Dopo la collaborazione con Daniel Lanois per “Le Noise“, e dopo un bootleg (“A Treasure”; Reprise, 2011) che anticipa il secondo volume dei suoi “Archives”, Neil Young richiama in causa i suoi mitici Crazy Horse, che non si vedevano dai tempi di “Greendale“, per una raccolta di traditional americani dal titolo altamente didascalico e ben poco fantasioso, “Americana”.
Con “Americana” Young vorrebbe dare una rilettura pregna di pathos e psicologismo epico ai canti popolari di frontiera e agli stornelli più tipici della tradizione rurale (“Oh Susannah”, “Clementine”), ma dimentica – volontariamente o meno – una cosa fondamentale: questa operazione l’ha già approntata tramite tutto l’opus del periodo d’oro, dai suoi brani classici, al suono inconfondibile, all’immagine poetica, ai testi, ai titoli degli album, alle copertine.
Dal punto di vista prettamente musicale, la furia delle loro jam è diventata vera logorrea, che ha il diretto precedente proprio in “Greendale”, una forma di demenza senile che nei tardi Crazy Horse sembra ormai irreversibile.
Tra i tanti assi nella manica che aveva disposizione per rispettare la media del disco all’anno, il vegliardo canadese ha scelto quello più nobile, la sua storica backing band – con cui nel 2009 ha anche registrato un disco fantasma e già leggendario, “Toast”, tramite il quale ridà linfa a un’altra dimensione della sua arte, quella del materiale mai pubblicato – per una semplice, distensiva rimpatriata post-anni ruggenti. Primo disco di sole cover a quasi settant’anni d’età: pensione dignitosa.
06/06/2012
Lo storico live del Loner canadese, tra numeri acustici e cavalcate elettriche
L'opera con cui Young si scopre sommo filosofo del dolore, portatore di un messaggio universale e a-temporale
Ballate bucoliche e sfibranti cavalcate elettriche: l'apoteosi del country-rock younghiano
La migliore commistione possibile tra country e rock, tra epica da terra promessa e languide carcasse di utopie
Young abbandona i Crazy Horse e cavalca le praterie di Nashville
Il vecchio loner canadese riesce ancora a emozionare
L'album "ecologico" del loner canadese: dieci tracce con un mood sfacciatamente arioso
Il "loner" nel suo disco più "loner", accompagnato dal conterraneo Lanois
Primo album doppio per il Loner canadese, al fianco dei suoi Crazy Horse
Eccentrica raccolta di cover dal suono antico per il grande canadese
L’approdo al rock orchestrale per il grande canadese, in un’accensione di grandeur
Il Loner insieme una giovane band per un concept d'attualità
Doppio live per un loner sempre più ecologista e la sua giovane band
Nuovo instant record di attivismo e contemporaneità per il gran canadese
Recupero di una session acustica di prova, risalente al 1976, per il cavallo pazzo
Secondo tentativo, patriottico stavolta, per il Loner e i suoi giovani comprimari
Loner e giovani comprimari in un musical western ambientalista
Un piacevole ritorno per il Loner canadese assieme ai vecchi Crazy Horse
Finalmente pubblicato uno dei più famosi dischi perduti del grande loner canadese
Tornano il cantautore canadese e i Crazy Horse con un album tutto composto e registrato in un fienile
Di nuovo in pista il cantautore canadese con un atto d'amore per il nostro pianeta
Il cantautore canadese rivisita in chiave acustica tredici canzoni del suo sterminato repertorio
Riaffiora un altro album perduto del Loner, con una serie di suggestivi brani dei 70's nella loro confezione originaria
Il Loner alza la voce contro l'America di Musk e Trump in un diario di viaggio ruvido e intimo al contempo
I migliori singoli del mese di agosto da Neil Young agli Oasis, da Richard Ashcroft a Bright Eyes e Andrea Laszlo De Simone
Tra i due maestri del folk-rock c'è sempre stata stima reciproca, ma una canzone rischiò di incrinare il rapporto...
Il rapporto tra il cantautore canadese e la scena di Seattle, che vide in lui un riferimento artistico e morale
Il ritorno a Roma del cantautore canadese, accompagnato dai fedeli Crazy Horse. Apertura affidata a Devendra Banhart
Neil Young e la sua giovane combriccola tornano ad arroventare l'estate italiana
Il ritorno a Roma del cantautore canadese, accompagnato dai fedeli Crazy Horse. Apertura affidata a Devendra Banhart
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato
La "nueva escena chilena" si arricchisce di una band formidabile, tanto poetica quanto contundente
Gli svedesi intercettano la malinconia all'insegna di un etereo dream-pop
Il convincente debutto della giovane londinese che guarda all'America