VOIDCEREMONY - Threads Of Unknowing

2023 (20 buck spin)
death-metal, fusion-metal, prog-metal

Il secondo album dei VoidCeremony trova una formazione diversa dall’esordio “Entropic Reflections Continuum: Dimensional Unravel” (2020): guidati dal chitarrista e cantante Garrett Johnson, ci sono ora il chitarrista e seconda voce Phil Tougas (Atramentus, Chthe’ilist, Worm, First Fragment), il bassista Damon Good e il batterista Charlie Koryn. La proposta sonora è sempre un death-metal tecnico e in costante mutazione, ma questa volta più spinto sul versante progressive, con alcuni rimandi alla particolare fusion dei Cynic e un costante alone di orrore cosmico a colorare il tutto.

 

La densità dell’album è paragonabile a quella sorprendente dell’esordio, così in 37 minuti l’ascoltatore è travolto da un bombardamento incessante di riff, assoli e variazioni che mettono a dura prova l’attenzione. La difficile opera di assimilazione è aiutata dall’incredibile lavoro di produzione e mastering dell’italianissimo Gabriele Gramaglia. Anche questa volta, l’impressione è che una durata maggiore avrebbe reso l’esperienza fin troppo faticosa per le sinapsi, prima che per i timpani.
Basta l’iniziale “Threads Of Unknowing (The Paradigm Of Linearity)” a presentare l’opera, bestiale e labirintica nel suo alternarsi di assalti frontali e complesse esplorazioni melodiche, ritmiche e armoniche. Ritornano anche gli assoli avventurosi di basso (“Abyssic Knowledge Bequeathed”), da affiancare a quelli più canonici ma sicuramente spettacolari di chitarra (“Entropic Reflections Continuum”, a riprendere nel titolo l’album d’esordio).

A stupire chi già li conosce è più la coda di “Writhing In The Facade Of Time”, con sentori dei Tangerine Dream più cosmici, ma non è nulla che altre band del death-metal non abbiano già ampiamente integrato nel loro vocabolario, in primis i Blood Incantation.
Nel contesto di un album che non fa molto per stupire, la lunga “Forlorn Portrait: Ruins Of An Ageless Slumber” potrebbe fare la differenza, ma nei suoi undici minuti fatica a svilupparsi in modo memorabile, così le varie sezioni si susseguono in una narrazione sfilacciata, diluita dai troppi assoli e sostanzialmente deludente (tutt’altra storia rispetto alla vecchia “Empty, Grand Majesty”).

 

“Threads Of Unknowing” sembra indirizzare i VoidCeremony verso un prog-metal tecnico che ha rinunciato a parte della sua malvagità per allargare la palette anche verso dinamiche meno serrate e più atmosferiche. È mancata, però, la volontà di portare più a fondo quest’esplorazione, che finisce relegata in qualche dettaglio di un secondo album che funziona soprattutto quando replica ciò che funzionava dell’esordio. Non è poco, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più.

05/05/2023

Tracklist

  1. Threads of Unknowing (The Paradigm of Linearity)
  2. Writhing in the Facade of Time
  3. Abyssic Knowledge Bequeathed
  4. Entropic Reflections Continuum
  5. At the Periphery of Human Realms (The Immaterial Grave)
  6. Forlorn Portrait: Ruins of an Ageless Slumber