Army Of Moths

Sorry To Disturb You

2018 (Self Released) | pop-rock, prog, psichedelia

Si presenta con un misto di collage e décollage la copertina del primo album degli Army Of Moths, band scozzese formata da David Sheridon, Debz Joy e JP Coyle: un’immagine esemplificativa del contenuto musicale di “Sorry To Disturb You”. Un disco composto da quattordici canzoni che fagocitano decenni e decenni di musica pop-rock, passando dal folk al glam, dal prog alla new wave, dall’hard-rock alla psichedelia, con una nonchalance alla David Bowie che per un attimo potrebbe anche indispettire, ma che in definitiva rappresenta la chiave di lettura più idonea a sottolineare il talento della band.

Esuberante ma ragionato, l’esordio degli Army Of Moths è un disco fantasioso, a volte gigionesco e teatrale. I brani vanno dai due minuti circa dell’introduttiva “I See You” agli oltre undici della conclusiva “So Long”, amalgamando anime generazionali diverse. Le divagazioni leggermente psichedeliche, il piglio strumentale tipico di band prog-rock e un velato atteggiamento punk/new-wave rimandano concettualmente ai Teardrop Explodes o a certe cose dei Cardiacs, piuttosto che all’indie-rock di gruppi come Franz Ferdinand o Pulp, che alcuni critici d’oltremanica hanno tirato in ballo per “Sorry To Disturb You”.

In verità i tre ragazzi scozzesi si divertono a cazzeggiare con gli stili con intelligenza e buon gusto, infilando un riff punk-pop (“Angelboy”), un rock alla Faith No More (“Love Sermon 1 & 2”) e un brano sixities con tanto di organetto e cori femminili (“Jones”), senza mai preoccuparsi di suonare accomodanti. Gli Army Of Moths sono uno di quei rari gruppi capaci di armonizzare eclettismo e armonia, con un delizioso equilibrio creativo che rende l’ascolto stimolante e non del tutto prevedibile.

Non si fa mancare nulla la band scozzese: cita il David Bowie era “Heroes” in “D.A.D.A” e quello più “Rebel Rebel” nel rock alla Led Zeppelin di “Emily Said”, scivolando addirittura tra le braccia del trip-hop nell’elegante e articolata “Wonderland”.
Il décollage si arricchisce di energici pop-rock alla Garbage (“Little Moth”), di melodie intense e roboanti destinate a catturare gli ascoltatori più frettolosi (“Euphoria Gloria”), per poi tracimare nel roboante trittico finale, che tra potenziali colonne sonore di un film horror (“One Day Soon”), scampoli burlesque gettati nelle fauci del pop-rock (“Midas Seize The Sun”) ed epopee sonore in chiave psych-grunge (“So Long”), lascia una piacevole sensazione d incompiuto che fa ben sperare per il futuro della band.

Se siete stanchi di gruppi dal piglio malinconico e introspettivo e nello stesso tempo volete rifuggire dalla banalità dell’indie-pop, avete trovato pane per i vostri denti: l’esordio degli Army Of Moths è uno dei più interessanti della stagione.

(13/02/2019)

  • Tracklist
  1. I See You
  2. Little Moth
  3. Emily Said
  4. Euphoria Gloria
  5. Jones
  6. Love Sermon 1 & 2
  7. Lament
  8. ANGELBOY
  9. D.A.D.A  
  10. Kaleidoscope
  11. Wonderland
  12. One Day Soon
  13. Midas Seize The Sun
  14. So Long


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