Inoki

Medioego

2021 (Asian Fake) | hip-hop

Ora ho le spalle grandi, niente mi fa paura
E il veterano torna in guerra e cerca carne cruda
Afferra armi a caso, le usa come può
Pietre e mattoni, cacciaviti, più parole e flow
(da "Veterano")

Inoki, il classe '79 Fabiano Ballarin, è un rapper che ha ottenuto di diritto un posto nella storia del nostro hip-hop. Innamorato degli Assalti Frontali, co-fondatore della Porzione Massiccia Crew (PMC), collaboratore del torinese The NextOne e grande amico di Joe Cassano, compare anche nel classico "Novecinquanta" (1999) di Fritz Da Cat, lasciando un segno su uno degli ultimi lavori del periodo classico della nostra scena. La sua carriera solista, però, ha un pessimo tempismo: troppo tardi per i classici e troppo presto per poter interpretare il nuovo corso dei secondi anni Zero, Inoki veste male l'abito del veterano ma non gli calza neanche quello del nuovo che avanza.

L'ondata trap sembrava averne sepolto ogni possibilità di riemergere, ma nel 2020 comunque firma per una sussidiaria di Sony Music. Alla fine, a metà gennaio 2021, "Medioego" arriva: è il suo quinto album, a sette anni da "L'antidoto". La notizia è che è il meglio dai tempi di "Nobiltà di strada" (2007) e suona tanto fedele alla sua cifra stilistica quanto credibile nel contesto, ad alto tasso di trap, attuale. Lo dimostrano “Underground” e "Medioego", che nel flow ossessivo e nella produzione sono pienamente calate nel contesto musicale contemporaneo, ma lo conferma con ancora più convinzione la collaborazione con il funambolo Tedua in "Wildpirata" o la violenta trap assordante di "Fuckoff" e "Trema", anche nel testo allineate alla narrazione frammentaria di questo decennio.

La tecnica old-school di Fabiano è in grado di animare le varie "Duomo", inno alla Milano crudele e affascinante, e le varie "Silenzio" e "Muti", due momenti trap degni di un T.I. d'epoca. Facile, per lui, anche tornare al più familiare hardcore-hip-hop con "Veterano", autocelebrativa ma anche nostalgica, o affogare in una nebbia malinconica come in "Schiavi": non è un altro giovinastro, ma un ultraquarantenne amareggiato e, come dice lui stesso in un brano, "Stanco" dei colleghi sbarbatelli ed esaltati.
In mezzo a questi brani c'è spazio anche per la leggerezza intimista di "Ispirazione", con Noemi, un pop-rap novantiano che uniscono i Sottotono a pop-trap radiofonico: sempre meglio di Fedez con la Michielin. Ma se proprio dev'essere emo-rap, che sia "Immortali", montata su un beat futuristico che ricorda alcune esperienze dubstep.

In "Medioego" c'è il ritorno di uno dei nomi importanti del nostro hip-hop, con un lavoro che è forse sovrabbondante nelle sue 18 tracce, ma che coniuga efficacemente passato e presente. A oltre vent'anni dagli esordi, è assai più ispirato di quanto producono artisti ben più giovani, precocemente invecchiati, come la Dark Polo Gang, senza cadere nella trappola di un concept egocentrico come Marracash, ma anche scansando il rischio di diventare più personaggio che persona, come l'ultimo (e pur apprezzabile) Guè Pequeno. Quello che si paga in termini di ingenuità è compensato da qualche dose salutare di ironia e da tanto amore per l'hip-hop, non solo quello di trent'anni fa.

Ottimo contributo dei produttori Salmo, Garelli, Stabber, DJ Shocca, Crookers, Sine, Big Joe e Chryverde, che forniscono ogni volta il giusto contesto musicale per permettere a Inoki di mostrare la sua flessibilità.

(18/03/2021)

  • Tracklist
  1. Underground
  2. Wildpirata (feat. Tedua)
  3. Duomo 
  4. Muti 
  5. Ispirazione (feat. Noemi)
  6. Hype
  7. Veterano
  8. Medioego
  9. Fuckoff 
  10. Schiavi
  11. Mani
  12. Silenzio
  13. Onesto
  14. Stanco
  15. Immortali
  16. Trema 
  17. Bandiera 
  18. Nomade 


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