Instancabili Shit And Shine. Sette dischi in appena 5 anni, con almeno un’opera fondamentale a fare da battistrada, quel “Jealous Of Shit And Shine” che nel 2006 impose una sintesi, al momento, “definitiva” del loro scibile freak-out & psych-noise.
Sette dischi in appena 5 anni, si diceva. Sette, perché a poco più di quattro mesi dall’ottimo “Cherry”, ecco ricevere in dono “Küss Mich Meine Liebe”, con cui la band celebra il suo matrimonio con la Load Records. Un matrimonio che, se nasce sotto l’emblema della purezza, vista l’assoluta aderenza ai canoni sonici di Clouse-Mannigan-Mckayhan, rivela anche di non voler troppo indagare su quanto di nuovo “Cherry” aveva proposto.
Così, recuperati i monolitici e sfiancanti massacri di “Biggest Cock in Christendom” e “Toilet Door Tits” (inizialmente su un’edizione limitata della belga Conspiracy Records), questi terroristi anglo-texani mettono mano a composizioni dove i catastrofici sconquassi percussivi (16 i batteristi schierati…) si riverberano dentro un vortice di clangori/clamori rumoristi fedele alle loro più veraci intenzioni. In tal senso, “Küss Mich Meine Liebe” è opera che i fan certamente ascolteranno con attenzione e rispetto, mentre per tutti gli altri questo potrebbe essere un buon viatico per ripescare l’intera produzione.
Evidenziato il carattere “manieristico” e la scorza “conservatrice”, concedeteci, però, di affermare, da bravi e affezionati appassionati, che, tolta la buccia, il frutto è pur sempre succoso e carico di belle vitamine per il corpo e la mente… Data per scontata, quindi, una certa ascendenza Ministry nel breve martellamento cyber-punk di “Taking Robe Off” (probabilmente, l’unico vero momento di sollazzo “riformista”, insieme con il galattico industrial a rotto di collo della title-track), imperiose scorrono la marziale “The Germans Call it a Swimming Head”, la lenta e pantagruelica (e quasi sicuramente “rallentata” in fase di post-produzione) “The Side Of The Road” – con tanto di gong ritualistico a sfrondare il finale -, il caos siderurgico, con mostri-inconsci Thinking Fellers Union Local 282, di “Mr. and Mrs. Gingerbread Hawaii” e il noir tribale di “Preventions Arise”, che sembra una “Am I Nice Guy” sotto barbiturici.
Comunque sia, niente male come colonna sonora per una gita al mare, tra bambini brufolosi e corpi decrepiti esibiti come trofei di guerra…
02/06/2008
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