Nel 1922, l'anno in cui nel nostro paese ha tristemente luogo quel colpo di stato che avrebbe cambiato per sempre la storia d’Italia, nella Germania della Repubblica di Weimar avviene un piccolo evento cinematografico destinato a influenzare un secolo di cinema e di musica da film. E’ l’anno in cui Friedrich Wilhelm Murnau pubblica “Nosferatu”, uno dei capolavori dell'espressionismo tedesco - uno dei movimenti artistici più importanti della storia del cinema mondiale - che diverrà tanto influente da dar vita a una serie di epigoni, remake che ancora proseguono dopo più di un secolo ad affascinare pubblico, registi e musicisti.
La colonna sonora originale dell’epoca è opera del compositore tedesco Hans Erdmann (1887-1942), purtroppo andata perduta durante la seconda guerra mondiale, ma ricostruita (per quanto possibile) negli anni 80 e 90 dagli studiosi Berndt Heller e Gillian Anderson. La prima proiezione pubblica di "Nosferatu" ha luogo a Berlino il quattro marzo 1922 al cinema Marmorsaal all'interno del "Das Fest des Nosferatu" ("Festival di Nosferatu"), con gli spettatori vestiti in costume.
L'orchestra - prima dell’inizio del film - suona l’ouverture dell’opera “Der Vampyr”, composta nel 1826 dal compositore tedesco Heinrich Marschner, potremmo dire la prima sinfonia che ha accompagnato le immagini di "Nosferatu". Se “Der Vampyr” di Heinrich Marschner è un’opera tipica del sinfonismo romantico ottocentesco, la ricostruzione della versione originale di Hans Erdmann fa emergere solennità wagneriane e atmosfere decadenti tipiche dell'espressionismo tedesco. La versione ricostruita da Berndt Heller e Gillian Anderson è stata invece suonata il 20 febbraio 1984 al Festival di Berlino ampliando, negli anni successivi, la sinfonia con partiture di altri compositori (Giuseppe Becce, George Bizet e Arrigo Boito).
E’ l’inizio di un diluvio che, fin dagli anni 30, ha visto musicisti suonare dal vivo versioni differenti nelle più svariate sale cinema americane ed europee, spesso ispirate - tra gli anni 30 e gli anni 50 - a vari motivi di musica classica di cui però non è rimasta traccia. Per trovare una nuova versione originale registrata per il film di Murnau bisogna arrivare al 1965, quando la Atlas Film commissiona a Peter Schirmann varie colonne sonore di film muti destinati alla distribuzione televisiva e cinematografica.
Da allora, sono stati tantissimi i tentativi di sonorizzare il capolavoro di Murnau, in particolare col recente anniversario del centenario. I generi sono i più disparati e vanno dalla musica sinfonica all’hip-hop, dal doom al post-rock sino all'avanguardia più radicale e al surf rock (!). La lista che trovate in basso è solo una selezione delle innumerevoli versioni disponibili. La cosa più interessante è che le immagini di Murnau hanno ispirato musicisti provenienti da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia. E’ certo che molte altre sonorizzazioni siano state suonate dal vivo, purtroppo ormai cadute nell'oblio. Credo che se ne possano contare almeno un centinaio, tra cui tantissime orchestrali - che non vengono citate nella selezione proposta - chiaramente ispirate all’originale di Hans Erdmann: tra queste, menzioniamo solo gli autori, Richard Marriott (1989), Richard O'Meara (2000), Hans Posegga (1989), Peter Schirmann (1969), Bernd Wilden (1998).
Questa è una selezione di ventitré colonne sonore (col bonus di una versione per teatro) che hanno contribuito a rendere il film Nosferatu un must delle sonorizzazioni dei film muti. Buon viaggio.
Le cinque colonne sonore indispensabili
Art Zoyd (FR) – Nosferatu (1989) avant-prog, rock in opposition
La band avant-prog francese, membri (non fondanti) del movimento del rock in opposition, firma la sua colonna sonora di "Nosferatu" nel 1989 cambiando radicalmente prospettiva rispetto ai precedenti tentativi di sonorizzazione. Gli Art Zoyd trasformano le immagini di Murnau in un incubo post-industriale, con musica d’avanguardia, rumorismi (“Rumeurs”), elettronica convulsa ("L'oeuf du serpent"), musica concreta (“La peste”), canti da messe sataniche ("Nosferatu"), pionieristici dark-ambient (“Rumeurs II”) e organi da musica religiosa (“Marèe”). Una delle colonne sonore più radicali e visionarie che sia possibile ascoltare insieme alle immagini di Murnau. Voto 8
Shooting Guns (CA) - Nosferatu Live Score (2018) doom, post rock
Gli Shooting Guns sono una band doom canadese che nel 2018 si è avventurata nella sonorizzazione di "Nosferatu". Potremmo dividere la loro opera in due parti. Nella prima sembra omaggiare i Popol Vuh, con chitarre acustiche che richiamano la celeberrima colonna sonora del "Nosferatu" di Herzog. Nella seconda parte il doom/post-rock inizia a sentirsi anche se meno violento dei loro consueti album, dilungando i brani sino a farli divenire simili alle sinfonie dei Godspeed You! Black Emperor, come ad esempio “Death Ship” e soprattutto la splendida e conclusiva “Sacrifice”. Se esaminiamo in particolare la seconda parte, ci troviamo di fronte a una delle migliori sonorizzazioni mai registrate. Voto 7,5
Jozef Van Wissem (NL) - Nosferatu, The Call Of The Deathbird (2022) liuto
Il liutista olandese Jozef Van Wissem, noto per le sue numerose collaborazioni col regista Jim Jarmusch, nel 2022 è stato incaricato da La Cinémathèque Française di Parigi di comporre la colonna sonora di "Nosferatu". L’incedere lento del liuto e il suono delle sue corde pizzicate rendono particolarmente interessante e originale questa soundtrack, lenta e maestosa allo stesso tempo. Il minimalismo di base accentua la tensione nei brani acustici (“Act 1”), arricchiti da canti di uccelli registrati e modificati (“Act 2”) per trasformarsi, grazie alle distorsioni di “Act 3 ” e “Act 5”, in prototipi di black metal gotico (un sound che probabilmente piacerebbe a Varg Vikernes), angosciante quanto basta per essere perfettamente sovrapponibile alle immagini di Murnau. Voto 7,5
Earthset (IT) - Nosferatu (2023) post-rock
Gli italiani Earthset si sono già dedicati alla musica da film con “L’uomo meccanico", primo film italiano di fantascienza, titolo quasi sconosciuto ma che ha rappresentato un momento importante per la cinematografia del nostro paese. La band bolognese si accinge quindi a inserire le sonorità post-rock all'interno di un film muto del 1922, riuscendo perfettamente a far percepire all'ascoltatore le sue memorabili immagini.
Incentrato su una breve melodia che si ripete ciclicamente nei diciotto brani, “Nosferatu” coglie molto bene le atmosfere macabre e le immagini iconiche del film. Dopo la breve intro “Sinfonia del terrore”, si parte subito con la title track, con le note della chitarra aggressiva che portano l'ascoltatore direttamente in Transilvania. Tra le tracce più convincenti c’è “L’ombra del vampiro”, con un’improvvisa accelerazione dopo circa due minuti attraverso un riff deciso, quasi stoner. Le melodie si ripetono per chiudere il cerchio con “La caccia” e "Nosferatu il vampiro”, versione alternativa della title track. Imperdibile per gli amanti del post-rock. Voto 7,5
Karim Qqru, Xabier Iriondo e Corrado Nuccini (IT) - Nosferatu, una storia di sangue (2024) post-rock
La collaborazione tra Karim Qqru (Zen Circus), Xabier Iriondo (Afterhours, Buñuel) e Corrado Nuccini (I Giardini di Mirò) potrebbe essere definita come un supergruppo che raccoglie quanto di meglio la musica italiana abbia prodotto negli ultimi vent’anni. Il trio non è nuovo alle sonorizzazioni di film muti ("Giovanna d'Arco" nel 2019, "Metropolis" nel 2025) e purtroppo la musica di "Nosferatu" non è ancora disponibile. Ad ogni modo, i pochi che hanno avuto la fortuna di vederli suonare dal vivo durante la proiezione di "Nosferatu" si sono senz’altro resi conto che quello a cui stavano assistendo non era una semplice serata al cinema ma un evento destinato a rimanere nella memoria. Tra post-rock, distorsioni di chitarra, assoli di basso e ritmi frenetici, la musica del trio ha davvero dato una nuova vita sia al vampiro più famoso del mondo, sia al fortunato pubblico presente in sala. Voto 8
Altre colonne sonore sparse nel mondo in ordine cronologico
James Bernard (Uk) - Nosferatu (1997) classical
James Bernard è il compositore principale dei film horror gotici della Hammer, autore della indimenticabile colonna sonora del primo "Dracula" (1958) con Christopher Lee, ormai divenuta un'icona della musica dei film horror dell'epoca. Dopo una carriera ricca di soddisfazioni, alla veneranda età di 72 anni viene chiamato dallo storico del cinema muto Kevin Brownlow per la sonorizzazione di Nosferatu e Bernard accetta mantenendo il suo stile sinfonico cinematico riconoscibile. La sua soundtrack è di certo un tuffo nel passato, ma la maestria di un compositore così esperto non può che esaltare, pur non potendo ormai raggiungere i livelli degli esordi giovanili. Voto 7
Jill Tracy (US) - Into The Land Of Phantoms (1999) dark cabaret
La cantante, pianista e narratrice americana Jill Tracy ha iniziato a suonare dal vivo la sua colonna sonora di "Nosferatu" nel 1999 e pubblicato per la prima volta il cd nel 2002. La sua versione dark cabaret, dal titolo "Into The Land Of Phantoms", ha come protagonista principale il pianoforte, onnipresente nei ben trentotto brani, riducendo le partiture suonate dagli archi a brevi intermezzi. Non deve essere stato facile per Jill Tracy mantenere l'attenzione costante del pubblico per tutta la durata del film quasi esclusivamente attraverso il suono del piano, ma la compositrice sembra possedere il dono di riuscire a comunicare con facilità tramite il proprio strumento. Ogni melodia rimane nella memoria (“Nosferatu Main Title Theme”) senza mai cercare stucchevoli romanticismi. Voto 7
Infra-Men (US) - Nosferatu (2011) surf-rock
Può sembrare impossibile, forse addirittura criminale, che qualcuno abbia provato a suonare chitarre surf-rock in una colonna sonora di "Nosferatu", ma anche questo è accaduto all’interno di questi cento anni di sonorizzazioni. Se l'idea può sembrare una bestemmia, la musica degli Infra-Men, progetto originario di Providence dedito alle sonorizzazioni di vari film muti, sembra poter vivere di vita propria se scollegato dalle immagini di Murnau. Di certo i ritmi anni 60 di “Morning In Bremen” non possono non far sorridere, ma la band riesce, nelle scene più concitate del film, a suonare con chitarre distorte molto aggressive (“Escape”, “Nina And The Vampyr”), più adatte alle atmosfere gotiche del film. Voto 6,5
Perry Frank (IT) - Nosferatu (2014) ambient
La colonna sonora del musicista sardo Perry Frank è una delle poche con sonorità tipicamente ambient che non si discostano troppo dalla consueta discografia dell’autore. Se a dominare è la stasi, con lunghissimi bordoni di note che cambiano lentamente di intensità, Perry Frank sa quando cambiare per creare tensione (“Orlok”), trovare timbri anomali interessanti (“Death And Sorrow”) o elevarsi in magnifiche descrizioni sonore della Transilvania (“The Land Of Ghost”). Chi conosce la discografia di Perry Frank sa che oggi la sua colonna sonora sarebbe stata diversa, vista la sua evoluzione dalle influenze iniziali di Brian Eno alle attuali distorsioni irisarriane, probabilmente più adatte al film di Murnau. Voto 6
David Kanaga (Us) - Let's Score Nosferatu (2014) elettronica
Si può ballare al cinema guardando "Nosferatu"? Direi proprio di no, ma questa versione Edm di David Kanaga, composta tramite Ableton, riesce comunque a entrare dentro le immagini di Murnau. Certamente bizzarro come mix di synth, tastiere, melodie vintage e registrazioni, l'esperimento del californiano David Kanaga merita di essere segnalato perché mostra quanta sia stata l'influenza del cinema muto, non solo di Murnau, e quante commistioni siano possibili tra mondi apparentemente non sovrapponibili. Voto 6
Lo Imp (Uk) - Nosferatu (2014) avantgarde
Il trio britannico composto da Sam McLoughlin, Bridget Hayden e Jake Blanchard ha iniziato a sonorizzare il film di Murnau nel 2014 nella Chiesa di Todmorden, la città natale di Keith Emerson. Da Emerson però non hanno preso nulla e la loro colonna sonora è un'autentica sfida all'ascoltatore in quanto è la più oscura e integralista possibile. Rumori di fondo, musica concreta, synth che appaiono per svanire velocemente nel nulla per un dark-ambient ridotto ai minimi termini che va segnalato come una versione particolarmente radicale della musica da film. Voto 6
Invincible Czars (Us) - Nosferatu (2015) prog
Esperti di sonorizzazione di film muti (quella di "Nosferatu" è la loro settima pubblicazione), i texani Invincible Czars hanno proposto una versione (prog)rock del film di Murnau con l'utilizzo di vari strumenti in aggiunta a quelli delle tipiche formazioni rock, tra cui flauto, violino, glockenspiel e clarinetto. La varietà degli stili è tanta ma i suoni progressive, uniti a influenze folk, hanno un peso specifico maggiore in vari brani come “Hutter And Ellen” o “Hutter's Leaving”. Per certi versi la loro musica alleggerisce la tensione delle immagini del film, non puntando sulla paura ma più sulla tecnica, ma alcune rare tracce come “Overture”, “Hutter Wakes Bulwer” o “Castle” rendono benissimo il romanzo gotico di Bram Stoker, forse meno la versione cinematografica di Murnau. Voto 6,5
Richard Feren (Ca) - Nosferatu: A New Soundtrack For An Old Classic (2015) elettronica
Il musicista canadese Richard Feren pubblica nel 2015 la versione di "Nosferatu" suonando synth, violino, theremin e percussioni. La sua colonna sonora suona abbastanza oscura (“Opening Titles”), a volte romantica seppur contaminata da rintocchi di campane a morto (“Nina's Theme”) e nel complesso può rientrare tra le opere ispirate principalmente alla musica elettronica di John Carpenter. L'originalità manca, ma a volte è un peccato veniale (“Vampires On Board”, “Nina's Sacrifice”). Voto 6
L’unica versione hip-hop strumentale disponibile è quella di Wun Two, nome del progetto del musicista tedesco Jan Vetter. I ritmi hip-hop possono sembrare alieni al contesto, ma in realtà donano un senso di mistero e ambiguità che altri generi non posso dare. D’altronde, tutto il progetto Wun Two si basa su registrazioni di vecchi brani jazz manipolati e trasformati con una estetica lo-fi e in generale su un tasso hauntologico molto forte. La musica molto minimal sino quasi all'evanescenza si adatta al senso di mistero del film e le registrazioni degradate di qualità si accostano bene alle immagini in bianco e nero di Murnau. Voto 7,5
Simone Lanari (It) - Nosferatu Soundtrack (2018) elettronica sperimentale
La musica elettronica sperimentale di Simone Lanari, musicista del progetto folk Ask The White, si differenzia da altre presenti nella lista per una maggiore aderenza alle scene del film e per sonorità più marcatamente descrittive. Mai troppo estremo e astratto come certi progetti avantgarde elettroacustici, Lanari in brani come “Wisborg”, "Nosferatu" dove passa dall’ambient a sonorità carpenteriane, o nei tentativi di musica concreta come “Quiet Beasts”, riesce davvero a far immaginare ai paesaggi della Transilvania arricchendo le immagini del film. Voto 6,5
Moloq (Us) - Nosferatu Suite (2020) elettronica, synth
Interamente suonata con i synth, la musica dei Moloq, duo americano di Atlanta, può ricordare le colonne sonore di Wendy Carlos, con le debite distanze dovute al talento inarrivabile di Carlos.
Non ci sono momenti indimenticabili ma le atmosfere di “Dæmonic Nightmare” o “Vampyre” hanno quel suono vintage che rende bene il bianco e nero di Murnau. Voto 6,5
Brown Whörnet (Us) - Nosferatu (2000/2020) rock, noise
La band texana Brown Whörnet ha registrato due colonne sonore di "Nosferatu". Nella prima del 2000, una testimonianza dei live del 1999, spicca il rock strumentale di “The Ship Of Death”, l’aggressività noise di brani come “Knock Escapes”, “Dock II” e “Attack I” e il sound grottesco di “The Jail”. Nel 2020 pubblica una versione definitiva arricchita dai live degli anni successivi, che colma ogni carenza possibile della prima edizione. Il rock grezzo di “Nosferatu Overdrive” o le note di chitarra impazzite di “Carriage Ride” danno all'espressionismo tedesco di Murnau una lettura americana che altrove non si era mai sentita, anche se la varietà del film impone cambi di registro che la band porta a compimento con intrusioni elettroniche e persino muri elettroacustici (“Overture”). Voto 7
Chris Green (Uk) - Nosferatu (2021) elettronica, rock, folk
Commissionata dall'English Heritage per una proiezione dal vivo nella Abbazia di Whitby, città gotica per eccellenza del Regno Unito che ha ispirato Bram Stoker, la colonna sonora di Chris Green inizia con una citazione esplicita di John Carpenter (“Overture & Main Titles”, praticamente identica alla melodia di “Halloween”). Per il resto Green si diletta con vari strumenti che vanno dal moog al mandolino, dalla chitarra al salterio con suoni tipici del rock da colonna sonora carpenteriano, elettronica e vari brani folk acustici. Probabilmente troppo derivativa, l'opera di Green sembra eccessivamente distante da Murnau per poter essere davvero interessante. Voto 5,5
TIR (It)- Nosferatu (2022) avantgarde, dark ambient
Il duo romagnolo formato da Marco Pandolfini e Giulio Galeno Giorgetti ha registrato una versione prettamente d'avanguardia, particolarmente ipnotica e claustrofobica. Musica che sarebbe perfetta per una installazione sonora ma che, a suo modo, riesce a raccontare la storia del vampiro di Murnau in cinque lunghi atti (ognuno tra i quindici e i ventidue minuti) e una overture con coerenza e rigore. Di certo la versione più sperimentale disponibile, un buio senza speranza nell’anima di un essere perduto. Voto 6
Hands Of Ruin (Uk) - Nosferatu (2022) martial
Realizzata per il centenario del film di Murnau, la colonna sonora dei londinesi Hands Of Ruin utilizza tipiche sonorità elettroniche martial, con ritmi cadenzati, note di archi rapide e compulsive che si alternano a suoni dark-ambient. C’è un generale un tentativo di imitare le classiche colonne sonore hollywoodiane, soprattutto per il loro aspetto simil-sinfonico, e questo rende il tentativo dei Hands Of Ruin meno originale di altre soundtrack. Voto 6
Cold Sanctum (US) - Nosferatu: A Symphony Of Horror (2022) dark
Il progetto Old Sanctum viene dall’Oregon e propone una versione totalmente alternativa della musica di Nosferatu con un mix di elettronica dark e dungeon music. Il suono di organo abbonda, così come le atmosfere funeree e le possibili citazioni di altre colonne sonore di film horror. Non sembra memorabile, ma vedere l'intero film di Murnau con questa musica dal vivo deve essere un'esperienza notevole. Voto 6,5
Christopher Young (Us) - Nosferatu: A Symphony Of Horror (2023) symphonic
Il compositore americano Christopher Young è celebre per le sue colonne sonore di film horror, tra i quali il più noto è probabilmente “Hellraiser”. In occasione del centenario del film di Murnau, gli viene commissionata una nuova colonna sonora che suona nel febbraio 2023 con la Tonhalle-Orchester di Zurigo, pubblicando vinile e cd solo nel 2024. Abbiamo di fronte un ritorno al sinfonismo con chiare influenze cinematiche classiche del cinema moderno che cerca in qualche modo di omaggiare Hans Erdmann. Sono evidenti i momenti in cui Young si ispira a Edgard Varese con percussioni improvvise e potenti che aggiungono tensioni improvvise ("The Crypt”, “Escape From The Castle”), ad altri (più prevedibili) in cui gli archi dominano incontrastati. Voto 7
Tomas Bodin (Sv) - Nosferatu (2023) prog
Il musicista svedese Tomas Bodin è il tastierista della band prog The Flower Kings. Nel 2023 ha pubblicato una nuova colonna sonora per sola tastiera che ripiedere le sonorità vintage del progressive rock anni 70, ispirandosi principalmente agli album solisti di Rick Wakeman, anche se spesso non sembra mancare un senso dell'ironia tipico di Keith Emerson. Tra citazioni prog e reminiscenze di pianismo classico, l’album di Tomas Bodin di certo non eccelle in una discografia di rock progressivo, ma rimane un esperimento da non dimenticare per comprendere quanto idee artistiche nate in periodi storici lontani e estremamente differenti possano convivere insieme arricchendosi le une con le altre. Voto 6,5
Un bonus dall’altro mondo
Dmitri Kourliandski / Dimitris Yalamas (Ru) - Nosferatu (2014) contemporanea, avantgarde
Anche la Russia non è indenne al fascino di Nosferatu, anche se il lavoro di Dmitri Kourliandski e Dimitris Yalamas non è una sonorizzazione del film di Murnau, bensì la musica di un'opera di teatro russo contemporanea particolarmente ambiziosa e avveniristica. Commissionata dal Teatro dell'Opera e del Balletto di Perm, questa opera teatrale di pura avanguardia è stata recitata e suonata per la prima volta a Perm il tredici giugno 2014, per poi essere riproposta in tantissime altre città russe. La musica sembra essere un compendio dei movimenti musicali più radicali del 900, caratterizzata da una atonalità rigorosa che la rende vicina alle opere più integraliste di Alban Berg. Voto 7
30/11/2025