Valerio D'Onofrio, Antonio Silvestri

Ultrasuoni Italia: Nuove voci nella musica italiana

Titolo: Ultrasuoni Italia: Nuove Voci nella Musica Italiana
Autore: Valerio D'Onofrio, Antonio Silvestri
Editore: Ledizioni (2025)
Pagine: 160
Prezzo: 18 €

ds220Che fine ha fatto l’underground italiano? O meglio, girandola con Enrico Fermi, dove sono tutti quanti? La domanda è retorica ma necessaria, perché pare che gli “alieni” delle scene musicali più disparate del paese siano improvvisamente scomparsi o quantomeno mutati in altro. Nell’era dei social, dove la visibilità è a portata di clic e anche un influencer può dirsi “musicista” e tirare fuori un disco, per quanto ovviamente ridicolo, i cosiddetti “altri”, o appunto “tutti quanti”, a primo impatto sembrano essersi dimezzati rispetto già agli anni Novanta o comunque all’epoca pre-Internet. Insomma, tendono a nascondersi meglio. Si tratta di un vuoto tuttavia solo apparente. Di un sommerso quasi necessario e a tratti salvifico, come ben espongono Valerio D’Onofrio e Antonio Silvestri in “Ultrasuoni Italia. Nuove voci nella musica italiana” (Ledizioni, 2025).

I due redattori di OndaRock uniscono le proprie forze in centosessanta pagine suddivise in quattro capitoli che racchiudono una visione d’insieme frutto di una speciale cernita a monte di un percorso nei meandri del cosiddetto sottobosco italiano: “Nuove voci elettroniche”, “Voci morali di un mondo immorale”, “Folksinger e nuovi cantautori” e “Interviste”. Nel mezzo troviamo due pagine sacrosante per i malati di dischi con i rispettivi album consigliati da due delle firme più estroverse della nostra webzine. Due critici, in apparenza simili, ma diversi come approccio, background e analisi, che per l’occasione finiscono per divertirsi con professionalità scavando tra le suggestioni più intriganti disseminate qui e là negli ultimi anni nei circuiti alternativi.

L’intento è drenare e lasciar volutamente emergere solo una parte del sottosuolo sonoro italico, e senza la pretesa (altra intuizione lodevole) di essere enciclopedici o esaustivi sull’argomento. E’ uno dei diversi toccasana di un’operazione narrativa che mancava sugli scaffali delle librerie: sia perché entrambi gli autori si smarcano da ogni pretesa oggettiva, sia perché l’intento, palesato a chiare lettere nelle due rispettive introduzioni del libro, è raggiungere “qualcosa di oltre”. Del resto, “il passo è breve: di ultra”, dice D’Onofrio. Mentre per “nuove voci” si intende un campionario ben accurato di musicisti che lavorano perlopiù (e appunto) “con i suoni e non si confondono con il resto”, aggiunge Silvestri. Si alternano così anche nomi più o meno emersi ma emblematici per dare una direzione al racconto come Iosonouncane e Daniela Pes, entrambi apripista del focus elettronico.
E ancora Emidio Clementi e Giorgio Canali, che con Edda, Massimo Zamboni, Il Lungo Addio, Cesare Basile e l’indimenticabile Paolo Benvegnù sono i portavoce “morali di un mondo immorale”, definizione quest’ultima che dice tutto sulle specifiche analisi in merito di D’Onofrio e Silvestri. Spuntano poi nomi pressoché sconosciuti ai più come Vipera e Sara Parigi, autentiche outsider di uno sperimentalismo pop ancora possibile e maledettamente audace.

Le interviste puntano invece all’esplorazione dei rispettivi metodi compositivi, ma nascondono spesse volte anche interessantissime digressioni sullo stato attuale delle cose: “Se pensiamo a quanto sono cambiati il ruolo e il target della critica musicale, dei talent, della discografia, del Tenco e persino del Festival di Sanremo negli ultimi anni, ne esce un quadro abbastanza imprevedibile”, risponde ad esempio un’illuminata Irene Buselli.
“Ultrasuoni Italia” è un volume “fuori rotta” quanto lo sono i musicisti a bordo. E D’Onofrio e Silvestri sono due skipper di un veliero unico nella narrativa musicale contemporanea. Un testo consigliatissimo tanto ai neofiti, che potranno scoprire tesori sommersi, quanto ai musicofili più navigati, in particolare per la selezione di nomi, album e fatti tutt’altro che scontata.

30/11/2025