Apprezzato in solitaria nell’intensa data romana alle Industrie Fluviali, Jamie Stewart aggiorna la discografia marchiata XX con “Ignore Grief”. La dimensione duets di “Oh No” si amplia: il braccio destro Angela Seo canta metà delle tracce presenti (e dirige ancora una volta un videoclip, a questo giro il primo singolo “Maybae Baeby”). Un dolore (con)diviso tra le “teenager tragedy songs” intonate dalla soffusa voce di Stewart e i brani più sperimentali della Seo. Questi ultimi sono il puntuale e massacrante impatto sonoro della band, retto dall’incedere di percussioni fredde, metalliche e tribali. Stewart invece si muove tra stridori orchestrali e sinistri rintocchi di piano.Tra di loro si inserisce il batterista David Kendrick, ex-membro di Devo e Gleaming Spires nonché in passato turnista con gli Sparks.
Esposta la cornice, “Ignore Grief” sfoggia l’ennesimo quadro di sofferenza e orrore. Le liriche sono flash dalla scena di un crimine, lampi di luce su incubi fatti di dipendenza, prostituzione (“Brothel Creeper”) e vite distrutte. E per quanto la band abbia dichiarato che metà delle tracce sia reale e l’altra immaginaria, negli Xiu Xiu questo confine è davvero labile: i colpi arrivano tutti, sempre, e il contesto musicale buio e deviato fornisce la stessa aura nera a tutti i brani.
“The Real Chaos Cha Cha Cha” è la classica intro ossessiva e inquietante con la voce di Angela Seo che arriva come se fosse un annunciatrice dal mondo dei morti. Nonostante passaggi meno riusciti, come la labile “666 Photos Of Nothing”, i momenti convincenti sono in linea con la produzione/reputazione più estrema del gruppo: le urle incessanti di “Maybae Baeby”, “Tarsier, Tarsier, Tarsier, Tarsier”, gli scenari notturni suggestivi con quel fiato noir di “Pahrump”, fino a “Border Factory”, il brano più coinvolgente. Chiude il giro “For M”, lento e inevitabile requiem per questa rassegna di dolore impossibile da ignorare.
03/03/2023
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