I Sonic Youth preparano novità per il 2026 mentre celebrano i 30 anni di "Washing Machine"

27-09-2025

Qualcosa si muove nella galassia dei Sonic Youth. La storica formazione noise-rock sembra pronta a lanciare qualche novità nel 2026. La band newyorkese, formata da Thurston Moore, Kim Gordon, Lee Ranaldo e Steve Shelley, si era sciolta nel 2011 dopo tre decenni di attività, complice anche il burrascoso divorzio tra Moore e Gordon. Da allora, una reunion è sempre apparsa improbabile, anche se lo stesso Moore, all’inizio di quest’anno, aveva ammesso che il loro lavoro comune sembrava ancora "incompiuto". Prima di quelle dichiarazioni, Moore, Ranaldo e Shelley erano già tornati a suonare insieme sul palco a New York.

Ora, però, qualcosa sembra muoversi davvero. Ieri, 26 settembre, è infatti ricorso il trentesimo anniversario di "Washing Machine" e, per l’occasione, la band ha diffuso un’immagine enigmatica: la celebre illustrazione della lavatrice che campeggiava sulla copertina del disco, con la scritta "2026" al posto di "Sonic Youth". L’immagine è apparsa anche sull’account Instagram di Kim Gordon, alimentando le speculazioni su un possibile progetto per l’anno prossimo.
A corredo del post, Gordon ha scritto: "Questa è stata la mia esperienza di registrazione preferita con i Sonic Youth: siamo andati a Memphis, abbiamo mangiato un sacco di barbecue, siamo andati alla chiesa di Al Green la domenica di Pasqua e abbiamo tirato fuori delle grandi jam!".

 
 
 
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Un mese fa, nel corso di una lunga intervista a Rolling Stone, Thurston Moore aveva escluso la possibilità di una vera e propria reunion dei Sonic Youth. “Non sento nostalgia, sento curiosità per il futuro”, afferma, aggiungendo che le reunion spesso diventano “un esercizio di brand più che musicale” e che replicare l’energia giovanile originale è impossibile: “Vedere gente sui settanta che cerca di ricreare i vent’anni… non fa per me”.
Dopo la separazione con Kim Gordon, il loro rapporto resta collaborativo ma non orientato alla nostalgia: “Il nostro percorso è stato solido, con oltre trent’anni di carriera, e il nostro lascito sta in piedi da solo”, ha spiegato Moore a Rolling Stone.
Riguardo al nuovo panorama pop, Moore ha sottolineato come i grandi festival siano sempre più dominati da produzioni elaborate e performance visive. “È la Disneyficazione della musica, che attraversa il pubblico del rock fino a chi non è investito nel genere. Io preferisco l’interazione più intima tra musicisti, vedere qualcuno suonare una chitarra collegata a un amplificatore”. Tuttavia ha riconosciuto il valore di artiste come Olivia Rodrigo o Chappell Roan, apprezzandone l’impegno sociale e culturale: “Non stanno vendendo l’anima; fanno cose intelligenti e hanno una voce significativa”.