Masters At Work

The Tenth Anniversary Collection Pt. One 1990-1995, Pt. Two 1996-2000

2000 (BBE) | house

Prologo: un caso internazionale

 

La storia di questa raccolta non può che cominciare con il classico “c’era una volta”. Perché il doppio cofanetto che celebra il decimo anniversario dei Masters At Work di Little Louie Vega e Kenny Dope Gonzales è appunto la storia della musica house. Genesi ed evoluzione di un movimento di disc jockey che dai quartieri di New York ha definito un nuovo sound globale, scrivendo uno dei capitoli più importanti della scena dance e della musica tutta.
C’è infatti una geografia ben precisa che ha reso infinitamente epocali le tracce scelte da Vega e Gonzales per riunire il ricordo di un’epopea irripetibile. Ed è una mappa affascinante, che tocca punti precisi del clubbing internazionale. Una cartina che vede proprio l’Italia come avamposto privilegiato, con Napoli in prima fila. Nella fattispecie, Angels of Love e più di sbieco i memorabili Question Mark!. Più che feste, o festini, come è bello ricordarli, tutto ciò che hanno creato e significato gli AOL è intrinsecamente legato ai Masters At Work e a buona parte dei movimenti raccolti in questi due volumi, saggiamente divisi in due lustri che tranciano a metà il decennio più fascinoso della musica dance.
Se infatti la riviera romagnola fu la culla naturale dell’italo-disco, la città di Partenope accolse a braccia aperte la ciurma capitanata dal duo, in serat(on)e che hanno influenzato non solo producer e musicisti, ma anche coreografi, esperti di marketing, flyer e public relation legati al microcosmo delle discoteche, come venivano “ormai” chiamate un tempo non molto lontano. Stando a quanto scritto su Mix Mag di quegli anni, i promoter house di questa scena erano secondi solo a Pushka. Basti pensare che nel 1995, all’apice della sua carriera e del suo stato di grazia, per festeggiare i suoi trent’anni Little Louie Vega scelse il lido Circe di Licola, la residenza estiva degli AOL, in un mega-rave con ospiti David Morales e Barbara Tucker in cui buona parte delle qui presenti tracce esplose in console.

Il MAW sound

 

Little Louie Vega è poco più che ragazzino quando le sorelle maggiori riescono a farlo entrare di soppiatto al celebre Paradise Garage: dietro la console, Larry Levan sta comandando la folla adorante come un Papa durante la messa. La vita del giovane Louie non sarà più la stessa.
Di poco più giovane, Kenny Dope Gonzales ha un padre e uno zio che suonano il jazz, ma l’hanno fatto crescere nel quartiere popolare di Brooklyn, a un passo dall’angolo di strada dove Afrika Bambaataa piantava lo stereo sul marciapiede per far casino con la sua crew. Porto Rico e l’America multirazziale, la salsa e le discoteche aperte fino alle cinque di mattina, Louie e Kenny crescono imbevuti nello stesso fermento di suoni, di personaggi e di lavoretti ad hoc svolti nei migliori negozi di dischi della città per poter attingere alla materia prima, l’oro nero di ogni appassionato: il vinile. Dall’inevitabile incontro tra i due, avvenuto tramite amici in comune quando il più affermato DJ Louie ha bisogno di una mano per editare i propri remix in studio, nasce quindi l’altisonante ma certo calzante progetto Masters At Work.
Questione di tempo, visti tanto il periodo – gli anni Ottanta – quanto la geografia - New York, probabilmente l’unico luogo al mondo capace di dar vita a tali vibrazioni. La visione dei due maestri all'opera è un vademecum prezioso di storia della house: avvolti come un guanto dagli esordi garage, passando per poderose evoluzioni corali e una sofisticata concezione di “Nuyorican soul” (come da nome del loro progetto parallelo più conosciuto e apprezzato), senza trascurare il ricchissimo palinsesto di deviazioni dub e acid-jazz, i MAW lasciano affiorare suggestioni di New Orleans e i tamburi di mamma Africa, le voci angeliche e al tempo stesso rapaci di India, Martha Wash e Barbara Tucker, la possibilità di (in)vestire Tito Puente di nuova luce, facendo rivivere il lontanissimo 1956 secondo gli stilemi birichini dei club della Grande Mela. E poi ancora Lisa Stanfield, Chic, Simply Red, Ce Ce Peniston e il corista delle stelle Trey Lorenz: tutto è shakerato e servito con una naturale classe e che si rivelerà senza tempo. Garage-house di primissima fattura, direbbero i tecnici. Lampi di mera poetica discotecara, aggiungerebbero i sognatori.

 

Sonicamente siamo nel pieno cuore tematico degli anni Novanta, ma i MAW rifiutano categoricamente di impiegare i tipici pre-set vagamente baggy e cartonati delle popolari tastiere Roland, in favore di un certosino lavoro produttivo che filtra e sovrappone svariati campioni acustici e digitali: la chiave di volta del loro suono è già tutta qui. Sensuale, scattante, imponente ma anche rilassata, potete tranquillamente impiegare gli aggettivi di vostro gradimento, sta di fatto che i due artisti piegano il proprio lussuoso linguaggio a ogni singola sfumatura che il genere e il contesto hanno da offrire. Il tutto senza mai snaturare l'essenza della loro creatività: anche a considerare la mastodontica offerta delle due raccolte, l'eterogeneità dei contributi forniti soprattutto in fase di mixing e remastering, appare chiaro il polso, la direzione che la firma MAW fornisce a ogni sua singola creazione, curata con amorevole lucidità, con alte dosi di una soulfulness che traspare anche nei momenti più languidi e pulsanti del lotto.

L'impronta fornita dalla sigla MAW prevede rispetto e fermezza, cura delle linee melodiche di partenza e grande pulizia nella costruzione di un alveo sonoro che ne complementi l'essenza, sfoderando bassi e hi-hat cuciti su misura di ogni brano. Operazioni di alta sartoria, che la coppia ha saputo prodigare sin dall'inizio della carriera, ai tempi dell'apogeo commerciale della garage, per poi trarre ispirazione dalle proprie origini portoricane e costruire un complesso ibrido soul-caraibico. Lontani dalla visione aggressiva dei mixer europei, ben più disposti a lavorare sul beat e su idee che stravolgano la concezione originale del brano, i due lavorano come esperti truccatori, maestri del risalto e del potenziamento di quanto già preesistente, fornendo adeguata lunghezza e struttura per il dancefloor, ma premiando le cifre espressive sottostanti.

Breve guida all’ascolto

 

Non si veda la decisione di pubblicare una doppia raccolta, ciascuna composta da quattro cd e devota a un quinquennio preciso (anche se in realtà gli anni interessati dalla prima sono sei) come l'atto di megalomania di una coppia affermata. Premesso che ben più di tanti altri Vega e Dope potrebbero tranquillamente permetterselo, con la “Tenth Anniversary Collection” i due ripercorrono in maniera molto personale ma attenta un'avventura fino a quel momento sparsissima, affidata a Ep di assoluta volatilità e mix oscuri, organizzandola attraverso macro-filoni tematici ed evidenziandone l'interesse globale, la natura onnivora.

 

Come affrontare simile pachidermico ascolto senza farsi prendere dal panico? Con calma, andando un po’ dove vi porta il cuore o la curiosità della scaletta. La musica house, del resto, è soprattutto un sentimento che va vissuto a pelle, sia nel suo aspetto gioiosamente eccitato e comunitario, che nei risvolti più introspettivi e lontani dal rumore della pista da ballo.
Lungo intere ore di musica, qui c’è davvero materiale per ogni palato. Esempio: fate partire “Love & Happiness”, prima traccia del primo disco soprannominato “Vocals”, e vi troverete subito avvolti da un inusitato calore umano, beat di seta ed eleganti partiture latine. Il ritmo gira, il corpo si scalda, il rum è nel ghiaccio, eppure aleggia nell’aria una maestosa malinconia melodica, che, unita alla rafinatezza progressiva del formato disco-mix, dona al pezzo una qualità da ascolto ponderato. Nello stesso disco, Marc Anthony e Martha Wash allungano l’ugola per favorire una scivolata dentro al cuore del MAW-pensiero. Le carte sono scoperte, il piatto gira come un ottovolante, tanto vale perdersi nella bolgia e farsi cullare dai filamenti sonori dei più soulful in circolazione.

Ma già il secondo disco, intitolato “Dubs And MAW Vocasls”, trova subito modo per decostruire quanto fatto poco sopra: ecco i famosi dis-assemblaggi di Tito Puente (“Ran Kan Kan” e “Para los Umbreros”), Alison Limerick e Chris Cuevas chiusi a chiave dentro un garage di quartiere (“Gettin’ It Right” e “Hip Hop” rispettivamente), e il contingente blue eyed soul di Lisa Stansfield e Mick Hucknall alle prese con le piste americane.

Volete invece esplorare l’aspetto più hard dei MAW? Con i capitoli tre e quattro, descritti come “Beats And Loops” e “Tools And Grooves”, rispettivamente, il duo mostra i veri e propri utensili del mestiere, ancora intinti di morchia e sudore. Trattasi di una consistente porzione di collezione composta quasi totalmente di strumentali, che si muovono tra idee di techno, spettri dub e testosteronici accenti hip-hop.
Sono spesso i momenti più autoriali, quelli nei quali Vega e Dope si mettono in prima persona a piatti e microfono, definendo nuovi orizzonti entro i quali impiegare un sassofono (“Moonshine”), arrovellamenti afrobeat (“Urban Species”), rintocchi acidi (“Our Mute Horn”) e chiari omaggi alla scena vogue afroamericana delle ballroom (la celebre “The Ha Dance”, la sensualità queer di “Freaky”, a un passo da certi sussurri di Madonna). Brani chiave? L’indimenticabile nervosismo dell’inno sampledelico di “Deep Inside” e l’aggressivo notturno andante di “Justa Lil’ Dope”, quest’ultimo un ossessivo beat industriale che potrebbe essere dei Coil, se non fosse per quelle spezzettature di voci hip-hop a tagliare il pezzo come lame d’acciaio.

Tuttavia, è col secondo cofanetto, che raccoglie i pezzi tra il 1996 e il 2000, che i MAW mettono a segno alcuni dei loro capitoli più celebri; sul Cd 01, Luther Vandross, Ultra Nate e i londinesi Incognito ripartono in quarta su burrose tendenze soul, screzi r&b e punte di acid-jazz intinto in strumentazioni da orchestrina per siparietti di exotica. Sarà comunque la solita India, icona della salsa e moglie dello stesso Vega, a fornire una delle stelle polari dell’intera discografia dei MAW tramite la strabordante “To Be In Love”: a tutt’oggi una delle prove vocali house più classicamente pure e riconoscibili della propria era – la versione singolo viene addirittura accompagnata da un celebre videoclip, mostrando i MAW non solo come mastini dell’underground ma anche come abili comunicatori pop:


Sul Cd 02, una dolce cavalcata a passo di bachata di George Benson introduce il capitolo più introspettivo, bucolico e spesso calorosamente acustico della collezione, dando modo al duo di vestire i panni di inusitatamente rispettosi rimaneggiatori – con tutto che la “MAW Expensive”, originariamente di Fela Kuti, è proprio un gioiello, con quell’incalzante passo di tamburelli e chitarra acustica.
Davvero affascinante l’umbratile cavalcata ambient-dub dipanata lungo i quattordici minuti di “Watching Windows” di Roni Size/Reprazent, messa volutamente in contrasto col celebre motivo house di “You Can Do It Baby” nella traccia successiva. Non manca comunque il beat, soprattutto all’attacco dell’esplosiva linea di basso di “Dancing In Outer Space”, con le sue liserigiche esplorazioni stellari synth-psichedeliche degne di un Sun Ra.

Ma i MAW rincarano subito la dose col Cd 03, nel quale si fa sfoggio quasi arrogante di una ricchezza stilistica che non vuol conoscere confini; la sguaiata Jocelyn Brown urla come una pazza sulla trascinante “It’s Alright, I Feel It!”, l’inedita “Bangin’” è un’interminabile carnevalata tribale interamente strumentale, che picchia come bastoni contro la ringhiera di ferro.
Presto si prosegue a zig-zag tramite la downtempo etnica di “Brazilian Beat” con la calda voce di Lilliana, una strizzatina d’occhio ai trend electro-samba Y2K di Smoke City, Da Lata e Bebel Gilberto.
Nel mezzo di tutto questo, gli immancabili Daft Punk, con un disidratato remix della già di per sé abbastanza scheletrica “Around The World”, e la girlband r&b britannica Eternal, contribuiscono a rendere all’ascoltatore l’immagine di un quadro sonicamente bizzarro eppure veritiero, specchio di svariati trend dei tardissini anni Novanta che probabilmente nessun ascoltatore ai tempi avrebbe mai mescolato tra di loro.

Tale innato savoir faire e gusto meticcio fortemente non-ideologizzato trova degna chiusura del cerchio nell’ultimo Cd 04; non era affatto cool, in quegli anni, prendere nota dell’esistenza delle Spice Girls oltre l’allora in voga termine di “commerciale”, ma all’onnivoro orecchio dei MAW non sfugge il fatto che “I Want You Back”, singolo solista della fuoriuscita Melanie B assieme alla mitica Missy Elliott, sia oggettivamente un pezzone megagalattico, e il risultante remix tutto svolazzi lounge gli paga il giusto rispetto.
Con “Desire” e “Spirit (MAW Mix)” si continua a pesticciare attorno all’estetizzante French touch da pubblicità di lusso di Modjo ed Étienne de Crécy, dimostrando la capacità di stare sul pezzo fino all’alba dei Duemila. Chiude il tutto il nostalgico giro di pista disco-funk di "Runaway", sempre a cura Nuyorican Soul, vero e proprio omaggio alle origini della storia del remix dove ebbe inizio tutto, proprio a New York: i piatti dei pionieri Walter Gibbons e Tom Moulton.

 

Non sarà certo la fine del fenomeno comunemente inteso come house; l’arrivo della DFA, le cerebrali partiture di Herbert e Dj Sprinkles, la tamarraggine dell’Edm di Guetta, l’electro in technicolor di Hot Chip e Friendly Fires, i fenomeni da classifica della Uk-house, i continui revival della disco music e tantissimi altri trend ancora terranno impegnati gli ascoltatori per tutto l’inizio del nuovo millennio.
C’è da scommettere che la storia del beat in 4/4 andrà avanti ancora per molto. Ma la “Tenth Anniversary Collection” sta lì a ricordarci cosa sono stati gli anni 90. Perché la storia può essere fatta anche con gentilezza, ma una notevole apertura mentale non guasta mai.

(28/08/2022)

  • Tracklist
The Tenth Anniversary Collection Part One 1990 - 1995

01: Vocals

  1. River Ocean feat. India - Love & Happiness
  2. Desiya feat. Melissa Yiannokou - Comin' On Strong (Spagatini Mix)
  3. Barbara Trucker - Beautiful People (The Underground Network Mix)
  4. Masters At Work feat. India - I Can't Get No Sleep (Ken/Lou 12")
  5. Marc Anthony - Ride On The Rhythm
  6. Voices - Voices In My Mind
  7. Barbara Tucker - I Get Lifted (The Bar Dub)
  8. Urbanised feat. Silvano - Helpless (I Don't Know What To Do Without You)
  9. Martha Wash - Carry On

02: Dubs And MAW Vocals

  1. Masters At Work feat. India - When You Touch Me
  2. Trey Lorenz - Photography Of Mary (MAW Dub)
  3. Tito Puente - Ran Kan Kan
  4. Chris Quevas - Hip Hop
  5. Alison Limerick - Gettin' It Right (The Hotel Mix)
  6. Ce Ce Peniston - Crazy Love
  7. Lisa Stansflied - Set Your Loving Free
  8. Chic - Chic Mystique
  9. Tito Puente - Para Los Rumberos
  10. Simply Red - Thrill Me

03: Beats And Loops

  1. Nuyorican Soul - The Nervous Track (Ballsy Mix)
  2. Kentou - Moonshine
  3. Urban Species - Listen (Louies Master Mix)
  4. Masters At Work - Blood Vibes
  5. Masters at Work - Justa Lil' Dope
  6. Kenlou 3 - What A Sensation (Sensational Mix)
  7. Kenlou 2 - The Bounce
  8. Kenny 'Dope' Presents The Bucketheads - The Bomb
  9. Kenny Dope feat. Screechy Dan - Boomin' In Ya Jeep (LP Mix)

04: Tools And Grooves

  1. Masters At Work - The Ha Dance (Ken/Lou Mix)
  2. Mondo Grosso - Souffles H (King St Club Mix)
  3. Sole Fusion - Bass Tone (House Nation Mix)
  4. Lou 2 - Freaky
  5. Hardrive - Deep Inside (Original)
  6. Masters At Work - Our Mute Horn
  7. Sole Fusion - We Can Make It (Underground Network Mix)
  8. Lil' Mo' Yin Yang - Reach ('Little' 'More' Mix) 
  9. House Of Gypsies - Sume Sigh Say (The Masters Remix)

The Tenth Anniversay Collection Part Two 1996 - 2000

01
 
  1. Luther Vandross - Are You Using Me?
  2. MAW presents India - To Be In Love
  3. Sunkids feat. Chance - Rescue Me
  4. Kele Le Roc - You Did It Good
  5. Incognito - Nights Over Egypt
  6. Tony Touch - I Wonder Why? (He's The Greatest DJ) (MAW Remix)
  7. Ultra Nate - Divine Love
  8. Kenny Lattimore - Days Like This

02

  1. George Benson - The Ghetto/El Barrio
  2. Masters At Work - MAW Expensive
  3. Nuyorican Soul - Mind Fluid
  4. Roni Size/Reprazent - Watching Windows (Roni Size Meets Nuyorican Soul)
  5. Nuyorican Soul - You Can Do It Baby
  6. Jerald Daemyon - Summer Madness
  7. Atmosfear - Dancing In Outer Space
  8. Karen Ramirez - Troubled Girl

03

  1. Nuyorican Soul - It's Alright, I Feel It!
  2. Kenlou 6 - Bangin'
  3. Masters At Work and Lilliana - Brazilian Beat
  4. Hardrive 2000 - Never Forget (When You Touch Me)
  5. Monday Michiru - Sunshine After The rain
  6. Daft Punk - Around The World
  7. Eternal - What'cha Gonna Do
  8. Rain A Lil' Louis Painting - Give It Up (MAW Club Mix)

04

  1. Nu Colours - Desire
  2. Black Magic - Let It Go
  3. Cunnie Williams - Spirit (MAW Mix)
  4. Melanie B feat. Missy Elliott - I Want You Back (MAW Remix)
  5. Incognito - Always There
  6. Ruffneck feat. Yavahn - Everybody Be Somebody
  7. Lood feat. Donell Rush - Shout - N - Out
  8. Nuyorican Soul - Runaway
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