Seas"), con un canto angelico sommerso dal nero più assoluto. Il colore preferito di Jayn H Maiven.

(22/04/2022)

  • Tracklist
  1. Sirens Nocturne
  2. Lowly Weep
  3. Unbound
  4. Where The Devil Waits
  5. Love's Sudden Death
  6. The Seas
  7. Immortals
  8. Fear Not, My King




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