DARKTHRONE - Introducing Darkthrone

2013 (Recall)
black metal, crust-punk
La Recall è una sub-label della britannica Snapper Music, specializzata nelle compilation (ne sono uscite due analoghe dedicate a Katatonia e My Dying Bride); “Introducing Darkthrone” non è la prima raccolta dedicata al duo, ricordiamo infatti “Preparing For War” del 2000 e Frostland Tapes del 2008 (contenenti rispettivamente un best of dei loro primi lavori e i quattro demo registrati dal gruppo). Questa nuova uscita, come dice il titolo stesso, è invece rivolta soprattutto ai neofiti, e raccoglie diciotto brani atti a rappresentare oltre vent’anni di carriera.
 
Il primo cd si apre con il sound death-metal di matrice svedese degli esordi, qui rappresentato da “Cromlech” (opener di “Soulside Journey”, 1991), e prosegue secondo un criterio filologico con “Green Cave Float”, presente originariamente sui demo di “Goatlord”, risalenti sempre al 1991 ma rimaneggiati nel 1994 e pubblicati due anni dopo; le vocals dell’album sono del batterista Fenriz, anche quelle “femminili” (registrate per mezzo di effetti).
Un solo estratto anche da “A Blaze In The Northern Sky”, lavoro epocale con cui i Darkthrone svolsero un ruolo da protagonisti nel definire il concetto stesso di norwegian black-metal: un’opera di transizione, ancora influenzata dal death, ma già pregna delle caratteristiche black: screaming vocals, lyrics sataniche e anticristiane, chitarra “a zanzara” e registrazione in bassa fedeltà.
Il processo viene portato a compimento nel successivo “Under A Funeral Moon”, forse il disco da consigliare a chi è completamente a digiuno di “metallo nero”, da cui viene tratta “Inn I De Dype Skogers Favn”, ed è portato alle estreme conseguenze in “Transilvanian Hunger” (1994), contraddistinto dall’ultra-minimalismo e da una registrazione ancora più lo-fi.

Tre soli brani a rappresentare i tre dischi più “storici” del gruppo sono sicuramente pochi, ma la raccolta si propone di dare uno sguardo completo alla carriera di Fenriz e Nocturno Culto, e quindi dedica il resto delle tracce ai successivi lavori registrati dai due.
Troviamo quindi “Triumphant Gleam”, da “Panzerfaust”, il primo esempio di contaminazione “retromaniaca” da parte dei norvegesi: in questo caso si guarda spesso e volentieri al thrash nerissimo, made in Eighties, dei primi Celtic Frost; la band sarebbe poi tornata a un black più “canonico” nei successivi “Total Death” (1996) e “Ravishing Grimness” (1999), due album in cui i suoni vengono un po’ ripuliti, usciti in un periodo in cui i gruppi storici del genere iniziavano a beneficiare di produzioni più elaborate.
Conclude il primo cd la lunga “Command”, estratta da “Plaguewielder” del 2001; un disco che, come i successivi “Hate Them” (2003) e “Sardonic Wrath” (2004), pur mantenendosi su livelli qualitativi sempre molto alti, poco aggiungeva a quanto realizzato negli anni precedenti.
 
Il secondo cd, dal terzo brano “Too Old Too Cold” in poi, è dedicato alla svolta punk: inaugurata con “The Cult Is Alive”, del 2006, si compie definitivamente in “F.O.A.D.”, uscito l’anno seguente: un cambio di direzione che consente loro di conquistare il consenso del giro crust che, nel frattempo, ha iniziato a incorporare proprio il black-metal nel proprio sound.
I Darkthrone abbandonano pertanto il filone che li aveva accompagnati per quasi quindici anni e optano per un approccio più diretto e rock’n’roll; tale stile contraddistingue anche i successivi F.O.A.D. (2007), “Dark Thrones And Black Flags” del 2008 (di cui sono stati inclusi due brani: “The Winds They Called The Dungeon Shacker” e “Witch Ghetto”) e “Circle The Wagons” (2010); nel frattempo l’heavy-metal di stampo classico si insinua sempre più tra le pieghe della loro musica, e sarà la principale influenza in quello che è attualmente l’ultimo full-length registrato dal duo: “The Underground Resistance”, uscito all’inizio di quest’anno e assente in questa compilation.
 
“Introducing…” tratteggia il ritratto di un gruppo che  ha riflesso, nel corso degli anni, la passione e la ricerca musicale dei suoi componenti, attraversando diversi territori ma mantenendosi sempre su sentieri “oscuri”; una selezione piuttosto ampia, ma certamente non esaustiva: all’ascoltatore il compito di approfondire la versione dei Darkthrone che predilige.

31/08/2013

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