Marianne Faithfull

Negative Capability

2018 (BMG) | folk-pop, alternative, songwriter

Divergenze generazionali, gap culturali a volte insanabili, hanno continuamente contraddistinto il difficile rapporto tra genitori e figli, ma dopo la fine della seconda guerra mondiale e con l’esplosione demografica che spostò l’asse decisionale della politica verso le masse giovanili, questo rapporto fu ancora più ricco di contrasti, arrivando ai giorni nostri con forme evolutive talmente veloci, da rendere stridente le relazioni anche all’interno dello stesso mondo giovanile.
C’è un elemento che più di tutti però sembra differenziare i ragazzi di oggi dalle generazioni antecedenti, e risiede nel diverso sguardo che rivolgono al futuro. Nonostante l’irruenza e la spensieratezza dei protagonisti della rivoluzione pop degli anni 60, i contenuti lirici spesso erano maturi, ponderati, McCartney alla giovane età di sedici anni immaginava se stesso vecchio, ma ancora innamorato, quando compose “When I’m Sixty Four”. Anni prima Jagger e Richards avevano esplorato anche loro il concetto di vecchiaia con toni più amari in “As Tears Go By”, affidata a una giovane ed esuberante Marianne Faithfull.

E’ difficile al giorno d’oggi trovare autori pop che parlino dell’età che avanza, è più facile cogliere nostalgia del passato, piuttosto che riflessioni sul futuro, le nuove generazioni sembrano nascere già col rimpianto di una vita mai vissuta.
Ritrovare dopo cinquantaquattro anni “As Tears Go By” nel nuovo disco di Marianne Faithfull è quindi per alcuni versi straniante, quasi dissonante con le logiche del pensare contemporaneo. Ancor più sconvolgente è percepire una strana vibrazione dietro l’ennesima (la terza) versione del brano offerta dalla cantante inglese: c’è una vulnerabilità, una forza emotiva pungente e aspra che tradisce un’onestà artistica che lascia stupefatti, al punto che fa venir voglia di lasciare agli archivisti il giudizio temporale sul valore strettamente musicale del brano in questione.

“Negative Capability” è un disco che non può lasciare indifferenti, Marianne Faithfull non è più l’incantatrice di serpenti degli anni 60 e 70, né l’oltraggiosa protagonista di “Broken English”, ma una radiosa sopravvissuta alla furia del tempo che ha trascinato via una generazione di artisti e musicisti protagonisti di una rivoluzione storica imponente.
Non cercate autocommiserazione o indulgenze nostalgiche nel nuovo album dell’artista inglese, le canzoni parlano di vita, amore e morte, soffermandosi con tenera sofferenza sulla perdita della cara amica Anita Pallenberg nell'amara ballata per piano e synth di “Born To Live”, o sulla morte del fido chitarrista Martin Stone nella straziante “Do Not Go”, ma la loro energia è terapeutica, perfetta per lenire qualsiasi dispiacere o dolore.
Se siete in cerca di un’identità stilistica, potete benissimo affidarvi al termine folk, senza però dimenticare quel tocco gothic e inquieto di autori come Mark Lanegan e Ed Harcourt, che firmano gran parte delle canzoni dell’album.
Poi c’è la voce, quella voce che scolpisce ogni parola e ogni pausa con una profondità e un vissuto che, come una ferita sanguinante, lascia un segno indelebile anche in questo affollato 2018.

“Negative Capability” è il testamento spirituale di Marianne Faithfull, un album che ha la stessa valenza di “I Want It Darker” di Leonard Cohen, "American Recordings" di Johhny Cash, o di “Blackstar” di David Bowie, quello che forse manca, per fortuna, è il presagio di un futuro più oscuro e difficile, ma lo sguardo al passato è analogo, privo di inutili rimpianti.
Non trasuda nostalgia neanche la versione di “It’s All Over Now, Baby Blue” di Bob Dylan, mentre il recupero di “Witches’ Song” da “Broken English” è sfolgorante, anche se la vera perla dell’album è il prezioso duetto con Nick Cave di “The Gypsy Faerie Queen” (scritta insieme allo stesso Cave), un brano che Marianne interpreta con viscerale sensualità e un registro vocale oscuro e profondo.

La produzione di Warren Ellis è perfetta, ogni brano è dotato di personalità, il graffiante blues alimentato da noise e feedback di “They Come At Night” è non solo la più toccante canzone mai scritta sulla strage al Bataclan, ma anche un altro prezioso tandem compositivo (Mark Lanegan).
Marianne Faithfull in “Negative Capability” mette a nudo tutta se stessa, come abile diva gioca perfino con le proprie debolezze nell’appassionata “In My Own Particular Way” (“Mandami qualcuno da amare, qualcuno che potrebbe volermi bene, amarmi per quello che sono veramente, non un'immagine e non per soldi, so di non essere giovane e sono danneggiata, ma sono ancora carina, gentile e divertente”), ed è particolarmente toccante che un’artista dal passato così turbolento (la tormentata storia d’amore con Mick Jagger, il tentato suicidio, la dipendenza dalla droga, i problemi alle corde vocali) riesca ancora a gettare uno sguardo verso il futuro (“Tutto passa, tutto cambia, non c'è possibilità che tutto resti uguale a se stesso, come in cielo, così in terra, l'unica cosa che rimane uguale è l'amore, ho visto la luna in Marocco, e ho visto la luna in Brasile, oh, l'ho visti nei momenti più bui, venendo sulle colline, in Martinica illumina il mare, ma a Parigi di solito brilla su di me”).

Ed è in questa capacità di essere ancora anticonformista, vitale, autentica, che è racchiusa l’essenza di un disco che difficilmente sarà lasciato a raccogliere polvere sopra uno scaffale di un negozio, o in quello di casa.

(18/11/2018)



  • Tracklist
  1. Misunderstanding
  2. The Gypsy Faerie Queen
  3. As Tears Go By
  4. In My Own Particular Way
  5. Born To Live
  6. Witches' Song
  7. It's All Over Now, Baby Blue
  8. They Come At Night
  9. Don't Go
  10. No Moon In Paris
  11. Loneliest Person (Deluxe edition only)
  12. No Moon On Paris -Edit Version (Deluxe edition only)
  13. They Come At Night - Alternate Version (Deluxe edition only)




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