Oneohtrix Point Never

Magic Oneohtrix Point Never

2020 (Warp) | elettronica, synthwave, new age

Genio, bluff, innovatore, baraccone, talento, hype: soltanto il padreterno conosce tutti gli appellativi affibbiati nel bene o nel male a Daniel Lopatin negli ultimi anni. Una caccia alle streghe, o al Merlino di turno, inattesa, poco prevedibile ai tempi della breve ma intensa ondata ipnagogica, quando erano soltanto in quattro gatti a considerarlo. Ma questa è un’altra storia.
Insomma, Lopatin è uno di quelli che scatenano applausi o pernacchie. Sarebbe, pertanto, giunta l’ora di prendere il musicista per quello che è, senza ridursi a partiti e partitini. Piaccia o meno, Lopatin è il "classico" producer insofferente, ed è tutt’altro che un opportunista. C’è estro a prescindere nelle partiture di questo guascone che tanto seduce il cosiddetto universo hipster. E sia detto di passata: i paralleli con tale microcosmo contano meno di zero nell’economia dei suoi dischi.

Il nuovo disco si intitola con una buona dose di spavalderia “Magic Oneohtrix Point Never” e segue la buona prova per la colonna sonora di “Diamanti grezzi”, pellicola del 2019 diretta da Josh e Benny Safdie. C'è The Weeknd a produrre, e la faccenda non può che intrigare. Ci sono poi Arca, Caroline Polachek e il visual artist Nate Boyce ad arricchire un disco che fonde echi new age e nastri riavvolti di vecchie trasmissioni radiofoniche. E’ infatti una nostalgia per certe atmosfere elettroniche dei primi anni 80 il leit-motiv dell’opera. Una malinconia messa in piedi con archi filtrati, sezioni ritmiche sbilenche e tastiere laccate. Lopatin insegue, appunto, la sua magia, e cerca una nuova comfort zone che possa allontanarlo in qualche modo dalle “frattaglie” del passato, il tutto avvicinandosi lemme lemme tanto alla progressive electronic d’annata quanto alla blasonata scena Hd contemporanea.

Non mancano dunque richiami alla new age esotica (ci risiamo!) (“Bow Ecco”), e ai giardini zen di Midori Takada riaddobbati per l'occasione con la propria sensibilità, tra cascate di suoni a emulare la natura e la pace dei sensi (“Wawe Idea”). C’è un po’ di tutto in questo “Magic Oneohtrix Point Never”. C’è tutto ma manca la sopracitata magia.
La missione del producer statunitense ha purtroppo trame irrisolte. La carne sul fuoco è tanta, eppure il grasso che cola scarseggia. A volte sembra di ascoltare una trovata dei Visible Cloaks e un nanosecondo dopo un’uscita a caso di Blood Orange (“The Whether Channel”). I cambi di direzione estremi sono il piatto forte dell'americano praticamente da sempre, ma la confusione questa volta domina a mani basse, e per giunta dall’alto di una spocchia postmoderna (o chiamatela come vi pare) a tratti irritante.

Lopatin cerca, senza riuscirci, la fatidica voleé a più riprese, con un maestoso synth al posto della racchetta (“Auto & Allo”). In alcuni momenti spuntano ricordi poco nitidi di “Garden Of Delete” (“Shifting”), il che è tutto dire. Da segnalare, inoltre, svariate partiture synth-pop disseminate a casaccio con tanto di super assolo Aor suonato in coda giusto per differenziarsi dal resto del mondo (“Lost But Never Alone”) e incomprensibili pause ambient da riempitivo all'opera (“Imago”).
Il momento più imbarazzante di questa corsa al famolo strano resta comunque l’evanescente “No Nightmares”, ballata che coinvolge sia la voce di Tesfaye che quella della Polachek. L'immaginazione conduce verso un ipotetico scarto del Tellier di “Sexuality” - prodotto all’epoca dall’amico Guy-Manuel de Homem-Christo - rimesso a posto, si fa per dire, da un Toro Y Moi poco convinto dell’operazione. Serve altro?

Al di là di ogni ragionevole posizione sul suo potenziale, a questo giro Daniel Lopatin non ha per nulla convinto. Sic et simpliciter.

(08/12/2020)

  • Tracklist
  1. Cross Talk I
  2. Auto & Allo
  3. Long Road Home
  4. Cross Talk II
  5. I Don't Love Me Anymore
  6. Bow Ecco
  7. The Whether Channel
  8. No Nightmares
  9. Cross Talk III
  10. Tales From The Trash Stratum
  11. Answering Machine
  12. Imago
  13. Cross Talk IV / Radio Lonelys
  14. Lost But Never Alone
  15. Shifting
  16. Wave Idea
  17. Nothing's Special




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