Tyla

Tyla

2024 (Fax / Epic)
amapiano

Un balletto su TikTok, tanto ormai iniziano tutti così – mettiti di spalle, accenna un’ancheggiante routine che interessi la zona clou tra le ginocchia e il basso ventre, rovesciati un po’ d’acqua sulle chiappe, et voilà: lungo il corso dell’estate 2023, il tormentone “Water” ha raccolto quasi un miliardo di ascolti tra Spotify, YouTube, Beatport e, appunto, il malefico TikTok. C’è pure un remix con Travis Scott, saltato sul treno dell’hype all’ultimo minuto per allungarne la corsa. Non ce n’era manco bisogno: tra il sottile andamento percussivo avvolto da una calda produzione elettro-acustica e una vellutata coralità tutta al femminile, “Water” è certo sensuale e invita a muovere il corpo, ma lo fa con un afflato melodicamente raffinato, che gioca di sottrazione per non aggredire l’ascoltatore. L’intestataria del pezzo, Tyla Laura Sethay, ventiduenne da Johannesburg, è quindi passata da perfetta sconosciuta a nuovo volto-simbolo dell’amapiano, una fusione tra house, jazz e lounge attualmente tra i generi locali più esportabili nel mondo.

Certo, Tyla ha sconvolto gli americani quando, durante un’intervista, si è definita “colored”, una parola dal significato molto pesante negli Stati Uniti, ma che in Sudafrica si usa regolarmente per descrivere un’etnia formatasi lungo cinque secoli di (spesso violenta) storia del paese. Nei tratti del suo volto, infatti, si riscontrano le origini di tutti i suoi antenati: zulu, irlandesi, indiani e indigeni delle isole Mascarene.
I più attenti alle dinamiche del mondo discografico qui si saranno già insospettiti; sono anni che gli addetti ai lavori cercano un volto duttile e ambiguo abbastanza per rimpiazzare Rihanna, e la fotogenica Tyla ben si presterebbe all’impresa. Grazie al sostegno della Epic, un mese fa le hanno quindi assegnato un Grammy come “Best African Music Performance”, una mossa forse prematura, dal momento che il suo primo tour internazionale, programmato attorno all’uscita di questo album, è stato appena cancellato per un non meglio specificato infortunio. Le malelingue sostengono si tratti piuttosto di scarse vendite dei biglietti, dal momento che Tyla è ancora una one hit wonder e la cauta costruzione del suo profilo, lungo gli ultimi dodici mesi, ha lasciato marinare l’aspettativa tramite un pugno di brani accattivanti ma dal minore impatto virale. Riuscirà quindi questa giovane autrice e ballerina a riprendere quota dopo il soverchiante successo di un solo singolo?

Il debutto “Tyla”, per il momento, segue nel solco di tale quieta eleganza da tramonto sul mare espressa con "Water", ma dona comunque qualcosa di prezioso per l’ascoltatore un filo più esigente: una buona qualità. Certo, non mancano allunghi verso il pubblico da streaming, perlomeno nel cauto ma ficcante uso degli ospiti; ecco la nigeriana Tems sul sospinto passo afrobeats di “No.1”, poi la messico-californiana Becky G a lambire lontane familiarità reggaeton nel duetto “On My Body”, e le cupe presenze di Gunna e il jamaicano Skillibeng su “Jump” per creare un ponte tra amapiano, dancehall e trap.
Ma è la sola Tyla a infilare i momenti migliori; irresistibili sia l’ondeggiante “Truth Or Dare” che “On And On”, sfacciata e sexy la prima, diafana la seconda al punto da richiamare, pur alla lontana, la strofa dell’indimenticata “Rock The Boat” di Aaliyah.

Quietamente percussiva e accorata, “Safer” avanza come un treno nel deserto, confermando tutto il pathos di un genere che sa essere avvincente senza mai perdere la calma, ma anzi invitando l’ascoltatore a prendere parte al rito unendosi in coro. Magari “Breathe Me” e il nuovo singolo “ART” ripropongono la formula senza grosse variazioni, ma all’occasione Tyla sa smontare il ritmo e imbracciare la chitarra acustica, prima con le carezze lounge-tropicali di “Butterflies”, poi con l’emotiva e lacrimevole melodia circolare di “Priorities”. Finale ad effetto con la splendida “To Last”, più sintetica e rarefatta per mostrare la nervatura house del genere in questione.

Elegante e vellutato, prodotto con un occhio di riguardo alla cura dell’atmosfera, a tratti magari troppo uniforme e coccoloso, ma facilmente godibile senza interruzioni grazie alla durata non eccessiva, “Tyla” non sarà forse l’uscita mainstream dell’anno, ma apre un’onesta finestra su un genere in espansione che merita attezioni – su OndaRock avevamo già parlato di connazionali stilisticamente adiacenti quali Black Coffee, DJ Lag e il duo Megadrumz, ma ha aiutato alla causa anche il nigeriano Asake grazie a una traccia chiamata per l’appunto “Amapiano”.
Tyla è brava, spigliata e con la testa sulle spalle, nonostante le pressioni dell’industria, il che non è poco; nel canaio dei balletti di TikTok, dell’appiattimento dello streaming e della digitalizzazione della musica contemporanea, le sue scelte produttive a confronto sembrano quasi una visione di Sade. Speriamo che il futuro le riservi ulteriori successi.

26/03/2024

Tracklist

  1. Intro feat. Kelvin Momo
  2. Safer
  3. Water
  4. Truth Or Dare
  5. No.1 feat. Tems
  6. Breathe Me
  7. Butterflies
  8. On And On
  9. Jump feat. Gunna, Skillibeng
  10. ART
  11. On My Body feat. Becky G
  12. Priorities
  13. To Last
  14. Water - remix feat. Travis Scott






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