Beautify Junkyards

Cosmorama

2021 (Ghost Box) | psych acid-folk

Assurge sempre di più al misticismo e all’esoterismo il sound del sestetto portoghese, sbocco di tante suggestioni raccolte in un cammino musicale tracciato da un insolito album d’esordio di cover version, quasi a voler esorcizzare quella deriva dell’ispirazione che di solito trafigge un artista alle soglie del successo.
Da profondi conoscitori e amanti di musica, João Branco Kyron e i Beautify Junkyards affrontano questo quarto capitolo, il secondo per la Ghost Box, con uno spirito, se possibile, ancor più avventuroso. La breve parentesi solista di Kyron con un album di elettronica sperimentale (“Starlit Remembrance”) è uno dei sedimenti creativi sui quali “Cosmorama” si eleva, in cerca di un’intersezione tra motilità sonore tecnologiche e ultimi fremiti etno-folk che non profumino di estetiche vintage.

E’ il trionfo della raffinatezza e del minimalismo espressivo, quello che i Beautify Junkyards mettono in campo nelle variopinte e tridimensionali composizioni che tessono questo nuovo album, un rito nuziale che sposa mondi diversi, la musica brasiliana e il prog di Canterbury, con l’inganno seducente della psichedelia e della folktronica. “Cosmorama” è la potenziale colonna sonora di un documentario tirato fuori dagli archivi di una tv di stato, ignara di aver documentato tanta bellezza e realtà in poche immagini, al punto da averle lasciate incompiute, sfuocate, in bilico tra sogno e realtà.
E’ un corpo unico, l’ultimo album della band portoghese: le percussioni avvolgono come una manta peruviana il felpato suono del basso, il fantasmagorico suono del flauto, le sparute note d’elettronica che duettano con le voci femminili e maschili, nonché strumenti a corda come violino e arpa. “Cosmorama” è la sublimazione dell’acid-folk, la trasposizione nell’era moderna di un rituale che al suo interno fagocita musica classica, tropicalia, folk, jazz, psichedelia, e perfino l’hip-hop: tutte esternazioni sonore contraddistinte da una fisica spiritualità che diviene linguaggio musicale universale.

Non è un caso che la band continui a indicare tra i propri riferimenti la Incredible String Band e i Broadcast, c’è nella musica dei Beautify Junkyards la stessa alchemica mistura di reminiscenze e futurismo dei primi, mentre della formazione di Birmingham è percepibile quella passione per la musica da film e per l’hauntology, espressa con intense trame di field recording elettroacustiche nel piccolo capolavoro condiviso con il Focus Group (“Investigate With Cults Of The Radio Age”).
Impossibile tacere dei musicisti che completano la formazione, la sezione ritmica è nelle sapienti mani del bassista Sergue Ra e del batterista e percussionista Antonio Watts, João Moreira si alterna tra chitarra acustica e tastiere, nuovo ingresso per la cantante Martinez, mentre l’ex-componente degli Espers Helena Espvall si prende cura di violoncello, flauto e chitarra elettrica, e buon ultimo arriva João Branco Kyron, tastierista e voce della band.

E’ un labirinto di suoni e suggestioni visive, quello che anima “Cosmorama”. Il sibilo cosmico e le rarefatte simulazioni di canto d’uccelli e vortici esotici creati da flauti e percussioni adagiate su briciole di elettronica di “Dupla Exposição” sono figli delle stessa energica messa psichedelica dell'era Syd Barrett.
A questa liturgia partecipano anche prestigiosi nomi provenienti da diverse frontiere sonore, in primis la splendida voce di Nina Miranda (ex-Smoke City), perfetta interprete del barocco rito cerimoniale tra organi in estasi minimalista, loop percussivi felpati ed elettronica vintage stile YMO di “Reverie”, nonché estatica sirena delle lussuose trame neo-classical e folk della title track. Che la presenza di Nina Miranda non sia semplicemente un vezzo, quanto frutto di amori musicali condivisi, è ancor più evidente nell’esoterica bossa-jazz di “Parangolé”, che, oltre a richiamare alla mente le meraviglie degli Smoke City, mette in luce anche le altre fonti d’ispirazione dei Beautify Junkyards, ben lontane dagli stereotipi della cultura anglofona e dei suoi derivati (tra gli altri Alceu Valença, Claude Lombard, Lula Cortes, Miguel De Deus), senza dimenticare gli spesso citati Os Mutantes.

Nell’apparente immutabilità di “Cosmorama” si nascondono dettagli e raffinatezze ormai desuete, la musica del gruppo portoghese è in continuo movimento lirico e armonico, è la densità del suono l’unica costante, quella densità che il rigore delle percussioni quasi metalliche e le cadenze da metronomo provano a tenere salda, prima che la malinconia del suono del violino non ne frantumi l’inflessibilità (“The Collector”), la stessa densità crepuscolare che dona luce alla mistica preghiera quasi sciamanica di “A Garden By The Sea“ e che il suono dell’arpa di Eduardo Raon incornicia con nuance neo-sinfoniche.
Il misticismo e il fascino rituale di “Cosmorama” si elevano e assurgono a puro esoterismo in un vortice di raga elettronici, percussioni tribali e liturgie vocali psichedeliche nella neo-futurista “Zodiak Klub”, che, unitamente alle grazie chill-out e field recording di “Vali”, crea un’oasi meditativa, prima che le due tracce finali sollevino ulteriormente il tasso psicogeno di un album che al pari del canto delle sirene cattura anima e corpo con una sensualità neo-gender (“The Sphinx”).

Per tutti coloro che hanno sempre desiderato un carillon che non girasse al suono mefitico delle ninna nanne natalizie e sanfediste, sarà una buona notizia sapere che la voce di Allison Brice si è fatta carne per realizzare questo sogno nella magica “Deep Green”, ultima manifestazione terrena di “Cosmorama”, prima che si realizzi la completa ascesi sonora di “The Fountain”.
Chissà se i Beautify Junkyards si sono ispirati all’omonimo film di Darren Aronofsky e alla mitica essenza dell’Albero della Vita della cultura Maya, che nel racconto si contrappone all’Albero della Conoscenza. Certo è che la melodia quasi orientaleggiante, il suono algido delle campane e la carezza delle voci eteree contrapposte a un ritmo quasi hip-hop, addolcito dal suono dell’arpa di Eduardo Raon, si imprimono nella mente e nel cuore fino a lambire quei confini dell’immaginazione che credevamo sopiti: autentica meraviglia.

Chiamatela electronic-psichedelia, acid-folk, neo-tropicalia: non importa. La musica dei Beautify Junkyards resta una delle realtà più entusiasmanti del panorama contemporaneo e “Cosmorama” il primo vitale segno di rinascita spirituale del nuovo anno.

(01/01/2021)

  • Tracklist
  1. Dupla Exposição
  2. Reverie
  3. The Sphinx
  4. Parangolé
  5. A Garden By The Sea
  6. The Collector
  7. Cosmorama
  8. Zodiak Klub
  9. Vali
  10. Deep Green
  11. The Fountain




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