Plaid & Bob Jaroc

Greedy Baby

2006 (Warp) | elettronica

Riecco i Plaid, e sono passati già/solo tre anni dall’ultima volta che si erano fatti sentire, con quello “Spokes” che non ci aveva entusiasmato. Ma le cose sono cambiate, il mondo è cambiato, e non c’è migliore introduzione (anche a questa recensione) della prima traccia di “Greedy Baby”, che subito ci mette in guardia. “War Dialer” è il trip di “The Telephone Call” (Kraftwerk, “Electronic Cafe”, 1986) girato per il verso sbagliato. Non è più il tempo dell’ariosa “Telephone and Rubber Band” della Penguin Cafe Orchestra. E’ il tempo dell’incubo che chiude “War Dialer” in una babele in cui parlare la stessa lingua non significa poter comunicare. 

E inizia così un viaggio fra l’aut(omat)ismo warpiano , la melodia robotizzata marca Plaid e un’insolita apertura al mondo testimoniata da un impegno politico evidente, forte. E Handley e Andy Turner, d’altra parte, non sono nuovi alla critica sociale e alla denuncia. Forse vi ricorderete il video anticapitalista/animalista/american psycho di “Itsu”… E stavolta c’è tutto un dvd, opera di Bob Jaroc, a mettere in immagine il suono dei due e a fornire una lettura più ampia alla musica di “Greedy Baby”. Musica che, pur avendo definitivamente rinunciato a certe morbidezze estatiche con il precedente “Spokes”, torna più accattivante, conservando però qua e là una severità che l’elettronica pop da camera vuota di “Double Figure” (2001) non conosceva.
I visual sono ora più classici ora più peculiari ed eminentemente politici. Da una parte i clip di “E.M.R.” e “Super Positions” riprendono certe figure astratte già viste in Warp con i Seefeel e le prime produzioni video, dall’altra “The Return Of Super Barrio”, “Crumax Rins” e “New Family” sono veri e propri atti d’accusa.

Il vertice musicale dell’album è “I Citizen The Loathsome”, controapertura thriller che incorpora dolci inizi e progressivi deragliamenti, e che termina in chitarre distorte e coro(!). E il livello scende di poco nella seguente “The Launching Of Big Face”, falena/fatina dalle ali di cenere. Si fa notare anche l’insano breakbeat del singolo “Super Positions”, buonissima traccia su disco che diventa un uragano dal vivo.
Cuore e ombelico della componente visuale, invece, è “The Return Of Super Barrio”, un cartone animato in spagnolo che ha per protagonista un supereroe-wrestler messicano con tanto di maschera tradizionale, il Super Barrio del titolo. Accompagnato da dei Plaid insolitamente scherzosi (lo si nota soprattutto sul disco, dove non si è distratti da parole e immagini), Super Barrio affronta tutti i mali dei paesi in via di sviluppo, lottando contro di loro su un ring. Metafora semplicissima, eppure maledettamente efficace: fare il tifo per il giustiziere mascherato è inevitabile.

Particolarmente interessanti, poi, sono le bonus track in dvd, che comprendono alcuni pezzi già usciti su altri album, come “Crumax Rins”, “Assault On Precinct Zero” e “New Family”.
Il video di “Crumax Rins” è ad un primo livello di lettura un piccolo manifesto contro la guerra in Iraq. Ma è nel secondo livello che risulta ancor più efficace. Sulla dissolvenza in nero che lo chiude, infatti, appare la scritta “March 19, 2003 to april 17th, 2003”. Quello rappresentato è il periodo in cui la CNN, significativamente, modifica l’intestazione dei suoi servizi da “Strike on Iraq” a “War in Iraq”. Ma cosa è cambiato, allora e in questi tre anni, oltre alla denominazione? Non avrebbero potuto essere immagini prese un mese fa, o in ogni mese fra allora e oggi? Cos’è cambiato, dunque? E come siamo cambiati noi nella ricezione di queste immagini? Il sovrapporsi di immagini sempre uguali ci ha reso indifferenti? Qual è, oggi, il nostro livello di coinvolgimento nell’orrore?
Fornisce una chiusura ad effetto il video di “New Family”, che sembra suggerire una distopica conclusione per l’alienazione moderna. Intervallata da domande da test psicologico “serio” (“Do you tend to hide your feelings?”, “Do you often ponder over your own inferiority?” per citarne un paio), si mette in scena la preparazione di un attentato. Dalla “Family Snapshot” di Peter Gabriel a una “Society Snapshot”?

A conti fatti, dunque, il confronto con la musica del passato, e con quello il suo superamento, passa più per vie concettuali che sonore, dato che sul piano strettamente musicale i Plaid continuano a vivere della costante metabolizzazione di se stessi. Ma se altri autocannibali finiscono per risultare datati e stancano (chi ha pensato agli Autechre? mascalzoni…), Handley e Turner riescono ancora a suonare attuali, curiosamente non troppo dissimili da certi percorsi ambientali o neo-ambient-house di alcuni “giovanotti” elettronici (302 Acid o Syntaks per citarne un paio).
E poi, se la musica meriterebbe il 6,5 per qualche evitabile caduta di tono, il dvd è un 7,5 pieno. Fate la media…

(28/09/2006)

  • Tracklist
  1. War Dialer
  2. I Citizen The Loathsome
  3. The Launching Of Big Face
  4. Zn Zero
  5. The Return Of Super Barrio - Instrumental
  6. The Return Of Super Barrio - End Credits
  7. E.M.R.
  8. Super Positions
  9. To

 

DVD Extras:

  1. Crumax Rins
  2. Assault On Precinct Zero
  3. Zala
  4. New Family
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