Non un vero Lp, ma un solo brano lungo (come di consueto) da parte del maestro dei loop William Basinski, che riprende e rielabora una vecchia registrazione del 1998. E’ possibile che “Music For Abandoned Airports: Tegel” sia solo il primo di una serie di progetti nati per omaggiare l’album capostipite della musica ambient, “Music For Airports” (1978) di Brian Eno, ma finora Basinski non ha fornito delucidazioni in merito.
Se da una parte Basinski omaggia esplicitamente il suo maestro – riconoscendone quindi il ruolo – dall’altro svuota i luoghi che quest’ultimo aveva immaginato pieni di uomini che (non) ascoltano per trasformare quelle intuizioni in colonna sonora cupa per luoghi abbandonati, come ruderi che testimoniano sia il disfacimento della presenza umana, sia l’usura del supporto musicale, come di consueto da “The Disintegration Loops” in poi.
Non più quindi musica che si può scegliere di ascoltare o non ascoltare, ma musica che è persino impossibile ascoltare in quanto presente in un luogo deserto, per trasformarsi in tape music che descrive luoghi e ambienti, senza più solo “arredarli”.
“Music For Abandoned Airports: Tegel” si presenta con un brano tipico del compositore americano, un lunghissimo loop che prosegue la sua opera di testimonianza della decomposizione della materia sonora, in un’ipotetica colonna sonora di quello che sarà inevitabilmente il futuro di ogni cosa.
Se gli aeroporti di Eno erano carichi di vita, quelli di Basinski sono un requiem senza tempo che racconta la storia dell’aeroporto di Berlino diventato oggi un luogo abbandonato, simbolicamente un monito alla società moderna.
05/10/2021
Nuovo "recupero" dall'archivio segreto del poeta dei loop
Il suono di una notte di ventisette anni fa a Brooklyn
Il tempo "eternizzato" nella nuova opera della vecchia volpe del tape
Quaranta minuti di estasi per loop circolari
Un tributo non scontato all'icona David Bowie, a un anno dalla sua scomparsa
Dalle ceneri del World Trade Center sorge un'elegia per l'umanità: è il requiem del ventunesimo secolo
Due colonne portanti dell'ambient/drone contemporanea alla loro prima collaborazione
Il maestro dell'ambient contemporanea rielabora le onde sonore di due buchi neri collisi 1,3 miliardi di anni fa
Il concetto religioso di sofferenza inconciliabile elaborato dagli evocativi loop dell'artista texano
Una sinergia artistica di elevato tenore creativo per un omaggio a Harold Budd
L'ennesimo incantevole lavoro di un musicista straordinario
La Sinfonia mostra ancora una volta il "tempo spezzato" del musicista americano
Un dialogo inedito tra la tape music del maestro texano e un'installazione site-specific di Dan Flavin
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio
Una musica evocativa che non ha niente da dire - e dunque lo dice, così che rifiutando d'esserlo sia poesia come serve a noi