MICAH P. HINSON - The Tomorrow Man

2025 (Ponderosa)
songwriter

C’è finalmente luce nel cielo di Micah P. Hinson. Dopo vent’anni di dischi segnati da un passato che non ha mai smesso di bussare alla porta, “Tomorrow Man” rappresenta qualcosa di più di una nuova tappa discografica: è una vera e propria ridefinizione identitaria. Hinson, cresciuto all’ombra di un’educazione religiosa punitiva e di un vissuto costellato da privazioni, tradimenti e sofferenze, ha costruito la sua poetica proprio su queste voragini. Album come “Micah P. Hinson And The Gospel Of Progress” (2004) o il nerissimo “When I Shoot At You With Arrows, I Will Shoot To Destroy You” (2018) erano scolpiti nella carne viva, in quella ferita esistenziale che pareva impossibile richiudere.

Con “Tomorrow Man”, invece, qualcosa cambia in modo radicale. Il titolo rivela già la volontà di affrancarsi dal proprio retaggio emotivo: l’idea che il domani sia finalmente un luogo abitabile, non più una minaccia. Una tensione alla rinascita che Hinson aveva timidamente lasciato intravedere nel precedente “I Lie To You” (2022), ma che qui prende il sopravvento e diventa la cifra dell’intero lavoro.

Una rinuncia al passato e una conseguente liberazione interiore che nasce anche dal forte legame che Micah ha ormai con la sua band (italiana) composta da Alessandro “Asso” Stefana (chitarre, piano, banjo, tastiere, basso) e Zeno De Rossi (batteria, percussioni), definiti nel recente live di Milano come la famiglia che si è scelto, a differenza di quella che il destino gli ha dato. 

L’ottimismo affiora già nel brano d’apertura, “Oh, Sleepyhead”, dedicato al figlio addormentato. Gli arrangiamenti orchestrali – tra i più belli mai apparsi in un suo album – con archi e ottoni costruiscono un mondo sonoro distante anni luce dall’austerità dei dischi precedenti. Il consiglio di non sprecare tempo nei pensieri tristi e di guardare soltanto al “dopo” assume i toni di un messaggio universale, la possibilità concreta di una vita senza ferite.

L’album è disseminato di melodie a effetto, che Micah compone (come sempre) con naturalezza sorprendente. La sua voce da crooner, più centrale che mai, veicola una scissione definitiva con ciò che è stato: una rinascita, forse anche l’abbandono di quel Dio severo che l’ha osservato per tutta la vita (“I Don’t Know God”).

“Hallow” rappresenta il versante più teso del disco, un mantra nervoso sostenuto da ritmi marziali e chitarre sovrapposte. Tra le molte melodie di canto spicca “Walls”, poetica istantanea dell’America contemporanea: muri sempre più alti, ormai divenuti invalicabili, evoluzione naturale dei temi già emersi in “People” in “I Lie To You“.

Con “Tomorrow Man”, Micah P. Hinson sembra finalmente trovare uno spazio di quiete: non la negazione del dolore, ma la scelta consapevole di superarlo. È il disco di un uomo che, per la prima volta, decide davvero di appartenere al domani.

27/11/2025

Tracklist

  1. 1. Oh, Sleepyhead
  2. 2. One Day I Will Get My Revenge
  3. 3. Think Of Me
  4. 4. Mothers & Daughters
  5. 5. Take it Slow
  6. 6. The Last Train To Texas
  7. 7. Hallow
  8. 8. I Don't Know God
  9. 9. I Thought I Was The One
  10. 10. I Was Just Standing There
  11. 11. Walls
  12. 12. Oh,Sleepyhead (Reprise)

MICAH P. HINSON sul web