Hunx & His Punx

Street Punk

2013 (Hardly Art) | garage-punk

Gli ci sono voluti ben tre dischi in compagnia (più il poco apprezzato ma non malvagio esordio in solitaria dello scorso anno, “Hairdresser Blues”), ma alla fine Hunx è riuscito a donare veridicità alla propria ragione sociale. In licenza a tempo indeterminato dalla band queercore Gravy Train!!!!, Seth Bogart aveva dato vita alla formazione Hunx and His Punkettes nel 2008, sfruttando lo pseudonimo coniato per la precedente compagine e facendosi accompagnare da una backing band tutta al femminile.
La collezione dei primi singoli (“Gay Singles”, 2009) e l’album inaugurale (“Too Young to Be in Love”, 2011), licenziati dopo un’intensa gavetta a rimorchio di Jay Reatard e Nobunny, avrebbero potuto in realtà essere accreditati a Hunx and His Girl Group, vista la smaccata propensione al bubblegum e al doo wop di quei lavori.

La prospettiva è cambiata però in maniera abbastanza drastica in tempi recenti. Sfoltiti i ranghi all’essenziale terzetto con Shannon Shaw e Erin Emslie, quest’ultima già batterista dei Bare Wires, Hunx ha scelto infatti di adottare un’impronta assai più chiassosa e irruenta per quanto un tantino meno personale.
Come il titolo della raccolta lascia presagire, il nuovo indirizzo espressivo si attesta sulla norma di un punk-rock al grado zero, infarcito di chitarre squillanti e incline a un ristretto campionario di scorribande slacker che non dispiacciono: alcuni episodi non sono nulla più che frammenti schizoidi, isteriche fiammate abborracciate per meritarsi i galloni del punk cialtrone, non senza profitto (“Everyone’s a Pussy”, per dire, pare quasi un’adrenalinica cover di “Stinking Cloud” dei Thee Oh Sees curata dai Fidlar).

Inevitabilmente, si ostenta molta più cattiveria che in passato. Diverse canzoni ricorrono a incantesimi stregoneschi per dare forma a un garage all-female allucinato e andato a male, prendendo le mosse dagli irrinunciabili Cramps per poi ripiegare su ulcerazioni o cavalcate pestone in linea con le sonorità più in voga nell’attuale circuito californiano. Seth recita da protagonista solo quando si incarica di spezzare i ritmi indiavolati, ora nel segno di un punk-pop acidognolo alla maniera di King Tuff (“Born Blonde”, notevole anche la somiglianza vocale), ora con i perentori riff della sua elettrica in una title track che svela affinità troppo pesanti con l’ultimo Matthew Melton, quello frizzantino e in fissa con il glam dell’incarnazione Warm Soda: se il genere non dispiace, si avrà modo di riconoscere anche qui una certa classe, per quanto la farina nel sacco di Bogart scarseggi ben sotto i livelli di guardia.
Tra le note di merito va segnalata in compenso la felice intuizione di lasciare il giusto spazio alle sue cortigiane, in particolare alla più corpulenta delle due. Una fiducia evidentemente molto ben riposta e ricambiata da una Shaw in discreto spolvero. Adeguandosi allo spirito di un album più brutale rispetto ai suoi standard, Shannon ci si presenta con “You Think You’re Tough” nella variante tra l’indolente e l’arrabbiato di qualche raro episodio con i Clams, salvo tornare a offrire alla prima occasione utile (“Mud In Your Eyes”) preziosi scampoli di quella sua deliziosa indole romantica.

Rispetto ai lavori che la biondissima bassista ha realizzato con il suo gruppo principe, in questo “Street Punk” ci sono più disperazione e ferocia, forse anche più urgenza, mentre non viene meno la costante di un talento puro capace da solo di far fare il salto di qualità, di rendere interessante un disco che altrimenti correrebbe il rischio di passare inosservato. L’unione degli intenti, ad ogni conto, conferma di fare la forza del progetto.
Impeccabile in tal senso il numero di congedo, “It’s Not Easy”, con la Shaw e la Emslie che impazzano sui refrain e Hunx mattatore miagolante: uno dei passaggi più riusciti dell’album e insieme sua più fedele fotografia, con tanto di sconfinato disincanto finale che chiama all’inesorabile singalong.
L’avventura Hunx & His Punx insomma procede. Con qualcosa in meno, forse, ma con scorte sempre considerevoli di coraggio e scanzonata disinvoltura.

(08/08/2013)

  • Tracklist
  1. Bad Skin
  2. Everyone's a Pussy (Fuck You Dude) 
  3. You Think You're Tough
  4. Born Blonde
  5. I'm Coming Back
  6. Mud in Your Eyes
  7. Street Punk
  8. Don't Call Me Fabulous
  9. Rat Bag
  10. Egg Raid on Mojo
  11. Kill Elaine
  12. It's Not Easy


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