COLORAMA - Temari

2014 (Aed records)
pop

Strappa un sorriso amaro leggere comunicati stampa e recensioni che parlano di “Temari” come del secondo album della band gallese Colorama. La loro brillante carriera discografica è infatti già ricca di ben quattro album e un mini (“Magic Lantern Show”) che candidano senza alcuna riserva Carwyn Ellis, Luca Guernieri, David Page e Andrea Garbo (ex-Jennifer Gentle) come il miglior ensemble pop dai tempi dei Pulp.

Estranei al flusso revival, mai coinvolti dalla febbre dell’hype mordi e fuggi, i Colorama hanno dato forma a piccoli capolavori di pop (“Box”) o di folk ricco di candore (“Llyfr Lliwio-Colouring Book”) rivoltando la psichedelia (“Cookie Zoo”) e contaminando la loro scrittura con residui stilistici eterogenei (“Good Music”).

Artigiano raffinato attento ad ogni dettaglio delle sue canzoni, Carwyn Ellis è l’uomo al quale Edwyn Collins ha affidato gli arrangiamenti e le idee per le sue canzoni dai tempi di “Home Again”, il turnista che Chrissie Hynde voleva al seguito della sua tournée, l’elemento-chiave che Noel Gallagher bramava inserire nei suoi Oasis, ma soprattutto un onnivoro curioso di elementi sonori e strumenti musicali di rara fattura.

Già dalla copertina viene fuori l’attitudine creativa e curiosa del gallese: i Temari sono dei vecchi giocattoli giapponesi che nella tradizione del Sol Levante sono legati al buon auspicio e alla fortuna, sfere fatte a mano e ricche di particolari come la musica dei Colorama.

Che Beatles e Burt Bacharach siano i due cardini essenziali della scrittura di Carwyn Ellis non è un mistero, ed è proprio questa attitudine alla variazione cromatica e lirica (oserei dire alla Steely Dan) l’elemento che li differenzia dalle band pop che seguono un percorso stilistico a ripetizione (che spesso li identifica facilmente come prodotto da classificare e commerciare).

In “Temari” l’autore affronta con più convinzione anche il versante jazz-oriented della sua scrittura pop, rivalutando il pianoforte come centro creativo del suo lirismo: sono ricche di soul e rhythm and blues le armonie di “Me & My Sister” che scivolano su un groove degno del miglior Stevie Wonder, e danno poi il là alla ipnotica “Time Folk” che sembra partorita dai Portishead diretti da Nicola Piovani.

Il piano è lo strumento guida anche di quel gioiellino che corrisponde al titolo di “Love Entropy”: un fluire armonico ricco di fantasiose intuizioni sonore che ospitano l’ukulin, uno strumento che ibrida l’ukelele e il violino; un brano irresistibile che incita al repeat ossessivo.

“Temari” è un album ricco di potenziali instant classic grazie a una serie di melodie senza tempo (“I Can’t Give You More Than Everything”), irresistibili refrain da trip psichedelico (“Paraglide”) o possibili colonne sonore di horror movie anni 70 (il romanticismo decadente di “Waiting Game” sarebbe infatti perfetto in un vecchio film di Dario Argento), ma mai prevedibili o banali come molte delle proposte alternative dei gruppi pop più blasonati – valga come esempio su tutti la costruzione sonora di “Raylene”, che mette in linea Angelo Badalamenti, Bark Psychosis e Flaming Lips senza perder di vista le logiche di una pop song.

Credo che sia chiaro che l’ultimo album dei Colorama è un ossimoro, dove la leggerezza del pop e l’architettura più complessa della composizione si incontrano, rinnovando i fasti di un passato sepolto dall’industrializzazione della fantasia, ed è così che il pop di “Don’t Be  Mean” si agita tra ombre e luci, e poco dopo l’ingenuita si impossessa dell’elettronica in “Super Yoshida”, senza dimenticarsi di attraversare indenne il mix di acid-rock e soul-funky di “Thing”, e trasformare in un banale pop anni 50 una struttura lirica altresì raffinata come quella di “Too Much Data”.

“Temari” è il luogo dove il pop ritorna a essere una costruzione semplice e complessa, futile e profonda, banale e meditativa, popolare ma non mainstream, tutto quello che ogni persona dotata di buon gusto dovrebbe chiedere alla musica, un trionfo.

13/10/2014

Tracklist

  1. 1. Paraglide
  2. 2. Love Entropy
  3. 3. I Can't Give You More Than Everything
  4. 4. Don't Be Mean
  5. 5. Thing
  6. 6. Super Yoshida
  7. 7. Raylene
  8. 8. Forget Tomorrow
  9. 9. Waiting Game
  10. 10. Too Much Data
  11. 11. Me & My Sister
  12. 12. Time Folk

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