Fabio Orsi & Alessandra Guttagliere

Arcoiris

2022 (Backwards) | ambient, leftfield, painting-recording

Inteso come fenomeno meteorologico-atmosferico, l’arcobaleno nasce dalla rifrazione – e dalla conseguente scomposizione – della luce solare nelle gocce di pioggia e rappresenta, seppur sotto forma di illusione ottica, la “prova” dell’esistenza dello spettro cromatico in quell’accecante bagliore che percepiamo esclusivamente come bianco. Se, invece, pensiamo all’arcobaleno come “Arcoiris”, titolo in spagnolo dell’ultimo lavoro di Fabio Orsi e Alessandra Guttagliere – di nuovo insieme dopo “Giardino Forico numero 1 | Napoli” – si staglia nella mente un uroboro artistico in cui lei suggerisce un colore, semplicemente citandolo, e lui avvia la composizione con sintetizzatori e oscillatori. Per contro, facendosi ispirare dai suoni partoriti da Orsi, Guttagliere esprime in pittura i colori precedentemente menzionati. Un’opera di painting-recording, insomma, pubblicata da Backwards su cd e libretto in cartoncino che custodisce i disegni realizzati con tecnica mista e pigmenti naturali.

“Indaco” è il primo colore nominato da Alessandra, dal quale Fabio trae una melodia tra leftfield e ambient di una dolcezza disarmante, di cui forse neanche i Múm di “Finally We Are No One” sarebbero capaci. Al suono della parola “Cobalto”, l’immaginazione sonora di Orsi striscia verso lande più opache e downtempo, mentre quella visiva Guttagliere immortala, non a caso, una silhouette serpeggiante. È la volta di “Argento”, che suggerisce ai ferri del mestiere di Fabio un’ouverture cosmica con graduale virata a una glaciale Idm, e al pennello di Alessandra la sinuosa danza di una mano.
Il primo colore caldo a entrare in scaletta è il “Corallo”: all’ascolto, viene da pensare a una breve fuga del compositore tarantino nell’elettronica krauta dell’eterno Klaus Schulze; alla vista, a una florida colonia corallina, complice anche la risacca marina che accompagna armoniosamente il brano.

Si torna alle tinte fredde con il “Pervinca”, miscuglio cromatico tra celeste e violetto, ammantati di grigio, che prende il nome dalla pianta originaria dei Tropici. La delicatezza dell’omonima traccia sgorga da un amplesso tra la modern classical e un’ambient spoglia che ricorda il Brian Eno di “Thursday Afternoon”, sulla cui copertina ricorre, tra gli altri, proprio il color pervinca. Tutto torna.
L’ultimo pigmento di questo arcobaleno sinestetico è “Oro”, avvolto da un’elegante aria elettroacustica, con un’inaspettata linea di basso, e tradotto nell’immagine di un cervo, per l’appunto dorato, che sfreccia tra rigogliosi cespugli.
Musicalmente, “Arcoiris” è forse la parentesi più incline al “pop”, nell’ormai sterminata produzione di Fabio Orsi. Artisticamente, è la piacevole conferma di un sodalizio tra due menti che vivono in armonia e vicendevole ispirazione.

(07/08/2022)

  • Tracklist
  1. Indaco
  2. Cobalto
  3. Argento
  4. Corallo
  5. Pervinca
  6. Oro
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