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Beatles

Revolver

di Mattia Paneroni

The Beatles: “Revolver - SuperDeluxe Edition” (5 cd Apple Records, 2022)

 

Una volta per tutte: “Revolver” è il migliore album dei Beatles. Le basi di tale affermazione risiedono perlopiù nell’integrità e nell’esacerbazione della virtuosa competizione tra John e Paul che, come mai accadde nel passato e, verosimilmente, nel futuro del gruppo, conferirono un equilibrio aureo a un’opera prodiga di momenti tanto tradizionali quanto sperimentali.

 

BeatlesIl 1966 fu un anno di svolta per i Fab Four e le motivazioni sono diverse. I Beatles sono all’apice del successo di quello che in molti tendono a definire come il loro “primo periodo”. Il 3 marzo Maureen Cleave, giornalista del London Evening Standard, chiese a John Lennon quali fossero le sue idee sul Cristianesimo. Lennon rispose candidamente: "Ora siamo più popolari di Gesù. Non so cosa finirà prima, se il rock‘n’roll o il Cristianesimo". Nel mese di luglio il commento di John fu riportato su Datebook, una rivista adolescenziale statunitense. Ciò fece scalpore e la notizia si estese in un battibaleno: da quel momento i conservatori più oltranzisti avviarono una battaglia contro i Beatles organizzando in diverse città degli Stati Uniti boicottaggi, manifestazioni durante le quali, nelle piazze, si bruciarono i loro dischi e qualcuno arrivò persino a minacciarli di morte. Più tardi, l’orgoglioso Lennon fu praticamente costretto a ritrattare e, a modo suo, porgere le scuse per l’eclatante affermazione. Fu però raggiunto il punto di non ritorno. I Beatles cessarono improvvisamente di essere quattro volti rassicuranti e innocui.

 

Sempre a luglio, in occasione di una tappa del tour mondiale dei Beatles a Manila, nelle Filippine, Imelda - moglie del dittatore Ferdinand Emmanuel Edralin Marcos - organizzò un ricevimento che avrebbe tenuto in loro onore a Malacanang, il Palazzo del Governo. Pare che la partecipazione fosse stata inviata tempo prima, ma una serie di equivoci fecero sì che non raggiunse mai la scrivania di Brian Epstein. La mattina stessa in cui si sarebbe dovuto tenere il ricevimento, un funzionario governativo tentò di contattare il manager dei Beatles per confermare i dettagli del loro arrivo a Palazzo. Epstein, però, anche in virtù del fatto che i ragazzi stessero ancora riposando e fosse empiricamente consapevole che sarebbe stato impossibile tirarli giù dal letto prima di mezzogiorno, sottovalutò la circostanza e, molto educatamente, declinò l’invito. La notizia si diffuse rapidamente e una folla inferocita si appostò di fronte all’albergo dei nostri, indirizzando loro insulti e parole d’odio per aver ferito l’orgoglio nazionale. Da quel momento si scatenò un vero e proprio inferno: l’organizzatore dei concerti rifiutò di onorare il pagamento del cachet, il fisco locale pretese il saldo immediato delle tasse sul compenso (mai pervenuto) e improvvisamente i Beatles si ritrovarono personae non gratae in terra nemica. A poco servì il comunicato stampa che Epstein organizzò in fretta e furia per presentare le scuse ufficiali: l’ostilità popolare non si placò e tutti si persuasero che fosse giunto il momento di andarsene. In fretta. Fu loro ovviamente revocata la scorta e dovettero arrangiarsi a raggiungere l’aeroporto rischiando più volte il linciaggio.

Gli avvenimenti appena riportati ebbero notevoli ripercussioni sui nervi del gruppo, che incominciò a temere seriamente per la propria incolumità e trovò in essi un pretesto per non esibirsi più dal vivo.
Nell’intermezzo temporale tra i due episodi, i Beatles si trovarono negli studi della Emi di Abbey Road per incidere uno degli album più amati del gruppo: pubblicato in Gran Bretagna il 5 agosto 1966 con il titolo di “Revolver”.

 

Fino a “Rubber Soul” (1965), i dischi dei Beatles furono prodotti da George Martin con l’ausilio del fidato Norman Smith. Nei primi mesi del ’66 questo ottenne finalmente la sospirata promozione da fonico a produttore, ma chiese a Martin di poter continuare a prestare la propria opera di fonico per le registrazioni dei Beatles. Tale richiesta non venne accolta: le rigide norme aziendali della Emi e la comprensibile riluttanza di Martin ad avere al proprio fianco un pari grado nelle vesti di collaboratore ed esecutore fornirono la grande occasione a Geoff Emerick, che, non ancora ventenne, dal 6 aprile 1966 diventò il fonico titolare nei dischi dei Beatles (la sua esperienza è raccontata magistralmente nel libro di memorie “Here, There And Everywhere”, molto interessante per chi cerca informazioni di prima mano sulle modalità di lavoro in studio dei Beatles dopo “Rubber Soul”). Il suo intervento su “Revolver” fu magistrale e a lui si devono alcune brillanti intuizioni nella produzione dei Fab Four.

 

Altra novità del periodo, che avrebbe esercitato una profonda impronta logistica e creativa sul lavoro dei Beatles, fu il trasferimento di Paul dall’attico di casa Asher, in cui era ospite, a un’abitazione di sua proprietà, acquistata nell’aprile del 1965 per quarantamila sterline, in cui Paul McCartney visse dalla fine di marzo 1966. La casa, situata al numero 7 di Cavendish Avenue, nell’elegante quartiere residenziale londinese di St. Johns Wood, distava meno di dieci minuti a piedi da Abbey Road. Ian MacDonald, compianto storico dei Beatles, affermò che “McCartney [...] arrivava spesso in studio prima degli altri e qui sperimentava idee musicali ed effetti di produzione che poi presentava ai colleghi come fatti compiuti”.

 

Beatles - RevolverCon “Revolver” fu completata la svolta definitiva dei Fab Four, già incominciata dapprima con “Help!”, poi con “Rubber Soul”, da (eccellente) orchestrina da ballo a gruppo di rock d’avanguardia. Da questo momento in poi, testi più introspettivi e arrangiamenti sofisticati divennero il leit-motiv della produzione beatlesiana. In “Revolver” i Beatles sintetizzarono con lucidità le idee dell’epoca sperimentando con i distorsori in “Taxman” (il solo di chitarra, suonato da McCartney, è un chiaro tributo al Jeff Beck di “Shape Of Things”), con gli archi in “Eleanor Rigby”, con la musica tradizionale indiana in “Love You To”, con le sonorità black della Motown in “Got To Get You Into My Life” e coi “tape loops” in “Tomorrow Never Knows”.
Giles Martin, che assieme a Sam Okell ha curato i mix di quest’ultima, fantomatica edizione di “Revolver”, afferma giustamente che le differenti influenze apportate da ciascun membro della band qui presero forma in maniera organica, coerente, e spiega come l’era della pandemia e dei lockdown abbia fornito tempo sufficiente e dunque l’opportunità di operare sul materiale a disposizione a un livello qualitativo senza precedenti.

 

Negli ultimi cinque anni, infatti, il team di Peter Jackson ha lavorato incessantemente alla realizzazione dello straordinario documentario “Get Back”, tratto da riprese inedite e non che il regista statunitense Michael Lindsay-Hogg effettuò tra la fine del ’69 e le prime settimane del ’70 per immortalare su pellicola il processo creativo dei Beatles in studio e la loro ultima esibizione dal vivo. L’implementazione di tecnologie avveniristiche volte a far emergere artificialmente dialoghi altrimenti inudibili e l’impiego dell’intelligenza artificiale per isolare nitidamente determinati elementi dal contesto strumentale in cui furono registrati ha consentito di raggiungere l’eccellenza in termini video e audio.
Originariamente registrato in mono con un mixer a quattro tracce, grazie a tutto ciò “Revolver” è stato minuziosamente dissezionato da Martin al fine di poter raggiungere un risultato che consenta di godere di ogni singolo elemento presente su nastro senza intaccare il sound d’insieme. Come se la band avesse suonato dal vivo in studio ma ogni strumento fosse stato registrato su un canale separato dal resto. Senza nulla togliere ai notevoli mix del 2009, quest’ultima edizione di “Revolver” si pone a un livello qualitativamente diverso rispetto a qualsiasi riedizione passata e offre all’ascoltatore una ricchezza di suoni e sfumature che rendono l’operazione il non plus ultra dell’esperienza d’ascolto.

Venerdì 28 ottobre 2022, “Revolver” viene nuovamente distribuito sul mercato in sei formati fisici: l’edizione Super DeLuxe da 4 Lp o 5 cd, la DeLuxe da 2 Cd (contenente gli “highlight” delle sessioni e i mix stereo di “Paperback Writer” e “Rain”) e quella normale in singolo Lp, Lp-picture disc o cd.
Prendiamo in esame l’edizione SuperDeluxe da 5 cd, che contiene un cd con il nuovissimo mix stereo dell’album, due cd di outtake, prove e demo, un quarto cd con i mix mono derivanti dai master originali e, infine, un ultimo cd contenente i mix stereo e mono di “Paperback Writer” e “Rain”, originariamente esclusi dall’album.
Contrariamente a quanto avvenuto finora con le edizioni SuperDeluxe di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (2017), “The Beatles” (akaWhite Album”) (2018), “Abbey Road” (2019) e “Let It Be” (2021), nel cofanetto non è contenuto il Blu-ray con l’Atmos Mix (che, per la cronaca, è stato creato ma non reso disponibile su supporto fisico).

 

Il box contiene un libro di 100 pagine con prefazione di Paul McCartney, introduzione di Giles Martin, un’interessante testimonianza di Questlove, batterista dei Roots e artefice del pluripremiato documentario “Summer Of Soul”, sull’impatto che i Beatles esercitarono sul suo immaginario, e un’approfondita disamina vergata da Kevin Howlett sull’album, traccia per traccia, sulle sue origini, sulla celeberrima cover di Klaus Voormann e sull’accoglienza che ricevette all’epoca. Al tutto si aggiungono una ricca galleria d’immagini più o meno inedite e un’accurata descrizione dei contenuti.

 

I nuovi mix stereo valorizzano gli arrangiamenti e presentano l’album in tutto il suo splendore. I due cd di outtake, prove e demo sono, al solito, destinati al completista di lungo corso, benché la breve versione di “Yellow Submarine” interpretata dal solo Lennon per voce e chitarra acustica, la deliziosa versione con chitarra fuzz di “Got To Get You Into My Life”, scarna e priva di fiati, e la “Rain” strumentale proposta a velocità reale d’incisione riscalderanno il cuore di molti. Il mix mono è un’autentica meraviglia e consente di ascoltare l’album così come concepito dai Beatles. Ci si interroga, soltanto,  sulla necessità d’includere un quinto cd contenente soltanto le quattro, pur scintillanti, versioni stereo e mono di “PaperBack Writer” e “Rain”.
L’edizione SuperDeluxe in cd, in vendita su Amazon a poco più di € 140,00, resta comunque una gioia per gli occhi e per le orecchie e sale di diritto sul podio delle migliori ristampe dell’anno in corso.

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Indice dei contenuti:

Cd 1: “Revolver” New Stereo Mix

  1. Taxman
  2. Eleanor Rigby
  3. I’m Only Sleeping
  4. Love You To
  5. Here, There And Everywhere
  6. Yellow Submarine
  7. She Said She Said
  8. Good Day Sunshine
  9. And Your Bird Can Sing
  10. For No One
  11. Doctor Robert
  12. I Want To Tell You
  13. Got To Get You Into My Life
  14. Tomorrow Never Knows


Cd 2: Revolver Sessions One

  1. Tomorrow Never Knows (Take 1)
  2. Tomorrow Never Knows (Mono Mix RM 11)
  3. Got To Get You Into My Life (First Version – Take 5)
  4. Got To Get You Into My Life (Second Version – Unnumbered Mix)
  5. Got To Get You Into My Life (Second Version – Take 8)
  6. Love You To (Take 1)
  7. Love You To (Unnumbered Rehearsal)
  8. Love You To (Take 7)
  9. Paperback Writer (Takes 1 & 2 – Backing Tracks)
  10. Rain (Take 5/Actual Speed)
  11. Rain (Take 5/Slowed Down For Master Tape)
  12. Doctor Robert (Take 7)
  13. And Your Bird Can Sing (First Version – Take 2)
  14. And Your Bird Can Sing (First Version – Take 2 - Giggling)


Cd 3: Revolver Sessions Two

  1. And Your Bird Can Sing (Second Version – Take 5)
  2. Taxman (Take 11)
  3. I’m Only Sleeping (Rehearsal Fragment)
  4. I’m Only Sleeping (Take 2)
  5. I’m Only Sleeping (Take 5)
  6. I’m Only Sleeping (Mono Mix RM1)
  7. Eleanor Rigby (Speech Before Take 2)
  8. Eleanor Rigby (Take 2)
  9. For No One (Take 10/Backing Track)
  10. Yellow Submarine (Songwriting Work Tape – Part 1)
  11. Yellow Submarine (Songwriting Work Tape – Part 2)
  12. Yellow Submarine (Take 4 Before Sound Effects)
  13. Yellow Submarine (Highlighted Sound Effects)
  14. I Want To Tell You (Speech & Take 4)
  15. Here, There And Everywhere (Take 6)
  16. She Said She Said (John’s Demo)
  17. She Said She Said (Take 15/Backing Track Rehearsal)


Cd 4: “Revolver” Original Mono Master

  1. Taxman
  2. Eleanor Rigby
  3. I’m Only Sleeping
  4. Love You To
  5. Here, There And Everywhere
  6. Yellow Submarine
  7. She Said She Said
  8. Good Day Sunshine
  9. And Your Bird Can Sing
  10. For No One
  11. Doctor Robert
  12. I Want To Tell You
  13. Got To Get You Into My Life
  14. Tomorrow Never Knows


Cd 5: “Revolver” EP

  1. Paperback Writer (2022 Stereo Mix)
  2. Rain (2022 Stereo Mix)
  3. Paperback Writer (Mono)
  4. Rain (Mono)
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