Special Interest

Endure

2022 (Rough Trade) | synth-punk, glam-punk, no-wave

How do you measure the time you've lost?

La domanda chiave che emerge dal coriaceo “Endure” è racchiusa nel verso scandito dalla voce risoluta di Alli Logout nella claustrofobica “Foul”. Nata sull’onda della bollente estate del 2020, divisa tra gli impedimenti del lockdown pandemico e i movimenti di protesta del Black Lives Matter, l’ultima fatica degli Special Interest, quartetto completato da Maria Elena alla chitarra, Nathan Cassiani al basso e Ruth Mascelli a synth e drum machine, affronta con tono indifferibile e immediato temi pressanti, che comprendono storie di violenza, sfruttamento del lavoro e dipendenza da sostanze. Terzo album in carriera e primo sotto l’egida della Rough Trade, lo step successivo a “The Passion Of…” spinge maggiormente su influenze (post-)disco e house, amalgamandole alla distintiva matrice seventies glam-punk di partenza, esplorando nuovi territori sonori.

Manifesto di tale svolta sono la grintosa “(Herman’s) House” dagli intenti punk e dal cuore dance-funk, motore che reinterpreta gli Sparks, con un pizzico di Tom Tom Club, Funkadelic e The B-52’s, e l’apertura coinvolgente “Cherry Blue Intention”, dove le linee di basso martellanti, classico elemento post-punk, si mescolano ai loop percussivi e ai sample di influenza jungle.
L’ossessiva “Foul” e la pesante “Love Scene” riaccendono un faro sulla tagliente no-wave sfoderata dal gruppo agli esordi, spezzata dal ritorno on the dancefloor con la mistura pop\electro-funk “Midnight Legend”, traccia in collaborazione con l’artista Mykki Blanco. I cigolii cupi di “Kurdish Radio” fungono da apripista alla ritrovata dimensione industrial di “My Displeasure”, mantenuta con le successive, più rumorose e distorte “Impulse Control” e “Concerning Peace”, che rinnovano parzialmente anche l’attitudine hardcore del debut “Spiraling”.

Segno di una buona versatilità, le trame sintetiche e il crescendo stridente della notturna e strumentale “Interlude” accompagnano alla chiusura con la più lunga pseudo-ballad trascendente “LA Blues”. L'irriverente gruppo capitanato da Logout porta avanti attraverso “Endure” una prospettiva differente e più articolata rispetto a quella dell’attuale ondata post-punk, con momenti ben riusciti, alcuni più feroci, altri quasi rasserenanti, sia per peculiari scelte di sound, sia per materia testuale, tenendo il punto su tematiche urgenti e mirate, senza perdere il filo conduttore e quel caratterizzante piglio situazionista dettato dai capitoli precedenti.

(17/11/2022)

  • Tracklist
  1. Cherry Blue Intention
  2. (Herman’s) House
  3. Foul
  4. Midnight Legend
  5. Love Scene
  6. Kurdish Radio
  7. My Displeasure
  8. Impulse Control
  9. Concerning Peace
  10. Interlude
  11. LA Blues






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