Bill Mackay And Nathan Bowles

Keys

2021 (Drag City / Indigo) | folk, bluegrass

Lo so, state aspettando di leggere l’ennesima recensione da accantonare con un sorriso o un mah. Dovrei stare qui a lodare l’arte sopraffina di Nathan Bowles al banjo o l’eclettismo del chitarrista Bill MacKay, senza dimenticare le passate interazioni dei due musicisti con artisti dal variegato curriculum: Bill ha infatti collaborato anche con Ryley Walker e Marc Plane, mentre Nathan ha dispensato la sua arte negli album di Steve Gunn, Jack Rose, Hiss Golden Messenger, Black Dirt Oak, Jake Xerxes Fussell e altri. Ovviamente dovrei sottolineare che l’unicità di questo progetto a quattro mani, “Keys”, è frutto dell’ossessione della label Drag City per la collaborazione tra artisti dall’etica artistica affine.
Mi dispiace: non ho nessuna intenzione di dilungarmi sull'abile distillato di note che Bowles estrae dal suo banjo, né l’acume di MacKay che riesce a fondere le avvenenze della sperimentazione con la natura roots del repertorio.
Lasciatemi gustare in pace ogni piccolo frammento di questo superbo set di bluegrass, jazz, folk, blues, brani come il popolare “Idumea”, la suggestiva e quasi mistica “Dowsing”, e le due composizioni a quattro mani ricche d’incantevoli riverberi, “Dry Rations II” e “Dry Rations I”, le quali dispensano una spiritualità ancestrale che non lascia spazio al compromesso.

“Keys” fa fluttuare l’immaginazione verso quegli spazi aperti che l’iconografia ci spinge ad associare ai brulli paesaggi dei deserti americani e che invece sono il luogo dove vaga l’anima in cerca di conforto e pace. Anche quando Bowles e MacKay provano a mettere i piedi a terra, ad esempio nei giocosi intrecci di “Joyride” e “Honey Time”, resta percepibile il fascino ascetico e lievemente barocco della musica dell’estemporaneo duo.
Neanche il canto toglie leggerezza (“Late For Your Funeral Again”), anzi eleva il rigore folk di “Truth” all’ascesi creativa di artisti come Bert Jansch e John Fahey, instillando un’energia e una verve inattese nella travolgente cover di un classico del famoso chitarrista e autore country-gospel Estil Cortez Ball, ”I See God”, suggellando un munifico incontro tra due artisti di talento.
“Keys” è un disco dove passato e presente si fondono fino a raggiungere l’estasi e la perfezione.

Alla fine ci son cascato, mi sono dilungato nella descrizione, ma adesso spengo le luci e torno a sognare, in compagnia di Nathan e Bill. Non disturbare, grazie.

(18/05/2021)

  • Tracklist
  1. Idumea
  2. Honey Time
  3. Late For Your Funeral Again
  4. Dry Rations II
  5. Joy Ride
  6. I See God
  7. Dry Rations I
  8. Dowsing
  9. Truth
  10. The I In Silence




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