Dan Mangan

Oh Fortune

2011 (Arts & Crafts) | songwriter, alt-rock

"È fondamentale per me sentire che sto crescendo, che mi sto evolvendo": così si presenta il songwriter di Vancouver Dan Mangan per introdurre il suo terzo album, "Oh Fortune". Un disco atteso come il momento della consacrazione, dopo che il precedente "Nice, Nice, Very Nice" gli aveva fruttato una candidatura al Polaris Music Prize e un contratto con la Arts & Crafts (l'etichetta di Broken Social Scene, Stars e Feist, tanto per citare qualcuno dei nomi più noti).
Ma l'equivoco di fondo, come spesso accade di questi tempi, è che crescere significhi semplicemente aggiungere qualcosa: un processo di accumulo, più che di approfondimento. Anche "Oh Fortune" non sfugge alla tentazione: il suono si amplia, si irrobustisce, si fa più ambizioso. Allo stesso tempo, la trama delle canzoni - quella che alla fine conta davvero - finisce per perdere la profondità di cui era intessuto "Nice, Nice, Very Nice".

Annunciato da un sipario di orchestrazioni forbite, il carosello di "About As Helpful As You Can Be Without Being Any Help At All" sfuma nei vapori elettrici vagamente radioheadiani (era "Ok Computer") di "How Darwinian". Si tratta di brani cresciuti durante il lungo periodo trascorso on the road da Mangan nel corso degli ultimi anni ("Penso di aver dormito nel mio letto una quindicina di volte da gennaio a oggi..."), con un processo di lavorazione molto più elaborato che in passato.
Il risultato è un album che si presenta come il lavoro di una band vera e propria: "Ho sempre mirato a circondarmi di gente che fosse di ispirazione dal punto di vista creativo", spiega Mangan. Accanto a lui, ecco allora la chitarra di Gord Grdina, il basso di John Walsh e la batteria di Kenton Loewen, mentre gli arrangiamenti portano la firma di Eyvind Kang e la produzione è affidata a Colin Stewart. "Più di ogni altro progetto a cui abbia mai lavorato, questo è stato davvero il frutto di una collaborazione".

L'incalzare indie-rock e il chitarrismo nervoso di "Post-War Blues" fanno pensare all'enfasi degli Okkervil River di "I Am Very Far", mentre i cori di "Rows Of Houses" inseguono il miraggio degli Arcade Fire. Fin dal tuonare di percussioni che scandisce la title track, l'obiettivo dichiarato di "Oh Fortune" è quello di non lasciarsi catalogare troppo facilmente tra gli scaffali del cantautorato: "Ero molto attaccato all'idea del tipico trovatore folk. Non che non mi piaccia più quel tipo di musica, ma mi sono ritrovato ad allontanarmene sempre di più".
Paradossalmente, però, è proprio quando il contributo dei suoi compagni d'avventura si fa meno invadente che Mangan ritrova il fascino di "Nice, Nice, Very Nice", come nel lamento d'amore e rimorso che avvolge "Daffodil" o tra gli interrogativi incalzanti che danzano sui fiati della conclusiva "Jeopardy": "Where did I go? / What is this sorrow?".

Nonostante l'ampiezza dello spettro cromatico, "Oh Fortune" porta riflessa l'ombra di tempi cupi, tempi in cui non è difficile riconoscere le incertezze del presente. "Gli artisti sono come spugne", riconosce Mangan. "Assorbono l'ambiente che li circonda, raccogliendo le esperienze individuali e quelle comuni del loro tempo. Siamo semplicemente il culmine di tutto ciò di cui siamo testimoni, consciamente o inconsciamente".
Eppure, il senso di imponderabilità del fato che sin dal titolo sembra dominare l'album non cede mai alla rassegnazione: "Don't fear the worst in case it comes / Just pray in the night that they don't take your love", canta Mangan in "Starts With Them, Ends With Us". Quello che conta è solo sapere a cosa rimanere attaccati, per non perdere sé stessi quando scende la notte.

About As Helpful As You Can Be Without Being Any Help At All

(28/10/2011)

  • Tracklist
  1. About As Helpful As You Can Be Without Being Any Help At All
  2. How Darwinian
  3. Post-War Blues
  4. If I Am Dead
  5. Daffodil
  6. Starts With Them, Ends With Us
  7. Oh Fortune
  8. Leaves, Trees, Forest
  9. Rows Of Houses
  10. Regarding Death And Dying
  11. Jeopardy
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