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Boarding Songs

2021 (Osci Edizioni) | ambient, experimental, drone

Era indubbio che, prima o poi, la prolificità artistica di Fabio Orsi avrebbe lambito anche le sponde della produzione. Così, quasi dal nulla, in poche settimane a cavallo tra il 2020 e il 2021, il compositore pugliese ha dato vita a Osci Edizioni insieme al titolare di Backwards e Ricerca Sonora, Pasquale Lomolino. Il nome dell'etichetta è chiaramente ispirato all’opera prima di Orsi, “Osci”, pubblicata nel 2006 da SmallVoices. Per inaugurare il catalogo si è scelto di confezionare una pregiata compilation in formato digitale dal titolo “Boarding Songs”, quasi sull’onda lunga di quel “Music For Airports” che fu tra le pietre fondanti dell’ambient music. La scaletta, tradotta visivamente in un ponticello in legno sulle cui travi la natura ha preso il sopravvento, è composta da 18 tracce donate da colleghi e amici, alle quali Orsi ha voluto aggiungere anche una sua composizione.

Si parte col progetto Lay Llamas di Nicola Giunta, che celebra in solitaria un enigmatico “White Ritual” assistito dal solo Andrea Davì al bodhrán. La preliminare psichedelia cede il passo all’ambient invernale e ovattata di Ian Hawgood (Slow Reels, Monogoto), che con poche note di piano e un manto sintetico allestisce un paesaggio innevato battezzandolo “Frozen Flowers Through”. La transizione dal freddo polare all’umida calura mediorientale è una questione di secondi, se a subentrare è il crescendo ethno-drone di “Sonanza” scandito da Maurizio Abate, a mezza via tra il misticismo industriale di Z’EV e l’esacerbante straniamento di Muslimgauze. Fluttuando sui vellutati arpeggi chitarristici della bucolica “Kigo” di Aldo Becca sprofondiamo nell’elegante ambient-techno, imbrattata di crepuscolare trip-hop, con cui Eraldo Bernocchi (tra gli altri, Sigillum S e The Sodality) ci accompagna imperturbabile “At The Edge Of Daylight”.

Segue un terzetto di brani più smaccatamente orientati al field recording, con Giovanni Lami e Bruno Dorella nei panni di “CADE”, impegnati a ravvivare il fuocherello dell’onirica nenia abstract “Piombato Vetro”, René Margraff che firma la gemma minimalista “Perfect Loss Forever” e Remsense & ãle (al secolo Loris Ligonzo e Alex Palmieri) che si abbandonano, cullati dal frinire delle cicale, a una gradevolissima dissertazione elettronica, con divagazioni chillwave, dal titolo “Pajara”. Nel mezzo, troviamo anche Adriano Zanni alle prese con la poderosa suite dark-ambient dall’andatura marziale “All You Broken Hearts”.

I primi solchi dell’ipotetico lato B sono infestati dalle zaffate doom - in odor di Sunn O))) - di “Wakan”, il “Grande Spirito” invocato da Gianluca Becuzzi, cui fanno seguito le tormentose manipolazioni di nastri, virate a noise, di Marta Zapparoli e della sua “The Unknown Beyond”. Optano per l’inquietudine anche gli ultra-ventennali Retina.it, che spediscono all’attenzione di Osci Edizioni l’ambient claustrofobica di “Yogh Sototh”, imballata in un urticante cellophane techno di fattura industrial.
Altra collaborazione inattesa è quella tra la violoncellista Martina Bertoni e il polistrumentista Valerio Cosi, insieme per “Ice Age”, una struggente composizione per archi e sintetizzatori dalle oscure tinte drone. Arriva anche il momento dell’anfitrione e della sua “Offro”, in cui Orsi torna alla chitarra elettrica per reiterare malinconici arpeggi innestati in avvolgenti pattern ambientali, ricreando quelle atmosfere che ne avevano caratterizzato gli esordi (su tutti, lo stesso “Osci” e “Find Electronica”).
“Boarding Songs” segna anche il ritorno di Claudio Rocchetti alle sperimentazioni abstract, riversate nelle lunari trame di “Emblemata”, e di Alessandra Guttagliere, che regala al delicato acquerello “Miranda” la sua voce sospesa su un mare lievemente increspato, una manciata di note al pianoforte e sporadiche incursioni sintetiche.

Dopo Rocchetti, fa capolino un altro “In Zaire”, Stefano Pilia, in mise di poeta elettronico con “The Nebulous Float”, attraversata da suggestioni e accenni di melodie al contempo mesti e vertiginosi, a metà tra gli “infiniti” di Alessandro Cortini e i “modelli” di Caterina Barbieri. A mostrarci il suo “atlante delle ferite” è l’assiomatico Simon Balestrazzi che, giocando sul contrasto, ci fa invece dono di un intenso episodio di onirismo ambientale.
Il sigillo a “Boarding Songs” lo appone Daniela Lunelli sotto le spoglie del progetto “Munsha”, tingendo di mistero con “21 Days” il suo concetto di Idm affetta da spasmi glitch.

(04/05/2021)

  • Tracklist
  1. Lay Llamas - White Ritual
  2. Ian Hawgood - Frozen Flowers Through
  3. Maurizio Abate - Sonanza
  4. Aldo Becca - Kigo
  5. Eraldo Bernocchi - At The Edge Of Daylight
  6. CADE (Giovanni Lami & Bruno Dorella) - Piombato Vetro
  7. René Margraff - Perfect Loss Forever
  8. Adriano Zanni - All You Broken Hearts
  9. Remsense & ãle - Pajara
  10. Gianluca Becuzzi - Wakan
  11. Marta Zapparoli - The Unknown Beyond
  12. Retina.it - Yogh Sototh
  13. Martina Bertoni with Valerio Cosi - Ice Age
  14. Fabio Orsi - Offro
  15. Claudio Rocchetti - Emblemata
  16. Alessandra Guttagliere - Miranda
  17. Stefano Pilia - The Nebulous Float
  18. Simon Balestrazzi - The Atlas Of Wounds
  19. Munsha - 21 Days
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