Fabio Orsi

Endless Autumn

2013 (Backwards) | ambient-drone

In ormai quasi dieci anni di carriera, Fabio Orsi si è meritatamente guadagnato lo scettro di portabandiera dell'ambient-drone made in Italy, merce a dire il vero piuttosto rara, anche se in notevole incremento negli ultimi tempi. Autore di sculture sonore imparentate un po' con l'universo glitch post-fennesziano e un po' con certe nebuolose di modernariato cosmo-astrale - in possibili incontri ravvicinati fra AUN e gli Stars Of The Lid – negli ultimi anni il musicista tarantino ha seguito il sempre più diffuso trend della saturazione del mercato a suon di uscite. Difficile è oggi muoversi nel marasma di Cd-R, assaggi in limited edition e collaborazioni che compongono il suo copioso catalogo, che è comunque arrivato a riscuotere attenzione a livello internazionale.

Proprio al già citato Fennesz, Orsi regala l'omaggio del titolo di “Endless Autumn”, sua nuova opera che arriva a pochi mesi di distanza dalla raccolta sonoro-fotografica “13” e a circa un anno da quel “Von Zeit Zu Zeit” che l'aveva visto svoltare con forza verso i suoni della grande Germania kosmische. Assistito dai fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia, il disco che inaugura il catalogo cd della Backwards è invece un inno ai droni crepuscolari e al guitar-processing, in un universo che va a collocarsi fra le arboree di Helios e le esplorazioni sublunari dell'ultimo Stephan Mathieu.

Cinque movimenti compongono un lavoro compatto e lussureggiante, che si districa dall'alba livida e cristallina del proemio iniziale al terpore rassicurante della “Part II”, per poi raggiungere nel solo di chitarra trattata della “III” il suo apice solare. Flussi sospesi che si fanno di minuto in minuto sempre più concreti e tangibili, come in un vetro che perde mano a mano la patina d'umidità fino a risplendere in tutta la sua limpidezza. Il tutto prima che il processo s'inverta per gli ultimi due episodi: nella “Part IV” il tramonto è disegnato da sfrigolii che prendono in prestito dal Tim Hecker più quieto il loro sporcare fasce eteree, mentre il minimalismo lisergico della conclusiva “Part V” dipinge con acquarelli le sfumature del crepuscolo in una progressione di circa un quarto d'ora in cui il disco raggiunge il top del suo climax.

Piccolo gioiello di pittoresca ed evocativa rappresentazione autunnale, “Endless Autumn” è una delle opere più riuscite della carriera di Fabio Orsi. In un mondo come quello dell'ambient music che sta espandendo sempre più i propri confini, ponendo l'isolazionismo a comun denominatore per inglobare le evoluzioni stilistiche di nomi che in passato fecero la storia dell'elettronica sperimentale più arcigna, al musicista italiano va di nuovo il merito di mantenere una coerenza stilistica e sonora che di fatto nessuno può vantare in Italia. E proprio nel Belpaese è lui a confermarsi fra i pochi interpreti di livello dell'universo drone.

(07/09/2013)

  • Tracklist
  1. Part I
  2. Part II
  3. Part III
  4. Part IV
  5. Part V
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