Per Glenn Donaldson la posta in gioco è questa volta più alta: misurarsi con sonorità più possenti senza snaturare il fascino agrodolce di composizioni tanto stravaganti e malinconiche quanto orecchiabili.
“Acknowledge Kindness” segna un ritorno alle origini del marchio The Reds Pinks And Purples, quando le solitarie e dolenti melodie di Donaldson erano inebriate di goth-folk in stile 4AD, e le tinte color pastello erano celate sotto una coltre nebbiosa e ruvida.
La prima sensazione è che questa volta il musicista di San Francisco, più che mettere insieme alcune canzoni estratte a caso dal cappello magico, dal quale tira fuori continue delizie in formato fisico o solo digitale (nove Lp in meno di sei anni), si sia concentrato su una serie di storie legate da un humus comune e da una visione più complessa di quei temi che ha sempre sfiorato con grazia poetica: la parola amore riecheggia poche volte ma con punti di vista tanto diversi quanto fortemente empatici.
Piano e tastiere elettroniche sono responsabili dei toni più sommessi dell’album, le cascate di accordi di chitarra acustica sono in parte accantonati, la sceneggiatura strumentale è decisamente più variegata ed elaborata, e non è difficile scorgere in più punti assonanze con i Cure, basta il flusso più grintoso e shoegaze–dark di “Heaven Of Love” per evocare (anche per via di alcune similitudini vocali) l’ombra di Robert Smith.
Mai così suggestivo, come nello splendido brano strumentale “Blue Heron Lake”, decisamente al di sopra delle aspettative quando l’intreccio tra piano, chitarra e batteria di “Worthy Of Love” rasenta un’intensità che rimanda agli American Music Club, Glenn Donaldson non ha in verità modificato il proprio stile di scrittura, ha solo vestito le sue canzoni con abiti più eleganti. Un brano come “Where Did I Go Last Night” potrebbe benissimo far parte di un vecchio album, ma il più ragionato arrangiamento è funzionale a un progetto decisamente più ambizioso (si ascolti la bella coda strumentale).
Pur tradendo le influenze citate, ora e in passato, la musica di The Reds, Pinks And Purples è riconoscibile e personale al punto da essere essa stessa un punto di riferimento, e quello che ”Acknowledge Kindness” mette in risalto ancora una volta è l’incredibile qualità delle composizioni. Incastonate tra due delle pagine più oscure e sofferte – “Is It You, Or Is It Them?” e la title track – è facile scorgere delizie dai tratti più tipici (“Houses”), anche se questa volta prevale un tono decisamente più lento e riflessivo (“Build Love”), che lascia spesso spazio a suggestioni sonori inedite (“New Leaf”).
A suggello di quanto finora detto, il disco regala due perle destinate a entrare tra le migliori canzoni dei The Reds, Pinks And Purples, due brani che affrontano con struggente nostalgia (“Emo Band”) e con rabbia (“Doubt In Vain”) il difficile ruolo del musicista nella realtà attuale, il trascinante e grintoso tono shoegaze-dream/pop della prima traccia citata e la cupa poetica a base di synth e pianoforte della seconda non lasciano spazio a dubbi: per Donaldson la musica non può essere avulsa dalla realtà.
L’autore ha dichiarato che molto probabilmente questo nuovo album non sarà forse supportato da una lunga tournée, le turbolenze e le incertezze economico/politiche non sono favorevoli, ma per fortuna sarà facile trovare un po’ di conforto in queste ennesime undici meraviglie del cantautore americano.
30/04/2026