Ray LaMontagne

Monovision

2020 (Columbia) | folk, pop

Same old story, good old story
In questa frase è racchiusa l’attuale fase creativa di Ray LaMontagne, autore di album piacevolmente prevedibili, eppure baciati da un’ispirazione sempre genuina. Buon ultimo “Monovision”, un campionario di suggestioni folk-rock delicatamente blues, che elegge il cantautore statunitense come l’alter-ego morbido e sognante di Van Morrison. Con il musicista irlandese, Ray condivide, infatti, sia la poetica e suggestiva indolenza che l’intrigante discontinuità creativa, avvicendando intense ascesi mistiche (“Ouroboros”, “Till The Sun Turns Black”) a raffinate e nostalgiche pagine folk (“Trouble”, “Supernova”), categoria, quest’ultima, che accoglie anche “Monovision”.

Il nuovo album di LaMontagne ha tutte le caratteristiche per essere archiviato come sonnolento e ricco di cliché. Una valutazione frettolosa, che non rende merito a un lavoro che ha forse l’handicap di non godere di quell’aurea di ottimismo che ha caratterizzato le avventurose collaborazioni con Dan Auerbach (“Supernova”) e Jim James (“Ourioboros”).
Il nuovo ciclo di canzoni è tutt'al più un ritorno all’indolenza malinconica degli esordi, un archetipo stilistico nel quale LaMontagne ha pochi rivali. Si prenda ad esempio “I Was Born To Love You”, un brano dal giro armonico confidenziale e avvincente, semplice e schietto quasi al limite della banalità ("Potrei cantarti una canzone, suonarti una melodia/ So che è solo una piccola cosa, ma è qualcosa che posso fare"), eppure baciato da una classe e una grazia che non hanno eguali. Ed è lo stesso cliché che anima la malinconica “Highway To The Sun”, una delle ballate agrodolci più belle del repertorio di Ray, alla quale spetta la chiosa di un disco che si caratterizza per una più intensa attenzione al cantato, una peculiarità intercettabile sia nella levità romantica alla Everly Brothers della zuccherina “Weeping Willow”, che nella più introspettiva “Morning Comes Wearning Diamonds”.

“Monovision” è il disco di un autore la cui sensibilità artistica non è stata molto contaminata dalla tecnologia (Ray ha dichiarato di non essere amante del computer), un progetto che ha il gusto blues artigianale di JJ Cale (“Roll Me Mama, Roll Me”), la verve dei Creedence Clearwater Revival (“Strong Enough”), la poetica folk alla Tom Rush/Neil Young (“Rocky Mountain Healin'”), la fragilità psichedelica di Donovan (“Summer Clouds”), punti di riferimento di una musa che è ancora prevalente nella scrittura e negli arrangiamenti.
“Monovision” è un disco che, senza essere invadente o temerario, ribadisce tutte le qualità che hanno reso Ray LaMontagne uno dei cantautori più versatili e amabili, e lo fa con una nitidezza e un’onesta che, pur non facendo gridare al capolavoro, segnano un ulteriore passo avanti nel cammino dell’artista americano.

(17/07/2020)



  • Tracklist
  1. Roll Me Mama, Roll Me
  2. I Was Born To Love You
  3. Strong Enough
  4. Summer Clouds
  5. We'll Make It Through
  6. Misty Morning Rain
  7. Rocky Mountain Healin'
  8. Weeping Willow
  9. Morning Comes Wearning Diamonds
  10. Highway To The Sun




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