Max Casacci

Earthphonia

2020 (Sugar/Universal) | experimental

Il percorso artistico di Massimiliano Casacci, in arte Max, è quello di uno a cui non è mai piaciuto stare seduto troppo a lungo sul tesoretto accumulato. Dagli esordi nella scena post-punk torinese al periodo Africa Unite, dall'exploit coi Subsonica al culto dancefloor dei Demonology HiFi, in quarant'anni di carriera i suoi passi hanno sempre indicato il desiderio di utilizzare la popolarità per dare corpo anche a progetti sperimentali, spesso legati all'incontro tra il mondo dei suoni e quello della scienza. È stato così per i tre album ("Planetario", "Botanica", "DNA") a nome Deproducers, con Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Vittorio Cosma, per il progetto "Glasstress (Musica di Vetro)" con Daniele Mana, ed è così oggi per "Earthphonia", uscito in realtà a fine 2020, che aggiunge un prezioso tassello al novero di intuizioni visionarie del produttore torinese e alla sua capacità di concretizzarle.

Da un punto di vista prettamente tecnico, "Earthphonia" esprime la possibilità di realizzare un lavoro discografico basato esclusivamente sul campionamento dei suoni del mare, delle piante, delle pietre, dei vulcani e delle api, ma il tema del dare voce alla natura qui va ben oltre il prurito della sperimentazione tout-court, e cerca di indirizzare una ben più estesa presa di coscienza dei rischi che corre il pianeta a causa dell'emergenza climatica, confermando il costante desiderio di Casacci di incidere sul sociale attraverso l'arte.
Le otto tracce, non ascrivibili né alla ambient (pur nascendo da un contesto ambientale) né alla relaxing music (pur inseguendo una più profonda relazione uomo/universo), riescono nell'intento di far vivere un'esperienza sonora naturalistica senza ricorrere ad alcun musicista, ricordando per analogia a chi scrive i Coldcut di "Music 4 No Musicians" quando nel 1997 omaggiavano Steve Reich utilizzando soltanto un campionatore.

Il risultato è al contempo estraniante ed elettrizzante, e non soltanto per gli appassionati di sound design, di field recording o di "Pomme Fritz" degli Orb: "Watermemories (Sounds From Water)" dipinge stanze acquatiche e rarefatte uscite direttamente da una scena di "Stalker" di Tarkovskij, "Oceanbreath (Sounds From The Sea)" è l'equivalente vegetariano di una ricetta preparata dagli Autechre, "The Queen (Sounds From Bees)" è un ipotetico coro alieno nella sala prove di Lorenzo Senni.

Su tutto emerge la capacità di far parlare due mondi filosoficamente lontani, l'evoluzione biologica/geologica del nostro pianeta e la tecnologia figlia del Ventunesimo secolo, per veicolare una riflessione su temi di abitabilità che dovrebbero essere patrimonio di tutti e per supportare il messaggio di attivismo di movimenti come Fridays For Future ed Extinction Rebellion. L'album trova non a caso il suo ideale compagno nel libro "Le Voci della Terra", scritto in collaborazione con il geologo e ambientalista Mario Tozzi, nelle cui pagine è possibile, attraverso realtà aumentata e qr code, mettere direttamente in relazione testo e tracce audio, per regalare all'ascoltatore un feedback ancora più immersivo.

(19/05/2021)

  • Tracklist
  1. Delta (Sounds from air)
  2. Watermemories (Sounds from water)
  3. Ta’Cenc (Sounds from stones)
  4. Oceanbreath (Sounds from the sea)
  5. Roots Wide Web (Sounds from plants)
  6. Strombolian Activity (Sounds from volcanos)
  7. The Queen (Sounds from bees)
  8. Terre Alte (Sounds from the mountains)


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