Cosa può accomunare gli incubi post-atomici dei
Faust, il misticismo laico/religioso dei
Popol Vuh, le avventure cosmiche di
Tangerine Dream,
Kraftwerk e
Klaus Schulze, il motorik beat dei
Neu!, i deliri anarchici degli
Amon Düül e dei
Can, i viaggi lisergico-spaziali degli
Ash Ra Tempel? Poliedrico e nichilista per definizione, il
kraut-rock è una (non)scena al confronto della quale "Sister Ray" dei
Velvet Underground pare un gioco da ragazzi (parafrasando il kraut-guru
Julian Cope, autore del saggio "Krautrocksampler").
In ogni caso, un "non-genere" che negli ultimi anni ha conosciuto una continua opera di riscoperta e rivalutazione. Ora, a conferirgli ulteriore autorevolezza, giunge l'iniziativa di una testata dedicata alla musica classica, la britannica Classical Music, che ha stilato una graduatoria di quelli che ritiene i migliori album espressi dall'era del
kraut-rock. "Pochi movimenti musicali hanno saputo suonare così proiettati nel futuro come il krautrock - scrive il magazine nell'introduzione - Nato nella Germania Ovest tra la fine degli
anni Sessanta e i primi
Settanta, questo genere sperimentale rifiutava sia l’ortodossia blues-rock americana che le convenzioni della canzone pop tedesca. Al loro posto, i pionieri del krautrock crearono qualcosa di radicalmente nuovo: ritmi ipnotici, improvvisazione libera, elettronica analogica e un’ambizione cosmica che guardava oltre ogni confine... Il periodo d’oro del krautrock - scrive ancora Classical music - si colloca tra il 1970 e il 1975, quando gruppi come Can, Neu!, Faust, Amon Düül II e Kraftwerk tracciarono nuove rotte, ciascuno a modo proprio. Alcuni esploravano la psichedelia in forma estesa, altri puntavano su minimalismo elettronico o su sonorità proto-punk. Battiti motorik, texture ambientali, sperimentazioni alla musique concrète: il krautrock fondeva tutto questo in un linguaggio musicale che suonava alieno e irresistibile. Sebbene non abbia mai dominato le classifiche, l’impatto del krautrock è incalcolabile. Lo si ritrova nella trilogia berlinese di
David Bowie, nelle architetture ritmiche dei
Radiohead, nelle ambientazioni rarefatte di
Brian Eno e in interi generi come il
post-rock e la techno. Ancora oggi, band come
Stereolab,
Beak> e
Lcd Soundsystem ne portano avanti lo spirito. Più che un genere, il krautrock è stato (ed è) un’attitudine: avanguardista, aperta, ostinatamente originale".
Ecco allora la classifica dei migliori album kraut-rock secondo Classical music (
qui il servizio completo).
17. Harmonia – Deluxe (1975)
16.
Faust - Faust IV (1973)
15.
Ash Ra Tempel – Ash Ra Tempel (1971)
14.
Cluster – Zuckerzeit (1974)
13. Guru Guru – UFO (1970)
12.
Tangerine Dream – Rubycon (1975)
11.
Can – Future Days (1973)
10.
Amon Düül II – Yeti (1970)
9.
Kraftwerk - Autobahn (1974)
8.
Popol Vuh - Hosianna Mantra (1972)
7.
Neu! - Neu! 2 (1973)
6.
Faust – The Faust Tapes (1973)
5.
Can - Tago Mago (1971)
4.
Tangerine Dream – "Phaedra" (1974)
3.
Kraftwerk - Trans Europa Express (1977)
2.
Neu! - Neu! (1972)
1.
Can – Ege Bamyasi (1972)
Anche su OndaRock abbiamo pubblicato una
classifica dei migliori album kraut-rock: queste le prime venti posizioni (nella pagina trovate anche tutte le singole classifiche dei redattori).
Di fatto, costituiscono il collante del kraut-rock soltanto i tecnici e produttori Dieter Dierks e Conny Plank, oltre che il mecenate e giornalista Rolf-Ulrich Kaiser, ed è proprio quest’ultimo il discografico e critico rock per antonomasia della scena sperimentale tedesca, colui che al celebre Festival di Essen del 25-29 settembre 1968 accanto ai nomi più blasonati -
Frank Zappa, Alexis Korner e Brian Auger - presenta anche una serie di gruppi conterranei che non trovavano spazio nei canali ufficiali. Proprio durante quelle cinque giornate la stampa inglese utilizza per la prima volta il termine spregiativo di "kraut-rock" - ispirandosi al brano degli Amon Düül "Mama Düül Und Ihre Sauerkrautband Spielt Auf" - salvo poi riconoscerne l’intrinseco valore artistico, tanto che proprio la Gran Bretagna diventerà successivamente la cassa di risonanza del nuovo rock tedesco, grazie anche all’insistente programmazione di John Peel sulle onde radiofoniche della Bbc.
(Dallo speciale "Kraut-rock, Germania anno zero")