25/11/2022

Wolf Alice

Fabrique, Milano


di Alberto Farinone, Martina Vetrugno
Wolf Alice
Un'attesa lunga un'eternità ci ha separato dai Wolf Alice, e non in vista di una tappa qualunque, bensì dell'ultima del loro acclamato tour, carica di aspettative da parte dello zoccolo duro del fanclub e dalla band stessa, che attendeva il ritorno in Italia da headliner della formazione britannica, reduce da aver aperto le date estive di Harry Styles a Torino e a Bologna con una manciata di canzoni.
A seguito dell'apertura fissata per le 19, il Fabrique inizia a riempirsi gradualmente e, aguzzando le orecchie, ci si rende subito conto che una buona percentuale degli spettatori proviene da altri paesi, Germania e Regno Unito in primis, sebbene la band guidata da Ellie Rowsell sia ormai conosciuta a livello internazionale, e la loro terza e ultima fatica, "Blue Weekend", sia stata molto ben accolta dalla critica e figuri tra i dischi più apprezzati del 2021.

Annunciato nel pomeriggio, a scaldare l'atmosfera è l'alt-rock adolescenziale e venato di romanticismo del quintetto milanese Figura, che trova il suo maggior punto di forza nella sezione ritmica. È consuetudine dire che l'abito non faccia il monaco, ma la maglia dei Pinegrove del bassista ruba indubbiamente la scena allo stile un po' troppo ingessato di cantante e polistrumentista, in giacca elegante e dolcevita. Nonostante la nota a margine sul look un po' scoordinato adottato per la serata, ciò che conta realmente è il lavoro corale svolto sul palco, dettaglio che garantisce una discreta riuscita dell'esibizione, in particolare a livello strumentale.

Rowsell e soci fanno il loro ingresso puntuali sulle note di "Blue Weekend" di Karl Denver, un vecchio brano dal sapore country (registrato però in Scozia!), attaccando con la potente ed efficace "Smile", con il pubblico che prende parte immediatamente a coinvolgenti e appassionati sing-along, cantando a squarciagola anche quasi tutte le canzoni proposte successivamente.
L'asticella si alza progressivamente con le chitarre della dinamica "You're A Germ", che rimanda alle influenze grunge degli esordi, mandando gli spettatori su di giri sulla bassline di "Formidable Cool", con il bassista-mattatore Theo Ellis in gran forma, e con la più armonica "Delicious Things". Il ritornello di "Lipstick On The Glass", in una versione più decisa rispetto alla traccia su disco, registra il primo highlight della serata con un lancio di rose verso il palco, provenienti dalla zona centrale della prima fila; una piccola fan action proposta e concordata precedentemente da chi ha seguito il gruppo in tutta Europa.

wolf_alice_01Con i suoi balletti, Theo ruba talvolta la scena a Ellie, leggermente più statica sul palco (ma carismatica al punto da necessitare di ben pochi gesti per riavere le attenzioni su di sé), rendendosi protagonista di qualche scenetta comica, offrendole per esempio da bere (vodka, probabilmente) a metà dell'esplosiva "Space & Time".
Si profila una dimensione a tratti teatrale sulle note di "Safe From Heartbreak (If You Never Fall In Love)", cantata quasi a cappella da buona parte dei membri del gruppo (compresa la new entry alle tastiere Ryan Malcolm), e "How Can I Make It Ok?", quest'ultima però con la forza travolgente dei grandi anthem, trattenuta a stento dalle mura del Fabrique.

La scaletta, ben equilibrata, alterna abilmente le chitarre taglienti e le sonorità più aggressive, appartenenti a "My Love Is Cool" e "Visions Of A Life", alle ballate cristalline ed eteree dell'ultimo album. Nel mentre, vola ancora qualche rosa, e durante i poghi più scatenati di "Play The Greatest Hits", sempre più a un passo dall'hardcore punk, dal nulla, anche un reggiseno.
Una menzione doverosa è rivolta ai registri vocali esibiti da Rowsell, in grado di raggiungere note altissime e tenerle egregiamente, dimostrando una crescita enorme - al pari della sua band - rispetto agli esordi, quando la differenza tra i brani in studio e le performance live si avvertiva maggiormente. Sono soprattutto le canzoni dell'ultimo album a essere valorizzate dal vivo: presentate in una nuova veste, meno dipendenti dalle tastiere, riescono tuttavia magicamente a conservare le loro atmosfere oniriche, guadagnandone in potenza. Emblematico, in tal senso, il caso di "Feeling Myself", resa ancora più minacciosa, con un epico finale in crescendo dai richiami celtici.

Il gruppo punta molto sulla doppietta di impronta chitarristica "Lisbon" e "Visions Of A Life": da manuale del noise-pop la prima, tanto irresistibilmente melodica quanto rumorosa, più complessa e caratterizzata da continui cambi di ritmo la seconda, che spazia addirittura dal prog al metal.
Arriva poi il momento solenne della ballad pianistica "The Last Man On Earth", alla quale gli spettatori rispondono, oltre che con i consueti cori, illuminando il locale con le torce dei telefoni. A chiudere il set principale è la più heavy "Giant Peach", durante la quale i componenti della band si stringono sul palco.
L'encore alza ancora i toni con i riff incalzanti di "Moaning Lisa Smile", scelta in alternativa a "No Hard Feelings" (l'unico dubbio della vigilia riguardo a una setlist piuttosto consolidata), seguita dall'immancabile cavallo di battaglia "Don't Delete The Kisses", il brano-capolavoro con cui i Wolf Alice tradizionalmente si congedano dal pubblico con un mix di commozione e divertimento.

A spettacolo concluso, i più agguerriti decidono di sfidare il rigido clima novembrino, attendendo i Nostri all'esterno per un ultimo saluto, qualche autografo e foto volanti, poco prima di mezzanotte. Non è dato sapere il motivo per cui Ellie e compagni, pur vantando ormai una consolidata maturità raggiunta grazie a più di un decennio di attività, nel nostro paese risultino ancora in una nicchia ristretta che non sono riusciti ad ampliare più di tanto, nemmeno con la possibilità di supportare Harry Styles in tour (opportunità che invece ha letteralmente fatto schizzare agli onori delle cronache le debuttanti Wet Leg). Quel che è certo è che per riprendersi da un intenso live di oltre un'ora e mezza come quello dei Wolf Alice, un solo "blue weekend" tra felicità e nostalgia non sia sufficiente.
Setlist
Smile
You're A Germ
Formidable Cool
Delicious Things
Lipstick On The Glass
Planet Hunter
Space & Time
Bros
Safe From Heartbreak (If You Never Fall In Love)
How Can I Make It Ok?
Play The Greatest Hits
Silk
Feeling Myself
Lisbon
Visions Of A Life
The Last Man On Earth
Giant Peach

Encore

Moaning Lisa Smile
Don't Delete The Kisses
Wolf Alice su OndaRock
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