Dopo i Lonely Wild, tocca ai Saintseneca tornare a guardare agli anni post-“Funeral” della contaminazione tra new new wave e Americana, anche se gli hipster di Zac Little hanno un approccio molto meno carico ed emozionale, orientato appunto a un distacco che sfocia anche nell’idiosincratica rilassatezza dei Clap Your Hands Say Yeah! (“Bad Ideas”).
“Such Things” spegne ormai il ricordo dei begli esordi della band (qualche sprazzo più ruvido in memoria dei trascorsi alla Neutral Milk Hotel rimane qua e là, come nell’iniziale title track), consegnando un prodotto allettante da presentare come punta di diamante “indie” della Anti, ma privo di elementi di scrittura che potrebbero farlo spiccare come il nuovo “Reservoir”.
Un’espressività distaccata, appunto, che avrebbe bisogno di spunti melodici ben maggiori di quelli mostrati in questo disco, che invece si limita a traccheggiare, tra oziose caricature (“Lazarus”) e ammiccamenti college (il country Weezer-iano di “Sleeper Hold”) e una scrittura un po’ sconclusionata, ma arrangiata e prodotta con ampi mezzi (“Rare Form”). Mai davvero sgradevole, ma anche incapace di suscitare il minimo interesse.
16/10/2015