La Otracina

La Otracina

Allucinazioni dalla Grande Mela

intervista di Giuseppe Celano e Francesco Nunziata
Rumori sinistri

di Giuseppe Celano

Dal vivo al Sinister noise che ancora una volta mi stupisce per la sua acustica secca ed asciutta, incontro un tipo alto, dinoccolato e occhialuto che a momenti mi travolge: è proprio Adam Kriney il drummer del gruppo. Mi fermo un attimo a chiacchierare, chiedendogli del tempo per un'intervista che mi viene accordata dopo lo show. A conclusione dell'infuocato concerto, mi avvicino ad Adam Kriney che, come promesso, mi concede una breve ma intensa intervista

Ho notato degli elementi che ricordano il sound dei Blue Cheer nella vostra musica, ma anche dei riferimenti ai King Crimson e agli Amon Duul, sei d'accordo?
I Blue Cheer naturalmente sono un'influenza, essendo la più conosciuta hard rock/psych band degli anni 60/70 della West Coast, come anche i grandi Grateful Dead, Quicksilver Messenger Service, Jefferson Airplane etc. Anche se il nostro sound non è proprio uguale al loro, in realtà le abbiamo ascoltate molto e traiamo tuttora ispirazione da loro. Amo i King Crimson, anche se preferisco il periodo del trittico "Beat", "Discipline", "Three Of A Perfect Pair". Credo che il mio modo di comporre sia molto simile alla tecnica di Fripp, mixando intensi e difficili fraseggi con sezioni improvvisate e del buon vecchio rock 'n roll. Per quanto riguarda gli Amon Duul, siamo stati molto influenzati dal periodo 60/70 del rock sperimentale teutonico, infatti credo che la miglior musica di quell'epoca sia stata prodotta in Germania. Rispettiamo molto il lavoro di altre band di questo genere, come gli Epitaph, Jane, Lucifer's Friend, Kraftwerk, Tangerine Dream. Penso che il rock tedesco sia molto importante per ciò che stiamo facendo ora.

Secondo me c'è più di un elemento che vi accomuna a Earthless e Mammatus.
Naturalmente, sono nostri fratelli che producono musica heavy/cosmic, proprio come noi. Condividiamo l'influenza dalle stesse band.

Sembra che ci sia un grande ritorno alle jam/suite psichedeliche, una nuova curiosità e un nuovo modo di concepire la musica prog. Cosa ne pensi?
Lo spero proprio, altrimenti non ci sarebbe futuro per le nostre band... ah ah! Alcune volte il pubblico rimane spiazzato da ciò che facciamo, specialmente se si considera che non abbiamo un cantato (tranne quando ci divertiamo a improvvisare nei live), ma per me le lunghe suite non sono l'unico modo di comporre. Amo moltissimo la musica epica.

Citami qualche nuova band che ascolti e qualcuna del passato.
Delle nuove leve ascolto: Assemble Head In Sunburst Sound, Astra, Rahdunes, Acid Mothers Temple, Dead Meadow, Circle, Kurse, Go Back. Del passato aggiungerei a ciò che ho detto prima hard rock/psychedelic music svedese. E' tutto così "fucking great"!

Hai altri progetti in corso al momento?
Sì, te ne cito alcuni: Owl Xounds, che è il mio gruppo free-jazz, con cui ho fatto molti album. Dragonfrynd, che è un nuovo duo chitarra/tastiere nel quale io suono queste ultime, sulla scia di Heldon, Tangerine Dream, Cluster. Sta per uscire un cd per l'etichetta Cut Hands. "Vorg Vessel" è il mio recente disco solista alle tastiere. Ho molti altri progetti e prossime uscite. Per saperne di più basta visitare il mio sito: www.vorg.net.

Grazie per l'intervista.

(11/11/2007)

***

Un italiano a New York


di Francesco Nunziata

Rivelatisi con il doppio mastodontico "Love Love Love", i newyorkesi La Otracina, dopo aver firmato per la Holy Mountain, tornano proprio in questi giorni con il loro primo disco "ufficiale", "Tonal Ellipse Of The One". Ma c'è di più: a far parte del trio, è entrato in pianta stabile il "nostro" Ninni Morgia, da qualche tempo di stanza a New York, dove ha collaborato con alcuni dei nomi più in vista della "Grande Mela". Con lui, abbiamo scambiato quattro chiacchiere telematiche, cercando di conoscere un po' meglio sia lui che la sua nuova band, nell'attesa che, sempre su queste pagine, venga pubblicata la recensione del nuovo lavoro.

Come nasce il progetto La Otracina?
Il progetto La Otracina nasce nel 2003 per volontà di Adam Kriney che, dopo essersi trasferito da Boston a New York e dopo essersi inserito nella scena free-jazz di Brooklyn, diede vita alla band prima come collettivo aperto e poi, nel 2005, con una line-up, più o meno stabile, che oggi comprende Adam alla batteria, Ninni Morgia (Quivers e ex White Tornado) alla chitarra e Jordon Schranz al basso.

Perché questo moniker?
Il nome, di fantasia, è un adattamento, in spagnolo, di "the other scene".

Come sei arrivato nei La Otracina? Hai altre esperienze musicali alle spalle?
Suonavo gia' con Adam nei Quivers, band dedita più al free-jazz e alla sperimentazione. In seguito Adam mi ha invitato a suonare per alcuni concerti insieme a Marc Orleans dei Sunburned Hand of the Man. Insomma, una specie di audizione per scegliere il successivo chitarrista dei La Otracina. Alla fine, ho accettato il suo invito a entrare stabilmente nella band. Oltre a Quivers e La Otracina, faccio parte dei Right Moves (di cui è uscito un cd su Tygerasylum Rec) con Kevin Shea (ex Storm and Stress) e Peter Evans. Suono anche con un trio di free-jazz chiamato Wizard Trio, insieme con Daniel Carter (Sun Ra, Cecil Taylor) e Jade Larson; ed, infine, l'etichetta italiana Setola di Maiale ha da poco pubblicato un mio cd solista e uno in duo con Jordon Schranz. Qui ho collaborato con moltissimi musicisti: Blake Fleming (ex Laddio Bolocko), Tim Garrigan (ex You Fantastic!), Ed Chang e Bonnie Kane. Insomma, a New York c’è molto da fare… (Ah, in passato prima di trasferirmi a Ny suonavo nei White Tornado e nei Conjura…).

Come definireste la vostra musica?
Un insieme di tanta cose che ci piacciono; in primis, il kraut-rock dei 70, certa heavy psichedelia, il free-jazz, il prog e sicuramente una buona dose di noise-rock.

Sentite di appartenere a qualche scena in particolare?
Ci sono tante band in giro che suonano questo tipo di cose (tipo Acid Mothers Temple, Comets On Fire, etc.), ma non credo esista una vera e propria scena. Di solito, questo accade se si appartiene alla stessa città e New York è troppo grande per ospitare una sola scena. Qui ci sono mille piccole scene che producono tanti tipi di musica. Naturalmente ci fa piacere suonare in giro con bands a noi affini: proprio in questi giorni abbiamo registrato del nuovo materiale con i Plastic Crimewave di Chicago. 

Hai qualche band “oscura” e “misconosciuta” da segnalarci?
Miracle of Birth:' una one-man band di  Brooklyn molto interessante che ha appena pubblicato un Ep su una piccola etichetta chiamata Lovepump.

In “Love Love Love” la dilatazione continua libera la musica da qualsiasi tensione strutturale, trasmettendo un senso di libertà che mi ricorda molto le acid-jam dei Sixties. Come dobbiamo intendere, ora, l’abbandono dell’improvvisazione in nome di un modus operandi più ragionato e “strutturato”?
Rispetto a “Love...” il nuovo album e' più strutturato e i brani sono più brevi. Non abbiamo perso, però, il gusto dell'improvvisazione, anche se viene a galla soprattutto nella dimensione live, dove spesso la musica sfocia in vere e proprie jam che sovente si avvicinano anche a cose molto radicali come quelle degli AMM. Ci divertiamo un mondo a suonare dal vivo, ma anche in studio non ci precludiamo mai la possibilità di improvvisare e fare editing.

Cosa mi dici dei dischi precedenti a “Love Love Love”?
I dischi de La Otracina precedenti a "Love Love Love" sono molto belli. Io non ero ancora in formazione, ma apprezzo la forte componente sperimentale e il loro attingere a estetiche diverse.

I 10 dischi che più vi hanno influenzato?
Tutti i dischi di Miles Davis periodo elettrico 69-75
Ash Ra Tempel - "Schwingungen"
Popol Vuh - "Seligpreisung"
Chrome - "Alien Soundtracks"
Faust - "IV"
Guru Guru - "Hinton"
Flower Travellin Band - "Satori"
Neu! - "Neu!"
Amon Duul II - "Phallus Dei"
Birth Control - "Birth Control"
King Crimson – "Red"
e naturalmente un altro paio di migliaia…

Cinque dischi del 2006 che consiglieresti ai nostri lettori...
- Psychic Paramaunt (ex Laddio Bolocko) - "Gamelan Into The Mink Supernatural": un buon disco di prog rock e sperimentazione.
- Coptic Light - "s/t" (ex Bitch Magnet): sembra di ascoltare la musica del circo su un tappeto percussivo devastante.
- Battles – "Ep C B Ep": questo cd raccoglie i primi tre Ep della band e mi ricorda tanto il caro Steve Reich trasportato in un rave party.
- Pere Ubu - "Why I Hate Women": dobbiamo tutti troppo a questa band!
- Derek Bailey - "To Play: The Blemish Session": un genio che farà sentire la sua assenza in futuro. 

Oggi l’underground musicale è in continuo subbuglio. Una miriade di autoproduzioni, cassette, cd-r, vinili, spesso in edizione limitatissima. Lo spirito del Do It Yourself di matrice punk sembra essere rinato. Cosa pensi del fenomeno?
Il fenomeno di cui parli è molto interessante. La musica prodotta all'interno diquesto microcosmo mi fa pensare ad un ritorno all'artigianato che si è perso in questi tempi ultramoderni. I musicisti curano l'intero processo creativo dei dischi: artwork, registrazione, produzione, etc.. Il rischio, però, è quello di essere letteralmente sommersi da una miriade di produzioni ultra-limitate davvero difficili da seguire. Comunque, credo che lo spirito punk del DIY fosse ben diverso rispetto al fenomeno odierno: quello era maggiormente rivolto a creare una comunità di musicisti con obiettivi e propositi simili; oggi, invece, mi sembrache ci sia un individualismo molto più marcato. 

Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro prossimo disco?
In “Tonal Ellipse Of The One” si sentirà un po’ di più la mia mano e alcune influenze che fanno parte ormai del mio Dna: Jesus Lizard, Sonny Sharrock, oltre alle gia' citate.

Verrete mai a suonare in Italia?
In Italia verremo sicuramente il prossimo autunno e spero che saranno in tanti a venire ai nostri concerti. 

Cosa conoscete della scena musicale italiana?
Conosco molti gruppi italiani, ma uno dei miei preferiti è quello dei Sinistri/Starfuckers, con cui ho avuto il piacere di suonare dal vivo in occasione di un mio tour in Italia, l'anno scorso. I Bachi Da Pietra sono un altro grande amore: ho ascoltato il loro primo cd migliaia di volte e lo trovo un capolavoro. 

Cosa pensate del fenomeno i-pod?
Non ne possediamo, preferiamo ascoltare la musica a casa, preferibilmente in vinile, con il caro scricchiolio della puntina… 

...e di MySpace?
Myspace è sicuramente utile per farsi conoscere ovunque, anche se si corre il rischio di creare un mondo parallelo esclusivamente virtuale. 

Qual è il vostro rapporto con il file-sharing?
In America non è un fenomeno molto diffuso come in Italia. Qui si presta molta più attenzione alla vendita dei dischi, in modo che i musicisti abbiano i proventi necessari per la sopravvivenza. E anche noi siamo di questa opinione. 

Frank Zappa diceva che "i critici musicali sono persone che non sanno scrivere che intervistano persone che non sanno parlare per un pubblico che non sa leggere". Sei d'accordo?
Forse in passato era così, ma oggi mi sembra che sia i critici che i lettori siano molto appassionati e consci di quello che sta accadendo. Un appunto che mi sento di fare alla stampa specializzata è la continua ricerca del nuovo genere da definire. Ci sono troppe sottocategorie, a mio avviso inutili per parlare del buon vecchio rock che mi sembra si sia, ormai, ripreso alla grande. 

Cosa pensi del fenomeno delle web-zine, quasi sempre gestite in piena libertà da persone che non beccano nemmeno un soldo per il loro "lavoro"?
Le web-zine sono sicuramente utili per diffondere musica che riviste più ufficiali tralasciano per mancanza di spazio. Per quanto concerne la mancanza di proventi, ti assicuro che i musicisti non se la passano tanto meglio, soprattutto a New York! 

Quindi, non vivete di musica?
No, abbiamo altri lavori part-time che ci permettono di pagare l'affitto che qui a New York è altissimo. 

Quali sono i chitarristi che hanno maggiormente influenzato il tuo stile?
Duane Denison, Sonny Sharrock, Pete Cosey, Keiji Haino e Robert Fripp

Ho fatto un giro sul tuo MySpace e mi sono accorto che abbiamo un eroe in comune: Albert Ayler.
Albert Ayler è il mio eroe! Già, proprio così! Adoro la sua musica, la libertà che esprimeva, la dolcezza del suo suono (che era, allo stesso tempo, anche devastante), il suo rifiuto di scendere a compromessi, il suo viaggiare nel futuro. Ancora oggi, un classico esempio di genialità pura e incompromissoria. Il cofanetto della Revenant (“Holy Ghost”, ndr) e' un'opera capitale che tutti dovrebbero avere. Ho imparato più cose da lui che da qualsiasi chitarrista. 

Da "emigrato", con quali occhi guardi oggi all'Italia?
Ho nostalgia dell'Italia. Qui, nonostante tutto, mi sento uno straniero. Spero che nel mio paese, oggi devastato dall'idiozia televisiva, ci possa essere presto più spazio per arte e musica - non solo quella di Sanremo. 

Ok, grazie Ninni… e a presto! 
Grazie a voi! Ciao!

(05/06/2007)

Discografia
 Fauna & Animated Floral Arrangements (CD-R, Colour Sounds Recordings, 2003)

 

 Trinomy 3 (CD-R, Colour Sounds Recordings, 2004)

 

 Spatial (CD-R, Colour Sounds Recordings, 2004)

 

 Aren't it Spectral (CD-R, Colour Sounds Recordings, 2005)

 

Love Love Love (CD-R, Colour Sounds Recordings, 2006)

7

 The World Will End Yesterday (split con Hat City Intuitive e Big Nurse) (CD-R Colour Sounds Recordings, 2006)

 

 Tonal Ellipse Of The One (Holy Mountain, 2007)

6,5

 The Silence Dimension (Holy Mountain, 2007) 
 The Risk Of Gravitation (Colour Sounds Recording, 2008)

5,5

  Blood Moon Riders (Holy Mountain, 2009)

6

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Love Love Love

(2006 - Colour Sounds Recordings)

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