COURTING - New Last Name

2024 (Lower third/pias)
indie-pop, indie-rock

È trascorso circa un anno e mezzo dalla pubblicazione di “Guitar Music”, debutto in cui i Courting giocavano una mano rischiosa, amalgamando elementi comuni alla nuova ondata post-punk a influenze indie-rock, glitch e pop-punk. Il loro secondo capitolo “New Last Name” prosegue su tale strada prendendo ulteriormente le distanze dal genere più quotato del periodo, per gettarsi a capofitto verso piccole sperimentazioni in ambito pop. In equilibrio tra innumerevoli contraddizioni, l’opera si presenta come una sorta di spettacolo teatrale in nove atti, dove l’ascoltatore è destinato a perdersi all’interno della caotica narrazione, soggetta a differenti gradi più o meno superficiali di interpretazione come nel lavoro precedente.

A porre inoltre l’accento sulle memorie di matrice indie-rock di inizio Duemila è la produzione condivisa con i Cribs dei fratelli Jarman, i quali, dopo aver apprezzato l’esordio e ascoltato le nuove demo di Sean Murphy-O’Neill e soci, si sono dichiarati immediatamente interessati ai sentieri sonori indagati del quartetto di Liverpool.

Il sipario si alza su “Throw”, prima sequenza sospinta da guitar-riff che rievocano in parte arie strokesiane in zona “Last Nite”, propendendo maggiormente tuttavia verso atmosfere di confine pop-punk tipiche degli Ash, fino all’emo nineties di Jimmy Eat World e affini.

Si prosegue con la solarità delle chitarrine e dei glitch agili di “We Look Good Together (Big Words)”, pezzo synth-pop che strizza l’occhio alle movenze catchy dei The 1975, e l’introduzione di un sassofono jazz sullo sfondo dei repentini cambi di passo della frammentaria “The Hills”, pronto a prendere il sopravvento con un solo verso il finale avvolto dal suono dei crash. Anthem già ampiamente apprezzato dal vivo, “Flex” sfoggia ritmi e giri di chitarra che tornano sul percorso indie degli anni Zero tracciato da Libertines e compari, lasciando emergere gradualmente una tromba e degli archi, mentre altri sing-along e balli sono evocati dalle melodie di “Emily G”, storia incentrata sul tempismo, nonché fulcro dell’album.

Torna il sax e fa capolino un piano sulle note country-pop di “Babys”, a cui fanno seguito la corale (e dimenticabile) “The Wedding”, e la scossa dall’esito inaspettato di “Happy Endings”, che si muove tra riff distorti, ritmi stratificati e giochi sintetici. Punta tutto sulla sezione ritmica e chiude il cerchio la più lunga “America”, rientrando in territorio emo/pop-punk con pesanti spinte di deriva math-rock.

I Courting non intendono rendere la vita facile a chi voglia assumersi la pretesa di compartimentare il loro operato in un solo genere, tantomeno sotto la terminologia post-punk, e con “New Last Name” sono riusciti a ribadire tale concetto in maniera efficace. Pur mettendo a segno diversi pezzi validi in contesto live, l’album non raggiunge appieno il livello del precedente, ma l’ambizione in bilico tra la ricerca della hit perfetta, liriche non scontate intrise di sarcasmo e composizioni semplici soltanto in apparenza (forse in qualche caso dispersive) permette al gruppo di rimanere stabilmente sotto i riflettori.

26/01/2024

Tracklist

  1. 1. Throw
  2. 2. We Look Good Together (Big Words)
  3. 3. The Hills
  4. 4. Flex
  5. 5. Emily G
  6. 6. Babys
  7. 7. The Wedding
  8. 8. Happy Endings
  9. 9. America