La nuova darkwave, sviluppatasi dagli anni 90 in poi, è al centro della nuova puntata di
Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i martedì dalle 23 alle 01 sulle web-frequenze di
Radio Città Aperta (
www.radiocittaperta.it).
In "Remnants of a Deeper Darkness" vi proponiamo una panoramica ad ampio raggio su tutte queste varianti (più o meno) recenti della vecchia e cara darkwave, dalle geniali intuizioni dei
Black Tape For A Blue Girl e della scuderia Projekt di
Sam Rosenthal fino al ritorno di fiamma dei suoni
wave più oscuri targati (primi)
Interpol: 26 brani da ascoltare per scoprire che la musica di derivazione dark-gothic non solo non si è esaurita, ma si è arricchita, a partire dagli anni 90, ramificandosi in nuove sorprendenti realtà.
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i podcast:
Remnants of a Deeper Darkness - parte 1Remnants of a Deeper Darkness - parte 2
C'erano una volta la musica dark e un'intera comunità di appassionati nerovestiti, cresciuti nel culto di Joy Division, Cure, Siouxsie, Bauhaus e compagni. Una scena che dopo il decennio d'oro degli 80's è uscita dai radar dell'informazione, ma non è mai finita, anzi: si è rigenerata grazie a nuovi filoni, dal gotico neoclassico dei Black Tape For A Blue Girl e della scuderia Projekt (Attrition, Lycia, Unto Ashes) alle varianti eteree e medievaleggianti di derivazione Dead Can Dance (Aurora, Arcana, Love Is Colder Than Death), fino alla new new(dark)wave di Interpol, Organ e I Love You But I've Chosen Darkness, al baratro rock nero pece di Have A Nice Life e Soft Moon e alle evoluzioni oscure di creature misteriose come Sopor Aeternus, Zola Jesus e Chelsea Wolfe. E non manca una galassia neodark italiana, qui rappresentata da gruppi come All My Faith Lost e Spiritual Front. Scopriamo così come la darkwave, in realtà, sia sempre rimasta in buona salute, anche se non più sotto i riflettori.Vi ricordiamo di iscrivervi alla
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