Old Time Relijun

Musicking

2021 (K) | alt-rock

Dobbiamo andare fuori
(da "Bionic Trunk")
Eccolo il ritorno degli Old Time Relijun, dopo una pausa di dodici anni. Quando tutti li davano per dispersi, sono riapparsi nel 2019 con un mini-Lp "See Now And Now" e, ora, con il nuovo album "Musicking", Arrington de Dionyso e soci da Olympia, stato di Washington, sono di nuovo in pista a tutti gli effetti. Il loro sound è sicuramente più compatto rispetto alle cose del passato, qualche asperità è stata limata e si intuisce un'intenzione espressiva meno cupa con anche qualche concessione a momenti ballabili, ma attenzione, "Musicking", come suggerisce il "sick" in mezzo al titolo, non rinuncia al caratteristico andamento febbrile della band e se si balla, lo si fa come in preda a un rito liberatorio primitivo che prevede l'assunzione di qualche allucinogeno naturale.

Per chi non lo sapesse la guida musicale e spirituale degli Old Time Relijun è Arrington de Dionyso. Figlio di un church minister, illuminato dall'organo della chiesa paterna e poi corrotto dalla sovraesposizione a quantità massicce di Captain Beefheart in tenera età, è diventato crescendo un visionario polistrumentista/cantante con ambizioni da sciamano e da pittore molto naif: infatti sono opera sua le bizzarre copertine della band.
Ora, arrivato all'età della maturità, si fa per dire, messo da parte lo scacciapensieri, grande protagonista di dischi come "Uteros And Fire", Arrington ci propone questa nuova versione degli Old Time Relijun, rivista e registrata, con una ritmica più ordinata, leggero uso di effetti digitali e con la sua voce, in grado di passare da toni naturali a suoni gutturali tra il Tom Waits più ruvido e i mantra indiani, sempre più protagonista e sempre più funzionale al suono da orchestra sgangherata della band.
"Musicking" si contraddistingue per una certa omogeneità stilistica, senza troppi sbrodolamenti sperimentali, con la volontà di rapire l'ascoltatore e portarlo dentro ai vortici sonori eretti dalla band.

Apre "Break Thought" infervorata dal tono da sermone pastorale di Arrington, con chitarre che passano da Jon Spencer alla Magic Band di Captain Beefheart, tra stop, tribalismi vari e sax ronzanti; si sente l'eco del tiro singhiozzante alla Stooges nell'hit single "Bionic Trunk"; sale la temperatura e si comincia a sculettare per "Let Hand Shake", tra voci trattate e una breve apparizione del fantasma di Jim Morrison. "My House was built on a burial ground/ they lay the bricks right over the bones". Un po' macabra, ma con un groove scampanellante degno dei migliori Lcd Soundsystem, "The Foundation Is Cracked"; Birthday Party con uno Psycho Killer tra gli invitati in "The Lung Song"; tribale e avvolgente, una macumba compulsiva cui si fa davvero fatica a rimanere indifferenti, "Love Spell", che con la sua ripetitività contagiosa interpreta meglio tutte le trascinanti potenzialità dell'album.
Nervi pulsanti e contrazioni metallurgiche nell'ipnotico crescendo di "Big D" e ancora groove con tanto di ritornello catchy per la pausa disco nel girone dei dannati di "We Start Fire". C'è spazio ancora per lo strumentale "Life Drawing" dal retrogusto esotico al jazz di Mulatu Astatke e per una chiusa introspettiva in "You That is You", sferragliante e desolata come le danze moderne dei Pere Ubu, per poi sfumare con un sinistro coretto di fanciulli.

Un gradito ritorno, quello degli Old Time Relijun, che riescono a essere sia derivativi, centrifugando tanti colossi dell'alternative di epoche più e meno recenti, sia originali, aggiungendo la voce eclettica di Arrington, l'uso stravagante dei fiati tra sax e clarinetto basso, le ritmiche scheletriche inzuppate nel suono caldo del contrabasso di Aaron Hartman e tante altre diavolerie.
Se il "dobbiamo andare fuori" estratto da "Bionic Trunk" sia un viatico per intraprendere il cammino/ascolto attraverso i gorghi estatici di "Musicking" o un'invocazione alla band a lasciarsi trasportare dalla loro genialità e dalla spontaneità del proprio istinto, beh... potrebbe essere entrambe le cose, oppure solo il verso di una canzone che racconta di un mini-Mammuth bionico, questo non sapremo mai, ma comunque funziona.

(20/11/2021)

  • Tracklist
  1. Break Thought
  2. Bionic Trunk
  3. Let Hand Shake
  4. The Foundation is Cracked
  5. Back To The Water
  6. The Lung Song
  7. Love Spell
  8. Big D
  9. We Start Fire
  10. Life Drawing
  11. You That is You




Old Time Relijun su OndaRock
Recensioni

OLD TIME RELIJUN

Catharsis in Crisis

(2007 - K)
Una sequela di proclami guerriglieri intrisa di sapori orientali

Live Report
Old Time Relijun on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.