Andrew Wasylyk

The Paralian

2019 (Athens Of The North) | chamber folk, jazz

Ipotetico o reale, il viaggio è per la mente umana una delle esperienze più intense e appaganti. Quante volte grazie a un disco o a un libro l’immaginazione prende il volo, trasportando il lettore o l’ascoltatore in luoghi inaccessibili? "The Paralian” è un viaggio, e al tempo stesso è il frutto di un viaggio. Andrew Wasylyk (o Andrew Mitchell per chi ha conoscenza delle sue collaterali avventure con The Hazey Janes e Idlewild) ha soggiornato ben cinque mesi in Scozia, ad Arbroath. La visione mozzafiato del Mare del Nord e la natura selvaggia dei dintorni hanno generato suggestioni e stati d’animo che il musicista ha prontamente tradotto in dieci istantanee dalle pastorali sfumature chamber-folk-jazz.
Album quasi interamente strumentale, “The Paralian” è un’affascinante riflessione intima e personale, tuttavia contagiosa, collettiva. La musica di Wasylyk non si compiace del naturale fascino del fruscio del vento, della grazia delle onde o della forza della roccia, essa cattura l’essenza di un luogo, di uno stato emotivo, rendendolo universale.

Le premesse del nuovo album del musicista scozzese non erano particolarmente ambiziose: incaricato dal centro culturale e artistico Hospitalfield di comporre musica utilizzando un'arpa greca del diciannovesimo secolo (una Erad nella fattispecie), Wasylyk è stato travolto dall’ispirazione e dall’immaginazione. Allargare gli orizzonti e ampliare la gamma degli strumenti è stato naturale, necessario. Flicorno, viola, violoncello, pianoforte, eufonio, tromboni, archi, fiati, oboe, sax, mellotron, fender rhodes, synth, percussioni, tampura e un set di strumenti base (batteria, basso, chitarre) sono entrati pian piano nel tessuto armonico di “The Paralian”, modellando un’estatica mini-sinfonia modern classical.

Nell’inevitabile elenco di rimandi e citazioni, il primo nome è senza dubbio quello di Bill Wells, personaggio cult del jazz scozzese da sempre incline alla collaborazione con artisti folk-pop come Aidan Moffat e i Pastels.
Dichiaratamente onnivoro nelle preferenze musicali, Wasylyk ha citato tra le sue influenze Ennio Morricone, ma non si può tacere la presenza di un mood poetico e descrittivo che evoca le pagine più melodiche di Robert Wyatt (“Dreamt The Breakers Spill”) o il delicato astrattismo composito di Brian Eno (“(Welter) In The Haar”).

Diviso concettualmente in due parti denominate “Daylight “ e “Dusk”, l’album prende forma intrecciando suoni naturali di pianoforte e accenti elettronici dalla natura minimale e fragile (“Through The Field Beyond The Trees Lies The Ocean”), per poi dare spazio allo strumento protagonista di “The Paralian”: l’arpa. Ed è infatti una festa di arpeggi e dettagli la musica di Wasylyk, imbastita con un sognante chamber-folk (“Greendrive #2”), altresì ricca di toni descrittivi che sembrano carpiti agli Air di “The Virgin Suicide”, tra sezioni fiati morbide e vellutate ricche di slanci creativi che infettano melodie dense e soavi (“Journey To Inchscape”).
L’introduzione della seconda parte intitolata “Dusk” è affidata all’enigmatica vivacità di “Flight Of The Cormorant”, un brano che lascia spazio a flussi folk-jazz più marcati. Ma a prevalere anche in questa sezione è sempre un’estetica chamber-folk priva di una dimensione temporale ben definita (“Westway Nocturne”), spesso adagiata su fluttuanti e indolenti accordi di violino e pianoforte (“Mariner's Hymn”), infine scossa dall’inattesa presenza del canto nella poetica e lussureggiante “Adrift Below A Constellation”.

E’ in verità difficile offrire una descrizione sintetica o riassuntiva di un album come “The Paralian”. Non perché manchi uno stile ben definito (chamber-folk-jazz calza a pennello) ma per la costante sensazione che Wasylyk sia andato ben oltre il compito affidatogli dal centro culturale Hospitalfield, trasportandoci idealmente in quegli spazi e in quei luoghi, rendendone percepibile il fascino e l’energia emotiva. Di quanti dischi si può affermare lo stesso?

(01/10/2019)



  • Tracklist
Daylight
 
 1. Through The Field Beyond The Trees Lies The Ocean   
 2. Greendrive #2 
 3. Journey To Inchscape  
 4. (Welter) In The Haar     
 5. Dreamt The Breakers Spill 

Dusk

6. Flight Of The Cormorant
7. Westway Nocturne  
8. Mariner's Hymn     
9. Adrift Below A Constellation     
10. Unsurfacing




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