Agli albori del dub, a metà anni 70, Sly Dunbar e Robbie Shakespeare già suonavano insieme, interpretando una delle più longeve sezioni ritmiche della musica pop. Il loro marchio di fabbrica ha stregato chiunque, da King Tubby ai Black Uhuru, da Mick Jagger a Bob Dylan. Ultimi in linea temporale i musicisti scandinavi Nils-Petter Molvaer, Eivind Aarset e Vladislav Delay, che con i due jamaicani hanno dato vita pochi anni fa al progetto Nordub.
Un disco pubblicato su Okeh e una manciata di concerti elettrizzanti hanno creato un amalgama speciale tra Sly & Robbie e Vladislav Delay, che alla fine di un tour del 2019 è volato in Jamaica, nei celebri Anchor studios di Kingston, per registrare una manciata di groove solo basso e batteria, alcune voci e gli immancabili field recordings.
Tornato quindi a casa tra i ghiacci della Finlandia del Nord (Sasu Ripatti vive con la moglie Agf nell’isola di Hailuoto, nel mar Baltico) Delay ha prodotto le sette (nove sul cd) danze in scaletta di “500-Push-Hup”.
L’album si apre con le voci di “513” dilatate fino a esplodere in un groove maestoso, che subito viene tagliato dalla techno diamantina di Delay, tra riff, martelli pneumatici e detriti post-industriali.
“512” è l’omaggio al reggae funkadelico di sua maestà Bill Laswell, il grande assente di questa collaborazione. Sulla successiva “520” sembra di ascoltare un’evoluzione techno dei Material di inizio anni 90. “521” è una giungla degna delle visioni del Miles Davis elettrico: il groove è un loop che si fa strada tra visioni futuristiche e percussioni metalliche.
24/06/2020
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